Pedibus in corso Magellano, la “piazzola contesa”: dissuasori spostati e auto in doppia fila, fioccano le multe – VIDEO

A Sampierdarena, nella zona dell’ospedale Villa Scassi, l’area del Pedibus finisce al centro delle polemiche: c’è chi rimuove i dissuasori per lasciare l’auto. Il consigliere municipale Ferrari ironizza e chiede una gestione “a fasce orarie”. L’assessore Robotti difende il progetto: «Lo spazio pubblico è condiviso e deve favorire sicurezza, salute e sostenibilità»


Una piazzola nata per la sicurezza dei bambini, trasformata in un piccolo braccio di ferro quotidiano. Succede in corso Magellano, a Sampierdarena, nella zona dell’ospedale Villa Scassi, dove il punto di ritrovo del Pedibus – l’“autobus a piedi” che accompagna gli alunni lungo percorsi prestabiliti – è diventato bersaglio di soste selvagge e proteste.

Per proteggere l’area sono stati installati dissuasori, ma non sempre basta: secondo quanto segnalato, c’è chi li sposta per ricavarsi comunque un posto auto. Una scena che ha acceso il dibattito in Municipio e sui social, tra chi considera la piazzola indispensabile e chi la vive come l’ennesima sottrazione di parcheggi in un quartiere già sotto pressione.
A intervenire con toni sarcastici è il consigliere municipale del Centro Ovest Andrea Ferrari (Lega), che in un commento ironizza: «Finalmente ho capito a cosa serve il Pedibus: per avere il parcheggio privato… Io continuo a ribadire che questo progetto ha senso, ma è anche un progetto da rivedere e farlo a fascia oraria magari, non così. Perché una piazzola del genere, dove ci potrebbero stare una, due, tre, quattro, cinque, sei auto, è un’area impattante per il quartiere e per i commercianti»
Di segno opposto la posizione dell’assessore comunale alla Mobilità Emilio Robotti, che respinge l’idea di un utilizzo “a tempo” alternato tra Pedibus e auto. Per Robotti, il Pedibus è «una modalità innovativa e sostenibile di trasporto scolastico», con percorsi sicuri, accompagnatori adulti e fermate organizzate come quelle di uno scuolabus. Ma soprattutto, sottolinea, il punto di ritrovo deve essere stabile e riconoscibile: «Il cosiddetto capolinea non può essere concepito come uno spazio “a tempo” da alternare con parcheggi per automobili. Significherebbe subordinare l’esperienza dei bambini alle esigenze del traffico, ribadendo la supremazia dei parcheggi rispetto agli altri usi della strada».
Per l’assessore, i casi di sosta impropria non mettono in discussione il progetto: semmai «evidenziano un comportamento scorretto» e rafforzano il valore educativo dell’iniziativa, perché il Pedibus «responsabilizza la comunità» e ricorda che lo spazio pubblico è condiviso e deve favorire «sicurezza, salute e sostenibilità».



Intanto, sul piano pratico, una cosa è certa: le sanzioni sono già numerose. Un segnale che il Comune intende tenere la linea, mentre in corso Magellano la piazzola continua a essere, ogni giorno, il confine sottile tra abitudini radicate e nuove regole di mobilità.
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