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Albero, presepe e polemiche, Salis all’opposizione: «I vostri video sui social fateli con alle spalle gli operai che rischiano il lavoro»

In consiglio comunale la Sindaca rivendica il programma delle feste, accusa l’opposizione di strumentalizzazione e invita a spostare l’attenzione sulle vertenze industriali: «Se volete proteggere o difendere qualcosa ci sono degli operai che stanno manifestando in piazza» e richiama la necessità di concentrarsi su «un vero problema di questa città, con persone che questo Natale si domanderanno se il prossimo Natale avranno i soldi per fare la spesa»

Il Natale genovese diventa terreno di scontro politico in consiglio comunale. Rispondendo alle interrogazioni di Paola Bordilli (Lega) e Sara Tassara (Lista Silvia Salis Sindaca), la sindaca Silvia Salis ha rivendicato la linea della nuova amministrazione e respinto l’immagine di un “Natale senza tradizione” costruita in queste settimane dal centrodestra.

In apertura del suo intervento ha scandito: “Mi dispiace deludere le vostre aspettative ma quest’anno del Natale ne parliamo noi. Lo spirito del Natale è passato e ora c’è uno spirito di Natale nuovo. C’è abbandonato il vostro spirito del Natale, ora c’è quello della nuova amministrazione”. Salis ha poi ringraziato giunta e maggioranza “per non essersi fatti trascinare nel fango di questi giorni”.

La sindaca ha criticato duramente il livello del confronto pubblico: “Le istituzioni devono rispondere nelle sedi adeguate, non nei social, oppure accompagnandosi a politiche becere e a un modo di discutere che non fa bene a nessuno, non fa bene a questa città, ma non fa bene neanche a noi”. Da qui la scelta di utilizzare il consiglio comunale per illustrare il programma delle feste, dopo che sui social era stato accusato il Comune di aver organizzato un “Natale del Grinch”.

Salis ha rivendicato un cartellone che, a suo dire, tiene insieme continuità e cambiamento: “Sono iniziative che uniscono tradizione e innovazione. Ci saranno anche i presepi, una tradizione alla quale teniamo molto. Partirei però dalle novità, perché la nostra visione del Natale parla di novità che abbracciano la tradizione”. La principale innovazione è il villaggio di Natale allestito a Palazzo Tursi, “un allestimento suggestivo fatto di luci, di laboratori ed esperienze per i più piccoli e le più piccole, che potranno anche usare questo momento per fare una foto con Babbo Natale”.

Accanto a Tursi, la sindaca ha elencato un “Natale diffuso”: Winter Park a ponte Parodi, Confuego, musica nelle chiese, mercatini, fiere, visite ai musei ed eventi al Porto Antico. “Insomma un Natale a portata di tutte e tutti noi”, ha riassunto.

La parte più tesa del dibattito ha riguardato i presepi. “Da giorni sono sotto accusa per aver cacciato il presepe da Palazzo Tursi. Addirittura qualcuno dice che avrei personalmente sfrattato Gesù dal Comune di Genova. Io non voglio neanche commentare queste parole che sono a dir poco ridicole”, ha detto Salis, ricordando anche di essere stata definita “una furia estremista”.

La sindaca ha ribadito che la tradizione verrà mantenuta: “I presepi ci saranno perché sono una tradizione, ci teniamo molto. Ci sarà il passaporto dei presepi, dato dalla precedente amministrazione, che porteremo avanti, che permetterà di visitare ben 85 presepi in tutta la città”. Ha poi contestato la ricostruzione secondo cui l’allestimento nell’atrio di Palazzo Tursi sarebbe una consuetudine storica interrotta dalla nuova giunta, ricordando che il presepe è stato collocato lì solo nel 2023 e nel 2024, mentre negli anni precedenti lo stesso atrio ospitava un albero di Natale “presentato come tradizione consolidata”.

Sulla polemica legata al presepe della confraternita di Sant’Ambrogio di Voltri, Salis ha specificato che “la stessa confraternita a novembre ci ha comunicato che il presepe non era disponibile e lo trattenevano nel suo luogo storico, e quindi rimaneva a Voltri”. Ha indicato come presepe del Comune quello di Palazzo Rosso: “Il presepe del Comune, quello storico, è quello di Palazzo Rosso. Sarà messo in un posto che sarà visibile a chiunque passi in via Garibaldi, e non solo a chi entrava nell’angolino dopo il primo scalone di Palazzo Tursi”. All’inaugurazione, ha annunciato, saranno invitati l’arcivescovo Tasca e “tutti quelli che in questi 3-4 giorni si sono sperticati in migliaia di commenti sul fatto che non avremmo fatto il presepe”, con l’auspicio di “vederli in fila a intasare via Garibaldi”.

La sindaca è poi passata all’altra grande contestazione, quella sull’albero di Natale in piazza De Ferrari. “Qualcuno nelle settimane scorse si è preoccupato molto ed è arrivato a dire che non avremmo fatto neanche l’albero di Natale”, ha ricordato. Salis ha spiegato che la Regione, che negli anni scorsi aveva curato l’allestimento, ha fatto sapere informalmente di non voler provvedere per il 2025. “Grazie agli ottimi rapporti che abbiamo con Iren – ha aggiunto – l’albero è stato offerto e donato con un accordo triennale. Avremo un albero di 16 metri che sarà a illuminare la città, così come le luci della piazza”.

In chiusura, il discorso è diventato apertamente politico. “Voglio concludere con un invito a tutti quelli che in questi giorni si sono stracciate le vesti per questi due grandi problemi, queste due grandi entità da proteggere, che nei fatti non sono da proteggere per niente”, ha detto la sindaca. “Vi dico: se volete proteggere o difendere qualcosa ci sono degli operai che stanno manifestando in piazza. I vostri video con alle spalle qualcosa di importante fateveli con un vero problema di questa città, con persone che questo Natale si domanderanno se il prossimo Natale avranno i soldi per fare la spesa”.


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