Sanità ligure, la riforma arriva in aula: Cgil, Cisl e Uil annunciano il presidio davanti al Consiglio regionale

Mercoledì 10 dicembre manifestazione a partire dalle 9.30 in via Fieschi. I sindacati denunciano l’assenza di confronto, la carenza cronica di personale e chiedono garanzie sul diritto alla salute dei cittadini


La riforma della sanità ligure approda in Consiglio regionale e fuori da via Fieschi si prepara la mobilitazione. Cgil Liguria e Cisl Liguria hanno infatti annunciato per mercoledì 10 dicembre un presidio di protesta davanti alla sede del Consiglio, in concomitanza con la discussione e il voto sul nuovo assetto del sistema sanitario regionale.

La Cgil sarà in piazza a partire dalle 10, mentre la Cisl ha convocato i propri iscritti e simpatizzanti già dalle 9.30. Al centro della contestazione ci sono sia il merito della riforma sia il percorso con cui è stata costruita.
In una nota, la Cgil Liguria parla apertamente di «riforma sbagliata nel merito e nel metodo», sottolineando come sul testo non ci sia mai stato un vero confronto: «Non è stato possibile portare avanti alcun tipo di contrattazione – afferma il sindacato –. Le poche interlocuzioni avute con la Regione si sono ridotte a illustrazioni generiche da parte del presidente». Secondo la Cgil, il provvedimento non affronterebbe in modo efficace i problemi concreti dei cittadini liguri e del personale sanitario, a partire dalle liste d’attesa e dalla tenuta dei servizi sui territori.
Sulla stessa linea la Cisl Liguria, che annuncia il presidio «in occasione dell’approvazione della riforma sanitaria regionale» e denuncia l’assenza di un reale percorso di partecipazione: «Non c’è stato un vero confronto con le organizzazioni sindacali, ma solo alcuni momenti del tutto irrilevanti – si legge nella nota –. Non sono state recepite le ragioni del personale della sanità e dei cittadini utenti».
Per il sindacato, al centro delle criticità restano la carenza cronica di personale e le «difficili condizioni in cui gli operatori si trovano a lavorare ogni giorno», temi che la riforma non affronterebbe con la necessaria incisività. Da qui la scelta di portare la protesta sotto il palazzo del Consiglio per «riaffermare il diritto alla salute per tutti i cittadini liguri e l’urgenza di intervenire sulle condizioni del servizio sanitario regionale».
Durissima anche la posizione della Uil Liguria, che parla di una riforma «lontana dai bisogni della popolazione» e «fantascientifica» dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro del personale coinvolto: «Regione Liguria impone una riforma della sanità lontana dai bisogni della popolazione e fantascientifica sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro del personale coinvolto, questo senza discuterne realmente con il sindacato», attacca l’organizzazione.
A spiegare le ragioni della mobilitazione sono Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria, e Giovanni Bizzarro, segretario confederale regionale con delega alla sanità: «Manca il confronto, manca il buon senso e la conoscenza della materia e del comparto. Il testo della riforma ci è stato semplicemente illustrato dal presidente Bucci e questo è francamente inaccettabile».
Per Cgil, Cisl e Uil, insomma, la riforma arriva in aula senza che siano stati ascoltati davvero i rappresentanti dei lavoratori e degli utenti. Da qui la scelta di portare la protesta sotto il palazzo del Consiglio regionale, per chiedere una revisione del testo e un confronto strutturato sulle scelte che ridisegneranno il servizio sanitario ligure.
Domani, mentre in aula si discuteranno articoli ed emendamenti, la sanità ligure avrà così un’altra scena aperta: quella della piazza, dove il sindacato intende ribadire che il diritto alla salute, la qualità dei servizi e le condizioni di lavoro non possono essere oggetto di riforme calate dall’alto.
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