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Allarme QR code “pirata” nel centro storico: tra porno e truffe, ecco cosa sta succedendo sui cartelli turistici. Intervento del Comune

Adesivi con QR code fasulli stanno comparendo sulla segnaletica turistica comunale nel centro storico: alcuni rimandano a visite guidate non riconducibili al Comune, altri persino a siti pornografici o a truffe capaci di sottrarre dati personali e bancari. Ferrante e Beghin: da domani prime ricerche e rimozioni affidate alla cooperativa “Il Rastrello”, poi un piano strutturato con Aster per il decoro finanziato anche con una quota della tassa di soggiorno

Nel cuore del centro storico, dove turisti e genovesi si affidano ai cartelli per orientarsi tra vicoli, musei e punti d’interesse, sta circolando una minaccia tanto banale quanto pericolosa: QR code adesivi applicati sopra quelli originali della segnaletica comunale.

Il risultato? Chi inquadra il codice può finire nel posto sbagliato… o nel peggiore possibile.

Cosa contengono questi QR code “fake”

Secondo quanto emerso, gli adesivi non si limitano a “dirottare” l’utente verso contenuti non ufficiali:

  • alcuni rimandano a visite guidate di realtà estranee al Comune, che quindi non può verificare né garantire qualità e correttezza del servizio;
  • altri portano a siti pornografici, creando un danno d’immagine e situazioni imbarazzanti, soprattutto in aree frequentate da famiglie e scolaresche;
  • altri ancora sono vere e proprie truffe: una volta scansionati, possono tentare di rubare informazioni personali, fino a dati sensibili e potenzialmente bancari, con l’obiettivo di sottrarre denaro alle vittime.

Oltre al rischio digitale, c’è anche quello “fisico” e immediato: gli adesivi coprono il QR code originale, oscurando le informazioni legittime del cartello e aumentando la confusione per chi visita la città.

La risposta del Comune: intervento immediato e piano strutturato

Il Comune ha deciso di muoversi senza perdere tempo. Già da domani partiranno le prime attività di ricerca e rimozione, con mandato alla cooperativa “Il rastrello” per una verifica in centro e la rimozione degli adesivi.

Poi, l’intervento diventerà più strutturato: è previsto un piano per il decoro, finanziato anche grazie a una quota delle imposte di soggiorno.

Le parole degli assessori: “Sono fake, lo confermo”

Massimo Ferrante, assessore alle Manutenzioni, conferma la gravità del fenomeno: «Sta succedendo questa cosa che vengono appiccicati questi QR code sulla segnaletica comunale, sono fake chiaramente… alcuni rimandano a siti pornografici… sto già attivando la rimozione… in prima battuta lo facciamo con le cooperative… poi l’intervento sarà strutturato con Aster».

Sulla stessa linea Tiziana Beghin, assessora al Turismo, che parla di un lavoro “in squadra” per una revisione complessiva:
«È un tema su cui anche interverremo in “squadra” per operare una revisione totale… purtroppo bisogna fare i conti anche con questi comportamenti… ma non ci facciamo scoraggiare e proseguiamo a lavorare… per rendere la nostra città sempre più accessibile e accogliente».

Come difendersi: 4 mosse semplici se trovi un QR sospetto

  1. Controlla il QR “a occhio”: se sembra un adesivo sovrapposto, stropicciato o recente, evita.
  2. Usa l’anteprima del link (la maggior parte degli smartphone mostra l’URL prima di aprirlo).
  3. Non inserire mai dati o credenziali dopo una scansione, soprattutto se la pagina “spinge” a farlo.
  4. Segnala: se noti adesivi sospetti su cartelli comunali, avvisa Polizia Locale o il Comune (anche tramite canali ufficiali).

In apparenza sono solo sticker. In realtà, sono una porta d’ingresso per frodi, contenuti inappropriati e caos turistico. E proprio per questo la partita si gioca adesso: rimozione immediata, controllo capillare e un piano stabile per impedire che il “trucco del QR” diventi la nuova normalità nel centro di Genova.


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