Oggi a Genova 

Indagine sui presunti finanziamenti illeciti ad Haamas, sequestrato un altro milione di euro in contanti – VIDEO

Dopo l’operazione di ieri con 9 arresti e sequestri per 8 milioni di euro, il procuratore di Genova Nicola Piacente aggiorna sull’attività investigativa: eseguite 17 perquisizioni personali e locali, comprese le sedi dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese a Genova, Milano e Roma. Trovati circa 1,08 milioni di euro in contanti. Sequestrati anche computer occultati in un muro, dispositivi elettronici e materiale riconducibile all’organizzazione. In un’abitazione è stata rinvenuta anche una bandiera dell’organizzazione militante islamista

Proseguono gli accertamenti nell’indagine della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova, coordinata con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di Roma, che ieri ha portato a misure cautelari nei confronti di nove persone e a sequestri per oltre otto milioni di euro nell’ambito dell’ipotesi di finanziamento al terrorismo internazionale.

In un aggiornamento diffuso oggi, il procuratore della Repubblica di Genova Nicola Piacente ha reso noto che, facendo seguito alle attività già comunicate, le forze investigative hanno eseguito un totale di 17 perquisizioni, personali e locali, non solo nei confronti dei destinatari delle misure cautelari ma anche di altri indagati. Le operazioni hanno interessato diverse città, tra cui Genova, Milano e Roma (dove sono state perquisite anche le tre sedi dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese), oltre a Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza, Lodi e Sassuolo, nel Modenese.

Le perquisizioni – proseguite fino a tarda sera – avrebbero consentito, secondo quanto comunicato dalla Procura, di raccogliere ulteriori elementi ritenuti utili a riscontrare il quadro indiziario (restando ferma la presunzione di non colpevolezza) che ha portato all’emissione dell’ordinanza con misure cautelari personali e reali.

Tra i risultati più rilevanti, viene segnalato il sequestro di denaro contante per circa 1.080.000 euro, rinvenuto non solo nelle sedi associative ma anche in alcune abitazioni nella disponibilità delle persone perquisite. In un caso, spiega l’aggiornamento, una parte consistente delle banconote – circa 560.000 euro – sarebbe stata occultata in un vano ricavato appositamente all’interno di un garage a Sassuolo, elemento che per gli inquirenti assumerebbe particolare rilievo nella ricostruzione dei flussi e delle modalità di gestione del denaro.

Sono stati inoltre sequestrati computer e numerosi dispositivi elettronici. In particolare, alcuni computer sarebbero stati trovati nascosti nell’intercapedine di una parete in un alloggio in provincia di Lodi. Tutto il materiale informatico sarà sottoposto ad analisi nei prossimi giorni, per estrarre dati e verificare eventuali collegamenti e contenuti utili all’indagine.

Nel resoconto dell’attività, la Procura segnala anche il rinvenimento, nell’abitazione di uno degli indagati (dove sarebbero stati trovati anche circa 6.000 euro), di una bandiera di Hamas. In altri luoghi perquisiti, aggiunge l’aggiornamento, sarebbe stato recuperato ulteriore materiale ritenuto riconducibile all’organizzazione: oltre a opuscoli sul movimento islamista, viene citato il sequestro di una chiavetta USB contenente anāshīd, canti corali della tradizione islamica, descritti come celebrativi.

L’attività è stata condotta dalla polizia di Stato (Questura di Genova – Digos, con raccordo operativo della Direzione centrale della polizia di prevenzione di Roma) e dalla Guardia di finanza (Gico di Genova e Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma), sotto la direzione dell’autorità giudiziaria.

Le indagini proseguono e, come ricordato dalla stessa Procura, ogni valutazione definitiva sulle responsabilità potrà arrivare solo al termine del percorso giudiziario.


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