“Cinque anni di chiusura, è scandalo”: sul Museo Doria scambio di accuse tra Vince Genova e l’assessore Montanari

Vince Genova attacca la Giunta per l’ipotesi di una chiusura pluriennale del Museo di Storia Naturale Doria, definendola “inaccettabile” e chiedendo obiettivi, cronoprogramma e coperture certe. L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari replica: la chiusura è scattata in emergenza nell’aprile 2025 con la precedente amministrazione e con fondi insufficienti, mentre oggi il Comune punterebbe a un progetto più ambizioso che unisca sicurezza e rilancio delle collezioni. Al centro della polemica: responsabilità della serrata, durata stimata dei lavori e trasparenza su risorse e tempi


Il Museo di Storia Naturale “Giacomo Doria” diventa un caso politico e amministrativo. L’opposizione di Vince Genova parla di chiusura “inaccettabile e inspiegabile” per un arco temporale che potrebbe arrivare a cinque anni, accusando la Giunta di muoversi senza un quadro pubblico di progetto, tempi e fondi. L’assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari ribatte punto su punto: secondo lui la chiusura è stata decisa nell’aprile 2025 “ad opera della precedente giunta” (con a capo come vicesindaco facente funzione l’attuale capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi) in condizioni di emergenza, e l’amministrazione attuale avrebbe scelto di trasformare un obbligo di messa in sicurezza in un intervento strutturale di rilancio, concordato anche con i curatori.

Il risultato è uno scambio di accuse che, al di là della politica, tocca un nervo scoperto: un museo amatissimo da scuole e famiglie, con un impatto diretto sulla vita culturale cittadina.
Vince Genova: “Penalizzati i cittadini, serve chiarezza”
Nel comunicato, i consiglieri comunali di Vince Genova – Pietro Piciocchi, Mauro Avvenente, Davide Falteri, Anna Orlando e Rosanna Stuppia – sostengono che la vicenda del Doria sia l’ultima “sorpresa” appresa dai giornali, e la collegano a una serie di scelte che a loro avviso avrebbero reso la politica museale “sempre più lontana dai cittadini”. Nel mirino finiscono gli aumenti dei biglietti, alcune scelte su tradizioni cittadine e il tema delle esternalizzazioni nei servizi museali.
Sul Doria, l’affondo è soprattutto sul metodo e sulle garanzie: l’opposizione chiede di illustrare pubblicamente “obiettivi, cronoprogramma e fondi” della chiusura, contestando l’idea – riportata nel comunicato – di procedere con una futura ricerca di finanziamenti. La preoccupazione dichiarata è che si stia avviando un processo senza certezze, con il rischio di prolungare l’assenza del museo senza una data credibile di ritorno.
Vince Genova ricorda anche che la precedente amministrazione avrebbe stanziato oltre un milione di euro per l’adeguamento alle norme antincendio, sostenendo che la chiusura scattata ad aprile sarebbe stata un obbligo di legge. Da qui la proposta: completare con urgenza gli interventi di sicurezza, riaprire, e rimandare eventuali chiusure più lunghe solo dopo la presentazione di un progetto dettagliato di riallestimento, con costi e tempi definiti e un confronto reale con la cittadinanza.
La replica di Montanari: “Sicurezza prima di tutto, e non basta l’antincendio”
L’assessore Giacomo Montanari, nella sua risposta, insiste sul fatto che la chiusura non sia nata come scelta politica dell’attuale amministrazione. “Il museo ha chiuso ad aprile 2025, ad opera della precedente giunta, per l’impossibilità di ottenere la deroga sulla Scia”, afferma. E aggiunge che “anche se fosse stato possibile andare in deroga, si sarebbe accettato di correre gravi rischi relativi a violazioni delle normative di sicurezza”.
Il punto, per Montanari, è anche simbolico: proprio perché il museo era molto frequentato da scuole e bambini, “a maggior ragione, le normative dovrebbero essere scrupolosamente rispettate”. E chiarisce che gli adeguamenti non riguardano soltanto impianti antincendio o elettrici. “Questi adeguamenti di sicurezza non hanno a che fare soltanto con gli impianti antincendio, elettrici e via dicendo, ma anche con gli spazi di allestimento”, spiega, richiamando problemi di tenuta di “teche e finestrature” originali ottocentesche, che “possono costituire un pericolo in ragione di una possibile caduta di questi elementi”. Anche questo, sostiene, avrebbe inciso sulla decisione di chiudere.
“Chiusura improvvisa e senza comunicazione”: il dito puntato sul 2025
Montanari rivendica poi un passaggio che ribalta la critica dell’opposizione sulla mancanza di comunicazione. “È stata fatta una chiusura improvvisa, dall’oggi al domani, senza quasi comunicarlo a nessuno”, dice, precisando però: “Lo dico senza voler attribuire alcuna colpa: la chiusura era doverosa e necessaria”.
E ricorda anche parole che attribuisce all’allora vicesindaco reggente Piciocchi: “Non ci sono certezze sui tempi dei lavori, non sappiamo quando si riaprirà, l’obiettivo è riaprirlo migliorando tutto l’allestimento”. Da qui la conclusione dell’assessore: “In questi sei mesi le posizioni non possano essere radicalmente cambiate”.
“Niente ‘tapullo’, ma un progetto ambizioso”: la linea della Giunta
Il cuore della replica dell’assessore sta nella scelta di merito. “Invece di procedere a un ‘tapullo’ milionario, si è scelto di procedere con un progetto ambizioso non soltanto di recupero e ripristino, ma valorizzazione forte delle collezioni museali”, afferma, spiegando che le collezioni avrebbero bisogno di “nuove modalità sia di conservazione che di esposizione”.
Montanari sottolinea anche che la decisione sarebbe maturata “in accordo ovviamente col corpo dei curatori”, quindi non come puro indirizzo politico, ma anche “di natura tecnica e scientifica”. E aggiunge una critica alla dotazione economica precedente: la chiusura, sostiene, sarebbe avvenuta “in emergenza senza prospettive e con finanziamenti che erano del tutto insufficienti a completare anche i minimi lavori di messa in sicurezza”. “Coi fondi stanziati si sarebbe potuta realizzare una parte della messa in sicurezza, non sufficiente a raggiungere la SCIA”, afferma.
Da qui l’argomento economico-strategico: cercare “altri tre milioni” per coperture e infrastruttura a norma, per poi ritrovarsi “il medesimo percorso espositivo” e “le medesime criticità di sicurezza” non sarebbe stato, a suo giudizio, “lungimirante”.
Il raffronto con altri musei: “progetti lunghi, ma trasformativi”
L’assessore difende l’idea di un intervento di prospettiva. “Si è preferito fare una scelta coraggiosa di prospettiva, di visione, che rilanci il museo”, dice, ricordando che il Doria “è stato un museo all’avanguardia a livello europeo quando fu realizzato alla fine dell’ottocento: vogliamo che lo sia ancora”.
Porta poi esempi: cita il caso del MUSE di Trento come modello di rivitalizzazione e, per spiegare che certe trasformazioni richiedono tempo, richiama il caso di Sant’Agostino. Sulla durata ipotizzata, specifica che “per chi sostiene che i 5 anni siano troppi (va notato che si tratta di stime) ricordo progetti assai meno complessi che ne stanno impiegando altrettanti o di più”, citando anche Loggia dei Banchi e il restauro della tela di Rubens al Gesù.
La domanda che resta: quando e come riaprirà davvero il Doria?
Il confronto mette in luce due esigenze che, per i cittadini, dovrebbero stare insieme: sicurezza e qualità, da un lato; tempi credibili e trasparenza, dall’altro. Vince Genova chiede garanzie scritte e un progetto presentato pubblicamente prima di accettare anni di chiusura. Montanari sostiene che la chiusura sia stata ereditata e che l’unica strada sensata sia trasformare la messa in sicurezza in un rilancio vero, anche se non rapido.
Ora la partita si sposterà sui documenti e sui passaggi concreti: cronoprogramma, reperimento risorse, fasi di cantiere, eventuali soluzioni temporanee per la didattica e la fruizione delle collezioni. Perché, oltre allo scambio di accuse, resta una domanda semplice e inevitabile: quanto durerà davvero l’assenza del Museo Doria — e cosa tornerà a vedere la città quando riaprirà?
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.