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Termovalorizzatore, la Regione accelera e Genova prende tempo? Piciocchi attacca: «Basta rimpiattino, in gioco Tari e futuro di Amiu»

Dopo l’avviso regionale per l’impianto di chiusura del ciclo rifiuti (taglia minima 220mila tonnellate/anno e tempi stretti), da Tursi emerge la richiesta di più tempo e di uno studio sugli scenari. Il capogruppo di Vince Genova a Tursi accusa giunta Salis e nuovo cda Amiu di indecisione e annuncia battaglia in Consiglio

Il termovalorizzatore — o comunque l’impianto finale per la “chiusura del ciclo” dei rifiuti — torna al centro dello scontro politico a Genova. Il comunicato stampa firmato da Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova in Consiglio comunale, punta il dito contro la sindaca Silvia Salis e il nuovo CdA AMIU, accusati di tentennamenti proprio mentre la Regione ha già avviato l’iter per raccogliere manifestazioni di interesse.

Regione: bando e “taglia” dell’impianto, tempi rapidi

Il contesto è quello dell’avviso regionale per un impianto di trattamento finale dei rifiuti: una procedura esplorativa che, nelle intenzioni, serve a capire chi è pronto a candidarsi e con quali proposte. Tra gli elementi messi sul tavolo, uno in particolare ha fatto rumore: la dimensione minima richiesta, 220mila tonnellate l’anno, che delinea un progetto di scala rilevante e quindi non improvvisabile. A questo si aggiunge un altro fattore decisivo: i tempi indicati dall’avviso, considerati da molti stringenti per costruire una candidatura solida.

Comune e AMIU: richiesta di più tempo e uno studio sugli scenari

Nei giorni scorsi, le notizie emerse raccontano di un Comune e di AMIU orientati a chiedere una proroga di 180 giorni per presentare la manifestazione di interesse. La linea sarebbe quella di “non chiudere la porta”, ma allo stesso tempo prendersi più tempo per valutare l’adesione con maggiore consapevolezza.

In parallelo, è circolata anche l’indicazione di uno studio affidato all’esterno per analizzare come potrebbe cambiare la TARI a seconda delle diverse tecnologie e configurazioni impiantistiche: dall’assetto attuale a uno scenario con impianto finale, fino a combinazioni con impianti intermedi.

Sul fronte interno all’azienda, in questo stesso clima, si è riaccesa la pressione dei sindacati su temi organizzativi e occupazionali: precariato, stabilizzazioni, carichi di lavoro e ricorso alle esternalizzazioni.

Piciocchi: “I genovesi pagano già, decine di milioni”

È qui che entra in campo Piciocchi: il comunicato parte dal punto più immediato per i cittadini, i costi. Secondo il capogruppo di Vince Genova, oggi Genova paga — tramite TARI — decine di milioni di euro per il trasferimento dei rifiuti fuori Liguria. Un esborso che, nella sua lettura, rende urgente chiudere il ciclo sul territorio e smettere di “portare via” risorse.

“AMIU aveva già fatto gli studi”: attacco a proroga e consulenza

Il bersaglio politico principale è la richiesta di proroga: Piciocchi si dice “esterrefatto” all’idea di chiedere 180 giorni per presentare una manifestazione d’interesse, sostenendo che nel precedente ciclo amministrativo erano già stati dati indirizzi chiari ad AMIU per arrivare a un progetto di fattibilità con piano industriale, anche con partner.

Ancora più dura la critica allo studio esterno sull’andamento della TARI: Piciocchi sostiene che AMIU avrebbe già da tempo dati e competenze per valutare gli impatti economici delle diverse soluzioni e che ricorrere a soggetti terzi rischia di essere uno spreco e un messaggio negativo verso il personale tecnico dell’azienda.

La domanda politica, in sintesi, è questa: cosa è stato fatto in questi mesi sul dossier rifiuti, se ora si torna a chiedere tempo e analisi su elementi che — a suo dire — erano già disponibili?

“Battaglia in aula” e offerta di voti

Il comunicato non si ferma alla polemica: Vince Genova annuncia che porterà il tema in Consiglio comunale e promette battaglia perché si arrivi nel più breve tempo possibile alla realizzazione dell’impianto. C’è anche un avvertimento: se Genova e AMIU rallentano, altri soggetti potrebbero muoversi più rapidamente e candidarsi, mettendo in difficoltà l’azienda pubblica.

Infine, la mossa politica: Piciocchi dichiara che il gruppo è pronto a garantire alla sindaca i voti necessari per perseguire questo obiettivo, chiedendo che la partita venga affrontata subito, apertamente e senza ulteriori rinvii.

In altre parole: mentre la Regione prova a imprimere accelerazione, a Genova si consuma un braccio di ferro tra chi chiede scelte rapide e chi rivendica tempo per valutare. Nel mezzo restano due punti che pesano più di tutti: la bolletta TARI e la capacità di AMIU di restare protagonista — e non spettatrice — nella decisione più strategica sui rifiuti dei prossimi anni.


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