Cronaca 

Droga “lanciata” verso il carcere di Marassi, poi la fuga tra le vie del quartiere: presi in due dopo un inseguimento

Il Sappe racconta un arresto a Marassi dopo un inseguimento tra via Bobbio e via Montaldo: due persone avrebbero lanciato un pacchetto con stupefacenti verso le Case Rosse della Valbisagno. Decisivo l’intervento di un agente di Polizia penitenziaria libero dal servizio che ha dato l’allarme e seguito i fuggitivi fino al blocco. Il sindacato torna a chiedere più vigilanza esterna, telecamere e strumenti anti-introduzione, citando anche il sovraffollamento del carcere

Un pacchetto lanciato oltre il perimetro, l’allarme dato in pochi istanti e poi una fuga a tutta velocità tra le strade del quartiere: è la ricostruzione fornita dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) su quanto sarebbe accaduto nelle scorse ore a Marassi, dove due persone sono state fermate e arrestate dopo un inseguimento nelle vie attorno alla Casa circondariale.

Secondo quanto riferisce il sindacato, i due avrebbero lanciato un pacchetto contenente droga all’interno delle Case Rosse della Valbisagno, in prossimità dell’area vicino al centro commerciale adiacente all’istituto. Ad accorgersi della scena – sottolinea il SAPPE – sarebbe stato un agente di Polizia penitenziaria libero dal servizio, che stava transitando in zona.

L’inseguimento da via Bobbio a via Montaldo

Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del SAPPE, spiega che il collega, dopo aver notato il lancio, avrebbe informato il Comando chiedendo supporto, quindi si sarebbe messo all’inseguimento dei due, che nel frattempo si erano dati alla fuga. La corsa si sarebbe sviluppata lungo un tratto di strade tra via Bobbio e via Montaldo, fino al blocco e all’intervento delle pattuglie arrivate in supporto.

Per il sindacato, l’episodio è l’ennesima conferma della prontezza operativa del personale, ma riporta anche al centro un problema che viene segnalato da tempo: la frequenza dei lanci e, di conseguenza, la richiesta di pattugliamenti esterni più strutturati.

“Servono più controlli fuori”: la richiesta di pattuglie, sala regia e telecamere

Tristaino torna infatti a sottolineare la necessità di rafforzare la vigilanza esterna con pattugliamento automontato, oltre al potenziamento della sala regia e delle telecamere dedicate al controllo del perimetro. Un quadro che, sempre secondo il sindacato, risulta ulteriormente complicato dal sovraffollamento: a fronte di 535 posti regolamentari, sarebbero presenti stabilmente oltre 700 detenuti, con un tasso di affollamento indicato come superiore al 140%, elemento che può aumentare le criticità legate alla gestione della sicurezza.

Capece: “Vulnerabilità evidente, servono droni e unità cinofile”

Sulla stessa linea Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che definisce anche questi tentativi “maldestri” un segnale della “vulnerabilità” dell’istituto e rilancia la richiesta di dotazioni specifiche: droni per il controllo esterno, un nucleo cinofilo per il contrasto alle sostanze stupefacenti e, soprattutto, più risorse per un controllo esterno continuativo.

Capece aggiunge che il tema della droga in carcere è strettamente collegato alla composizione della popolazione detenuta: il sindacato ricorda che una quota significativa dei detenuti presenta problemi di dipendenza e che, nonostante gli strumenti normativi che prevedono pene alternative, molte persone restano comunque recluse. Un contesto che, conclude Capece, rende ancora più urgente investire su formazione e aggiornamento professionale specifici per il personale della Polizia penitenziaria, per affrontare in modo efficace fenomeni e rischi che si ripresentano con costanza.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Blusky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts