Genova, carabinieri accerchiati durante un controllo all’ex latteria occupata: chieste 10 condanne. Sentenza il 27 gennaio

Per l’episodio del 4 maggio 2024 nel centro storico, quando una pattuglia dei carabinieri venne circondata e aggredita durante un controllo, il pubblico ministero ha chiesto dieci condanne a un anno e sei mesi. La decisione del Tribunale è attesa il 27 gennaio. Dopo i fatti, ci fu anche un corteo con scritte e danni tra le vie del centro, in particolare in via Garibaldi

Dieci richieste di condanna e una data cerchiata sul calendario: 27 gennaio. È il punto a cui è arrivato il processo per quanto accaduto nel centro storico il 4 maggio 2024, quando – secondo la ricostruzione accusatoria – alcuni antagonisti avrebbero accerchiato e aggredito i carabinieri intervenuti per un controllo nei pressi dell’ex latteria occupata.

In aula, il pubblico ministero Giuseppe Longo ha chiesto dieci condanne a un anno e sei mesi. Il Tribunale deciderà tra pochi giorni, con sentenza attesa appunto il 27 gennaio.

La ricostruzione: controllo, insulti, poi l’accerchiamento
Secondo quanto ricostruito, una pattuglia del nucleo radiomobile stava effettuando un sopralluogo legato a un possibile furto in abitazione quando sarebbe stata prima insultata da un ragazzo uscito dall’edificio. Nel momento in cui i carabinieri si sarebbero fermati per identificarlo, sarebbero stati circondati da un gruppo di persone – descritte come anarchici – che avrebbero iniziato a strattonarli.
La situazione avrebbe richiesto rinforzi: sul posto sarebbero arrivate altre pattuglie e anche la polizia locale. Alla fine, per quei fatti, furono arrestati otto soggetti.
Il giorno dopo: corteo e danni in centro, anche in via Garibaldi
L’episodio non si sarebbe chiuso quella sera. Il giorno successivo, infatti, un gruppo di anarchici e studenti avrebbe sfilato per le vie del centro cittadino, con scritte e danneggiamenti che avrebbero interessato anche vetrine e facciate dei Palazzi dei Rolli in via Garibaldi.
Su quella seconda fase, la Procura aveva tentato una linea dura contestando anche la devastazione e chiedendo misure cautelari per un numero più ampio di indagati. La richiesta era stata respinta dal giudice Giorgio Morando, che aveva ritenuto non configurabile quel tipo di contestazione; successivamente, però, il Tribunale del Riesame, dopo l’impugnazione del pubblico ministero, aveva disposto l’obbligo di dimora per tredici persone.
Attesa per la sentenza
Ora la vicenda torna al cuore del primo procedimento, quello legato all’accerchiamento e all’aggressione durante il controllo: con le richieste del pubblico ministero depositate, il prossimo passaggio è la decisione del Tribunale, attesa il 27 gennaio.
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