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Pronto soccorso in affanno, il Partito democratico Liguria attacca: «Sistema al collasso e risposte insufficienti»

Il Pd denuncia ore di attesa in barella, la mancanza di alternative territoriali realmente operative e la confusione legata alla riorganizzazione della sanità, che renderebbe più difficile coordinare segnalazioni e gestione delle criticità

“Ancora un fallimento per la sanità ligure”. È un atto d’accusa diretto quello firmato dal segretario del Partito democratico Liguria Davide Natale e dalla responsabile sanità della segreteria ligure Katia Piccardo, che intervengono sull’affollamento dei pronto soccorso registrato in questi giorni, parlando di un sistema “in affanno” sostenuto soprattutto dal personale sanitario e da chi opera nell’emergenza-urgenza, inclusi volontari delle pubbliche assistenze e comitati della Croce Rossa.

Nel mirino dei due esponenti democratici c’è la gestione complessiva dell’emergenza: l’“iper afflusso” viene indicato come prova dell’incapacità della maggioranza di affrontare criticità strutturali ormai ricorrenti. Natale e Piccardo contestano anche il messaggio rivolto ai cittadini di ricorrere alle Case di comunità come alternativa al pronto soccorso, sostenendo che in diversi territori i presidi non sarebbero ancora operativi, sarebbero in ritardo o non previsti. “Cosa bisogna fare? Non è dato sapersi”, è la critica, legata alla mancanza di indicazioni ritenute chiare e praticabili.

Il Partito democratico richiama inoltre le promesse fatte nei mesi scorsi su piani per contenere gli accessi, potenziamento della sanità territoriale e strategie per alleggerire i pronto soccorso: “Ecco i risultati: ore di attesa in barella e pronto soccorso ancora una volta al collasso”, affermano.

Un ulteriore elemento di polemica riguarda la governance del sistema sanitario regionale dopo la riforma che ha portato alla nascita dell’azienda unica regionale. Natale e Piccardo parlano di “poca chiarezza sui vertici” e di un cortocircuito organizzativo: a chi dovrebbero rivolgersi i responsabili dei presidi ospedalieri per segnalazioni e gestione delle situazioni critiche? Ai nuovi vertici della direzione sanitaria dell’azienda unica o alle precedenti dirigenze delle aziende sanitarie locali, che però “non hanno più competenze”? Secondo i due esponenti, questa incertezza finirebbe per aumentare la confusione proprio mentre l’emergenza richiederebbe rapidità e coordinamento.

La conclusione è netta: per Natale e Piccardo la giunta regionale non sarebbe in grado di fornire risposte adeguate, e a pagare le conseguenze sarebbero cittadini e personale sanitario, chiamati a reggere l’urto di un sistema che, sostengono, continua a presentare le stesse criticità senza soluzioni efficaci e strutturali.


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