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Freddo in città, la rete “anti-strada” funziona: a Genova già 100 persone accolte con il Piano Inverno (e c’è ancora posto)

Prosegue il Piano Inverno del Comune con Terzo Settore e volontariato: circa 100 persone senza dimora, che prima dormivano in strada, hanno accettato un rifugio notturno. L’educativa di strada ha già effettuato 163 interventi, soprattutto nei municipi Centro Est, Centro Ovest, Ponente, Medio Ponente e Valpolcevera. Restano circa 40 persone che rifiutano l’accoglienza, spesso per dipendenze: attivata una collaborazione con ASL 3 per valutazioni sociosanitarie e percorsi dedicati. Attivo anche il Pronto Intervento Sociale

Mentre l’inverno entra nel vivo, a Genova cresce la risposta della città a una delle emergenze più silenziose: quella di chi vive per strada. Il Piano Inverno del Comune – costruito insieme agli enti del Terzo Settore e alle realtà del volontariato – sta portando risultati concreti nel contrasto alla grave marginalità adulta, offrendo accoglienza, protezione e supporto nei mesi più freddi.

Cento persone accolte: “Prima dormivano in strada”

Il dato più immediato riguarda le notti: circa 100 persone sono state “intercettate e accolte” grazie al Patto di sussidiarietà per le persone senza dimora, entrando nelle strutture attivate dal nuovo sistema cittadino. Si tratta di persone che hanno scelto di accettare un posto al coperto e che, prima dell’avvio del Piano, dormivano in strada.

Educativa di strada: 163 interventi e un lavoro quotidiano di prossimità

Accanto ai posti letto, sta crescendo anche il lavoro “sul campo”. Dall’avvio del Piano Inverno, l’educativa territoriale di strada ha già svolto 163 interventi, con operatori impegnati ogni giorno nel contatto, nel supporto e – quando possibile – nell’accompagnamento verso le accoglienze notturne. Le attività si sono concentrate soprattutto nei municipi Centro Est, Centro Ovest, Ponente, Medio Ponente e Valpolcevera.

È un lavoro di relazione: non solo “convincere” qualcuno a entrare, ma costruire fiducia, capire bisogni reali, intercettare fragilità sanitarie e sociali, intervenire anche con beni essenziali.

Chi rifiuta l’accoglienza: 40 persone e il nodo delle dipendenze

Nonostante i numeri positivi, resta una fascia di persone che continua a dire no: circa 40 rifiutano l’accoglienza proposta, e in molti casi – viene spiegato – la motivazione è legata a problematiche di dipendenza. Per questi casi è stata attivata una collaborazione con ASL 3, con l’obiettivo di avviare valutazioni sociosanitarie e costruire percorsi specifici di presa in carico.

In alcune situazioni, il lavoro degli operatori ha consentito anche l’accompagnamento in ospedale di persone senza dimora con problemi di salute. E per chi continua a rifiutare l’ingresso in struttura, resta centrale l’intervento di prossimità: supporto, ascolto, generi alimentari e beni materiali (come coperte), messi a disposizione attraverso il Patto di sussidiarietà.

Pronto Intervento Sociale: attivo anche di notte

Oltre all’educativa di strada, rimane operativo il Pronto Intervento Sociale, che si attiva su segnalazione delle forze dell’ordine quando persone senza dimora manifestano – anche durante la notte – la volontà di accedere ai dormitori. È la “porta d’emergenza” che consente di agganciare rapidamente una richiesta di aiuto, anche fuori dagli orari ordinari.

“Non solo un letto”: presa in carico e percorsi personalizzati

L’assessore al Welfare Cristina Lodi sottolinea che il Piano sta dimostrando l’efficacia di un modello basato su collaborazione e prossimità: l’obiettivo non è offrire soltanto un riparo notturno, ma costruire percorsi personalizzati capaci di rispondere a bisogni complessi, grazie al lavoro di rete con terzo settore, volontariato e servizi sanitari.

Sulla stessa linea Emanuele Barisone, direttore di Fondazione Auxilium, evidenzia che ci sono ancora posti disponibili nelle strutture, ma che una parte delle persone seguite da tempo continua a non accettare contesti comunitari: in questi casi è necessario un intervento specialistico che vada oltre il solo accompagnamento socioeducativo.

Intanto il sistema continua ad ampliarsi: nei prossimi giorni è prevista anche l’apertura di un’ulteriore accoglienza diffusa a Cornigliano.


Come segnalare una persona senza dimora

  • Piattaforma “Segnalaci”: https://segnalazioni.comune.genova.it/
  • In alternativa: contattare le forze dell’ordine, che collaborano con i servizi sociali.
  • Per situazioni che richiedono Pronto Intervento Sociale: Centrale Operativa comunale – 010-5570

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