Addio auto in piazza Matteotti e stop a striscioni (e presto ai mezzi in sosta) in via Garibaldi: il cuore di Genova ritrova decoro e bellezza

Due interventi che puntano a restituire la bellezza ai luoghi monumentali. L’assessore al commercio Tiziana Beghin parla di «protezione delle piazze storiche» e di lavoro di squadra con i colleghi Arianna Viscogliosi (polizia locale) ed Emilio Robotti (mobilità); l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari sottolinea che «una città diversa è possibile» e che anche i segni quotidiani cambiano la percezione dello spazio Unesco. Reazioni positive anche da ex assessori alla Mobilità Arcangelo Merella e Anna Maria Dagnino

A volte è meglio togliere che aggiungere. Togliere auto, togliere ingombri, togliere (brutte) abitudini diventate normalità. E all’improvviso la città cambia faccia. È quello che sta succedendo nel cuore di Genova, dove piazza Matteotti si presenta “finalmente” libera dalle auto. Via Garibaldi già dal novembre 2025 non è più funestata da striscioni pubblicitari che spezzavano la visuale di una delle strade rinascimentali più celebri al mondo, patrimonio UNESCO. Al termine dei lavori per i 4 anni potrà liberarsi definitivamente anche delle auto in sosta.

Due interventi diversi, ma con un filo comune: riportare decoro e fruibilità nei luoghi più simbolici e delicati del centro storico, restituendo spazio alle persone e allo sguardo.

Beghin: «Determinati a rendere le bellezze completamente fruibili»
A rivendicare l’obiettivo è l’assessore comunale al Commercio Tiziana Beghin, che inquadra l’azione come un cambio di passo sulla gestione delle aree monumentali: «Stiamo lavorando per proteggere le nostre piazze storiche e i luoghi bellissimi che Genova offre a cittadine e visitatori. Non è facile cambiare abitudini che negli anni si sono radicate ma siamo determinati a rendere queste bellezze completamente fruibili. È stato un bel lavoro di squadra con i colleghi assessori Arianna Viscogliosi ed Emilio Robotti».
Il messaggio è chiaro: la “normalità” delle auto parcheggiate e degli allestimenti disordinati non è inevitabile. È una scelta. E può essere cambiata.
Montanari: “Segni piccoli, passi significativi”
Sul fronte culturale, il post dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari mette l’accento proprio sul valore simbolico di questi gesti: «Una città diversa è possibile. E anche se sembrano segni “piccoli” sono passi significativi. Oggi, grazie al lavoro di Tiziana Beghin (Commercio), coadiuvata da Arianna Viscogliosi ed Emilio Robotti, potete ammirare una piazza Matteotti finalmente libera da parcheggi e altre amenità».
E poi il riferimento a via Garibaldi, che – sottolinea – da novembre scorso è stata liberata anche dall’impatto visivo degli striscioni: «Dal mese di novembre 2025 invece, su indicazione dell’assessorato alla cultura, non verranno più tesi striscioni pubblicitari di alcun genere in via Garibaldi, per preservare il cannocchiale prospettico della strada del Rinascimento più bella del mondo, patrimonio dell’umanità UNESCO».
Montanari chiude con un’idea che suona come una linea di metodo: «Ora, con la giusta cura, si affrontano anche tutti gli altri problemi e si pongono le basi per le nuove sfide. Ma è da qui, che si deve partire: dai segni quotidiani».
Piazza Matteotti: da “parcheggio” a spazio civico
Il punto, in effetti, non è solo estetico. Piazza Matteotti per anni è stata raccontata come un luogo “occupato”: parcheggi, chioschi, iniziative mercatali spesso sovrapposte (fino a 3), con allestimenti diversi e contemporanei. Un uso intensivo che, alla lunga, aveva finito per normalizzare l’idea che uno spazio monumentale potesse funzionare come un’area di sosta e di passaggio, più che come piazza cittadina.
Liberarla dalle auto significa restituirle la sua vocazione naturale: essere un punto di incontro, un ingresso simbolico al centro storico, un luogo da attraversare con calma, guardandosi attorno.
Via Garibaldi senza striscioni: torna il “cannocchiale” UNESCO
Il caso di via Garibaldi è altrettanto emblematico. La strada, cuore dei Palazzi dei Rolli e patrimonio mondiale, vive anche di prospettiva: quella sequenza di facciate che si legge in un colpo d’occhio, senza interruzioni. Gli striscioni pubblicitari appesi tra i palazzi – anche quando legati a eventi – rompevano quel “cannocchiale” visivo che è parte della sua identità.
La scelta di non autorizzarli più, dal novembre 2025, è quindi un intervento sul modo in cui la città si racconta: meno comunicazione invasiva, più valorizzazione del patrimonio.
Le reazioni: “Dopo 10 anni, miracolo”
Non sorprende che il segnale sia stato accolto con entusiasmo anche da chi in passato si era occupato di mobilità. L’ex assessore Arcangelo Merella (giunte Pericu) commenta con ironia e sollievo: «Oh che bella sorpresa: dopo 10 anni la Piazza finalmente libera dalle auto. Miracolo!!!». L’ex assessore Anna Maria Dagnino (giunta Doria) rivendica un lavoro avviato in precedenza: «Bene!! Avevo lavorato molto per liberare piazza Matteotti con ordinanze e altri interventi… Bene!».
Una scelta che cambia la percezione della città
Alla fine, il risultato è più evidente di qualsiasi dibattito: quando le auto spariscono e la pubblicità smette di “tirare” la città come un telone, i luoghi storici tornano leggibili. E Genova, nel suo centro più monumentale, torna a somigliare a ciò che è: una città che può permettersi bellezza, ma solo se decide di non coprirla.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Blusky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.