Foce blindata tutto il giorno: presidio e corteo antifascista attorno a via Montevideo, traffico nel caos, ma nessun disordine

Dalla mattina alla sera la mobilitazione di Genova Antifascista contro la sede di CasaPound: un presidio a rotazione e poi il corteo che ha attraversato piazza Tommaseo, via Pozzo, via Dassori e corso Gastaldi. Striscioni e fumogeni, forte presenza delle forze dell’ordine, pesanti disagi alla viabilità gestiti dalla polizia locale

Alla Foce oggi è stata una giornata lunga, piena e tesa, ma senza degenerare. Nei dintorni di via Montevideo, dove da anni si trova la sede genovese di CasaPound, si sono susseguiti per ore presidio e manifestazione: dalla mattina fino a sera almeno un centinaio di persone si sono alternate attorno al presidio di Genova Antifascista, ripetendo più volte il senso dell’iniziativa, cioè ribadire che “i covi fascisti non sono i benvenuti a Genova”.

L’appuntamento ha avuto un doppio ritmo: prima l’attesa e la presenza costante, poi il momento della piazza in movimento. Nel pomeriggio, infatti, la mobilitazione è sfociata nel corteo, partito poco prima delle 18 e pensato per stringere simbolicamente la zona attorno a via Montevideo.

Il corteo e il messaggio su corso Gastaldi
Il corteo ha “accerchiato” l’area passando da piazza Tommaseo, via Pozzo, via Dassori e corso Gastaldi. Proprio qui i manifestanti hanno legato il passaggio al nome della strada, ricordando Aldo Gastaldi, e chiedendo al quartiere una presa di posizione per arrivare alla chiusura definitiva della sede.
Il tono è stato quello della pressione politica e simbolica: non uno scontro fisico, ma un’azione dichiaratamente “di territorio”, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione e continuare a tornare in quella zona.
La sede “vuota” e il tesseramento saltato
Dei militanti di CasaPound, durante la giornata, non si sono visti. La sensazione, per chi era sul posto, è che la sede sia rimasta di fatto chiusa e vuota. Secondo alcune informazioni raccolte in zona, la giornata nazionale del tesseramento non avrebbe avuto un appuntamento genovese e i militanti liguri si sarebbero spostati alla Spezia.
Strade chiuse e schieramento: camionette e idranti, ma nessun intervento
Fin dal mattino è stato evidente il dispiegamento delle forze della polizia, con la porzione di via Montevideo dove si trova la sede di CasaPound sostanzialmente “sigillata”: camionette, idranti e schieramenti pronti, ma senza interventi, perché non si sono registrati disordini.
Durante il corteo sono comparsi alcuni striscioni e sono stati accesi fumogeni, ma la manifestazione è rimasta dentro una cornice controllata, senza episodi di violenza. È terminata poco dopo le 19:00.
Il vero problema: viabilità in sofferenza e quartiere rallentato
La nota più pesante, per chi vive o attraversa la Foce, è stata il traffico. Tra chiusure, deviazioni e strade “a imbuto”, la zona ha vissuto ore di rallentamenti e disagi, con la polizia locale impegnata a gestire la circolazione e contenere l’effetto domino sulle vie limitrofe.
In sintesi: una giornata di piazza intensa e blindata, con un messaggio politico netto e una forte presenza di forze dell’ordine, ma senza scontri. A pagare il prezzo più immediato, come spesso accade, è stata soprattutto la viabilità del quartiere.
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