Genova rilancia il “Baby Kit”: un regalo per ogni nuovo nato, più servizi e un Centro famiglie per non lasciare nessuno solo

Il Comune rinnova anche per il 2026 il progetto “Baby Kit” per neonati e bambini adottati residenti: non solo prodotti e sconti, ma una bussola di informazioni e contatti utili. Dal 2026 parte anche il nuovo Centro per le Famiglie a Palazzo Tursi e si amplia il percorso “Primi Mille Giorni” nei municipi. Nel 2025 consegnati 1.812 kit su 2.715 nuovi nati
C’è un istante, dopo una nascita o un’adozione, in cui la felicità è piena e insieme fragile: la casa cambia ritmo, il tempo si spezza in notti e poppate, la gioia si mescola a domande nuove. È proprio lì, in quel punto delicatissimo, che il Comune di Genova prova a farsi presente con un gesto semplice e insieme concreto: il “Baby Kit”, confermato anche per il 2026 per tutti i nuovi nati e i bambini adottati residenti in città.


Non è soltanto un pacco con dentro oggetti utili. È un messaggio: “Non siete soli”. Un modo per dire che la genitorialità non è un affare privato da attraversare in solitudine, ma un percorso in cui istituzioni, servizi e territorio possono costruire un’alleanza vera, fatta di orientamento, contatti, informazioni chiare e opportunità accessibili.

Il progetto, avviato sette anni fa, è ormai una piccola tradizione cittadina. E i numeri raccontano sia la sua diffusione sia il margine che l’amministrazione vuole ancora colmare: nel 2025 i nuovi nati residenti sono stati 2.715, mentre i Baby Kit consegnati sono stati 1.812. Proprio per rendere tutto più semplice e “a misura di famiglia”, da marzo 2026 è previsto l’avvio di una nuova agenda digitale per prenotare il ritiro: uno strumento che dovrebbe facilitare l’organizzazione, ridurre gli intoppi e permettere anche un monitoraggio in tempo reale della distribuzione.
Dentro il Baby Kit ci sono alcuni prodotti e sconti per mamma e bebè, ma il suo cuore è un altro: le informazioni. È la parte meno “visibile”, eppure spesso la più preziosa nei primi mesi, quando non sapere a chi rivolgersi pesa quanto una notte insonne. Le famiglie trovano materiali in più lingue, indicazioni sui servizi disponibili e dépliant e opuscoli che orientano in un sistema di risorse sempre più ampio: dalla Biblioteca Internazionale De Amicis alle informazioni dei servizi consultoriali di ATS 3, fino agli opuscoli sulla salute materno-infantile e sulla promozione della lettura nella prima infanzia, oltre alle guide sui servizi comunali e su come accedervi.
La novità del 2026 è anche un luogo fisico, pensato come punto fermo: il nuovo Centro per le Famiglie, con sede a Palazzo Tursi. Un punto di riferimento unico per servizi, orientamento, accoglienza e sostegno alla genitorialità. Un posto dove non si va solo quando “c’è un problema”, ma anche per prevenire, capire, confrontarsi, trovare risposte.
È attorno a questa riorganizzazione che prende forma anche l’accompagnamento per i “Primi Mille Giorni”, il periodo che va dalla gravidanza ai primi anni di vita e che spesso determina equilibri, salute e benessere della famiglia nel lungo periodo. Il percorso, già attivo nella sede centrale, dal 2026 punta a raggiungere le famiglie anche nei municipi decentrati, con incontri e appuntamenti distribuiti in cinque macro-zone: Ponente/Medio Ponente, Centro Ovest/Valpolcevera, Valbisagno, Medio Levante/Levante. A guidarlo è il Centro per le Famiglie, con esperti e professionisti che affiancano i genitori su temi legati ai primi 36 mesi di vita dei bambini.
E c’è un altro tassello annunciato: l’ampliamento della collaborazione con gli ordini professionali e con i pediatri di libera scelta, perché la rete che sostiene una famiglia è davvero efficace quando parla la stessa lingua, quando i servizi si riconoscono e si passano il testimone senza lasciare buchi.
“Il Baby Kit è molto più di un dono – spiega l’assessora al Welfare Cristina Lodi – è un messaggio di vicinanza alle famiglie genovesi. Ogni bambino che nasce o viene accolto in adozione è una promessa di futuro, e il nostro compito è quello di sostenere i genitori fin dai primi passi di questo percorso. Il Centro per le Famiglie sarà sempre più la casa della genitorialità, un luogo aperto, accessibile e capace di costruire connessioni di comunità”.
A rendere possibile il progetto, anche nel 2026, è pure il contributo degli sponsor, che aumentano: sono 14, tra cui Aci, BPM, Centro Gioco Educativo, Chicco, Coop Liguria, DM Drogherie Markt Italia, Federfarma, Alessandro Fiori & Mr House, Centro Pedagogico Il Cucciolo, Helan, Iperbimbo, Piumè, Vitamed. Confermata anche la collaborazione con la Banca del Latte Umano Donato del Gaslini.
Nel quadro più ampio, l’amministrazione dice di voler rafforzare ancora le politiche familiari, in linea con gli indirizzi nazionali e con le misure del Piano Nazionale per la Famiglia 2025–2027. Tra gli obiettivi indicati per quest’anno ci sono il potenziamento dei servizi informativi e formativi per neogenitori e figure educative, il miglioramento della distribuzione dei kit grazie all’agenda digitale, il coinvolgimento dei centri nascita, degli ospedali genovesi e del consultorio familiare di ATS 3, l’allargamento della rete di sponsor e realtà associative e anche la geolocalizzazione delle risorse utili, come i punti allattamento “baby pit stop”, che verranno rinnovati con azioni di promozione dell’allattamento consapevole.
In fondo il senso è tutto qui: una città che non si limita a “fare gli auguri”, ma prova a costruire condizioni reali perché quel futuro promesso da ogni nuova nascita non sia un salto nel vuoto. Perché crescere un figlio non è mai solo un fatto privato. È un bene comune.
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