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Skymetro in Val Bisagno, arriva lo stop formale: il Comune archivia la Conferenza dei servizi sul progetto “P4”

Con una determinazione adottata ieri, 9 gennaio, la Direzione Urbanistica del Comune dichiara conclusa e archiviata la Conferenza dei servizi sul Progetto di fattibilità tecnico-economica dello Skymetro (versione “P4”). Alla base della decisione: prescrizioni e integrazioni richieste dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, atti di assenso non ancora acquisiti e l’indirizzo politico della Giunta che chiede di valutare un approccio diverso per un’infrastruttura di trasporto rapido in Val Bisagno

Il percorso amministrativo dello Skymetro – prolungamento della linea metropolitana in Val Bisagno si ferma ufficialmente, almeno nella forma in cui era stato impostato finora. La Direzione Urbanistica del Comune ha infatti disposto l’archiviazione della Conferenza dei servizi decisoria relativa al Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), nella versione progettuale denominata “P4”.

La decisione arriva con l’atto dirigenziale DD 59, adottato ed esecutivo il 9 gennaio 2026, e rappresenta il passaggio formale che chiude il procedimento avviato per acquisire nulla osta e atti di assenso necessari alla localizzazione e all’approvazione dell’opera.

Dalla versione “P0” alla “P4”: un iter lungo e pieno di rilanci

Nel provvedimento viene ricostruita la sequenza degli aggiornamenti progettuali: una prima Conferenza dei servizi si era chiusa positivamente nel 2024 sul PFTE versione “P0”, poi il progetto è stato aggiornato (versione “P1”) a seguito delle interlocuzioni con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, fino ad arrivare alla variante “P4”, ritenuta tecnicamente praticabile dal raggruppamento di progettazione e inviata nel 2025 per la prosecuzione delle valutazioni.

Nel frattempo, sempre nel 2025, è stata attivata anche una Valutazione di Impatto Ambientale regionale volontaria, conclusa con esito favorevole.

Il nodo del Consiglio Superiore: prescrizioni da chiudere prima dell’appalto

Il punto più delicato, però, resta la cornice tecnica e procedurale legata al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nel testo si evidenzia che il parere ha previsto prescrizioni, raccomandazioni e osservazioni e che tali prescrizioni avrebbero dovuto essere integralmente ottemperate prima dell’affidamento dell’appalto, con attestazione demandata al verificatore.

Le indicazioni riguardavano diversi ambiti (geologia, strutture, idraulica, ambiente e aspetti gestionali), e includevano anche temi sensibili sul territorio, come la ricollocazione e demolizione dell’IISS Firpo-Buonarroti e l’inquadramento dell’infrastruttura in un Piano Urbanistico Globale della vallata.

La svolta politica: “non ci sono le condizioni”, si cambia approccio

Il passaggio decisivo è l’indirizzo della Giunta comunale: con una deliberazione del 22 dicembre 2025 viene rilevata l’insussistenza delle condizioni per procedere all’affidamento dell’appalto “sulla base del progetto elaborato”, con contestuale indicazione agli uffici di valutare un diverso approccio per un’infrastruttura di trasporto rapido di massa in Val Bisagno e di predisporre atti per nuovi incarichi di progettazione.

Nella determinazione si dà atto inoltre che, allo stato, il progetto non ha acquisito tutti gli atti di assenso necessari e che quindi “non sussistono i presupposti per la prosecuzione del procedimento”. Da qui la scelta di chiudere la Conferenza dei servizi e archiviarla.

Tempi e risorse: il tema dell’obbligazione giuridicamente vincolante

Nel documento viene richiamato anche il tema dei tempi legati alle risorse: si fa riferimento alle scadenze fissate per il perfezionamento dell’Obbligazione giuridicamente vincolante (OGV) nell’ambito dei finanziamenti, con proroghe intervenute e con l’indicazione di un termine al 31 dicembre 2025 per il perfezionamento dell’OGV.

Cosa succede ora

Il provvedimento dispone la notifica dell’atto agli enti e uffici partecipanti alla Conferenza dei servizi e ricorda la possibilità di ricorso al TAR o al Capo dello Stato nei termini di legge. Gli atti del procedimento restano depositati presso la Direzione competente e accessibili secondo le regole sull’accesso agli atti.

In pratica, lo Skymetro non esce dal dibattito sulla mobilità della vallata, ma si chiude la partita amministrativa del PFTE “P4”: il Comune mette nero su bianco che quel percorso si interrompe e che, per la Val Bisagno, l’orizzonte passa ora dalla costruzione di una nuova soluzione di trasporto rapido, da ripensare con un impianto progettuale diverso, affidato, come è noto, al Politecnico di Milano.


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