Sciopero dei taxi e corteo fino alla “Chiamata” del porto. Il caos del traffico, complice la pioggia, è servito

Oggi, martedì 13 gennaio, taxi fermi per 12 ore (8-20) e corteo di auto bianche verso la Sala Chiamata del Porto e ritorno. Tra servizio ridotto e colonna in movimento, la viabilità cittadina è andata in sofferenza con rallentamenti a catena. Polizia locale impegnata in più zone per scorte, deviazioni e gestione degli incroci

Genova si ritrova a fare i conti con una giornata ad alta tensione sul fronte della mobilità: lo sciopero dei taxi ha ridotto drasticamente la disponibilità di corse e, in aggiunta, un corteo sta muovendo verso la Sala Chiamata del Porto (con rientro previsto lungo le stesse direttrici) ha finito per trasformare le strade in un imbuto. Il risultato è stato un mix esplosivo tra auto incolonnate, tempi di percorrenza che si allungano e automobilisti costretti a cambiare itinerario all’ultimo minuto.

Lo stop è previsto dalle 8 alle 20, con un servizio limitato alle sole prestazioni considerate essenziali e “sociali”, legate a situazioni di particolare necessità. Ma già dalle prime ore della mattina l’impatto si è fatto sentire: nelle aree di collegamento tra centro e zona portuale, e lungo le principali direttrici urbane, il passaggio del corteo ha generato rallentamenti a cascata, con ripartenze a singhiozzo e congestione che si spostava da un quartiere all’altro seguendo la colonna.

A gestire il momento più delicato è la polizia locale delle rispettive zone, chiamata a presidiare gli snodi più sensibili, accompagnare il corteo, mettere in sicurezza i punti di attraversamento e riorganizzare la viabilità con deviazioni e regolazioni temporanee. In una città dove lo spazio è poco e le alternative non sono sempre immediate, basta una variazione dei flussi per far saltare l’equilibrio: e oggi, tra taxi quasi assenti e un corteo in movimento, l’effetto “tappo” si è visto tutto.
La protesta si inserisce nel malcontento della categoria su regole e assetti del trasporto non di linea e sulla necessità, secondo i tassisti, di maggiore chiarezza e controlli. E contro il servizio Uber Black. Intanto, per i cittadini la conseguenza è concreta: spostarsi diventa più difficile, trovare un taxi è complicato e anche percorsi brevi possono trasformarsi in un’odissea.
Per chi deve muoversi oggi, la regola è una: mettere in conto ritardi, scegliere quando possibile mezzi alternativi e, se si guida, evitare le direttrici verso il porto nelle fasi di maggiore criticità.
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