Enti Pubblici e Politica Sindacale 

«I vigili del fuoco non sono ordine pubblico»: Usb contro l’impiego in piazza durante la protesta ex Ilva

Il sindacato denuncia l’utilizzo di una squadra come “cuscinetto” davanti alla Prefettura e annuncia battaglia contro la militarizzazione del Corpo

Dopo cinque giorni di sciopero e blocchi per la vertenza ex Ilva e la grande manifestazione di ieri in centro città, si accende anche la protesta dei vigili del fuoco. Dopo La Funzione Pubblica Cgil, Usb Vigili del fuoco Genova dice un secco no all’ipotesi – e alla pratica – di impiegare il Corpo nei servizi di ordine pubblico, come avvenuto davanti alla Prefettura durante il corteo dei metalmeccanici.

Il sindacato ricostruisce così la giornata: mentre migliaia di lavoratori ex Ilva, insieme alle delegazioni di altre fabbriche, raggiungevano largo Einaudi per chiedere risposte al governo, l’accesso allo slargo antistante la Prefettura era presidiato da un massiccio schieramento di forze dell’ordine, con blindati e griglie metalliche poste a chiusura dell’area. Una scelta letta da Usb come «messaggio politico» di chiusura al confronto.

Le barriere sono state rapidamente rimosse dai lavoratori, che hanno aperto un varco nelle griglie in pochi minuti, salvo poi decidere di non forzare il cordone e proseguire la protesta senza scontro frontale con la polizia. Una scelta che il sindacato definisce «un segnale chiaro al governo: i muri si abbattono, ma non si cade nelle provocazioni».

Nel bilancio di Usb, la mobilitazione degli operai – con sciopero a oltranza e blocchi – ha contribuito alla comunicazione arrivata oggi da Roma sulla continuità produttiva anche della linea di zincatura a Genova, considerata dai lavoratori una prima, parziale vittoria della lotta, pur senza una soluzione strutturale alle incertezze sul futuro del sito.

È in questo contesto che Usb Vigili del fuoco punta il dito contro la decisione del Prefetto di richiedere l’intervento di una squadra operativa in piazza, chiamata a posizionarsi tra i reparti di polizia e i manifestanti e a “collaborare” alla gestione dell’ordine pubblico. Un utilizzo ritenuto totalmente estraneo alla natura del Corpo.

Per il sindacato, l’episodio si inserisce in un quadro più ampio: quello dei progetti di riordino del settore, che – denuncia Usb – mirerebbero ad allargare in modo definitivo le funzioni dei vigili del fuoco, spingendoli oltre il loro ruolo di corpo civile di soccorso per trasformarli, di fatto, in una componente del dispositivo di sicurezza e repressione sociale.

Usb annuncia «opposizione totale» a questa evoluzione e chiama alla mobilitazione tutte le altre organizzazioni sindacali che vorranno condividere la stessa battaglia. In quest’ottica viene rivendicata anche la scelta di scendere in piazza durante le manifestazioni con la divisa da lavoro, interpretata non come una provocazione ma come una rivendicazione di libertà sindacale e di identità professionale: mostrare che i vigili del fuoco stanno dalla parte del soccorso, non dei reparti di ordine pubblico.

«Difendere il carattere civile del Corpo – è il messaggio di Usb – significa difendere la sua credibilità agli occhi dei cittadini e dei lavoratori che chiamiamo a soccorrere ogni giorno. Non possiamo essere trasformati in uno strumento di gestione delle piazze: il nostro compito è salvare vite, non presidiare varchi».

Foto di Norberto Rossi


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