Carlo Felice, lavoratori in presidio: «Lo spettacolo continua, ma i conti non tornano»

Oggi, venerdì 14 novembre alle 18, le sigle sindacali Slc Cgil e Snater promuovono un presidio con volantinaggio davanti al Teatro Carlo Felice. Al centro della protesta lo scostamento di 2 milioni di euro nel bilancio preventivo 2025, le ricadute annunciate sui salari, la mancata stabilizzazione dei precari, la carenza di relazioni sindacali e la scarsa trasparenza dei concorsi. «I lavoratori chiedono risposte concrete e chiarezza sulle responsabilità»


Il sipario si alza ogni sera al Carlo Felice, ma dietro le quinte il clima è tutt’altro che sereno. Le lavoratrici e i lavoratori del teatro genovese, sostenuti da Slc Cgil e Snater, scendono oggi in piazza con un presidio e volantinaggio fissato alle 18 davanti all’ingresso del teatro per richiamare l’attenzione delle istituzioni e, in particolare, della sindaca.

Al centro della protesta c’è il bilancio preventivo 2025, sul quale è stato confermato uno scostamento di due milioni di euro. Secondo quanto denunciano i sindacati, questo buco deriverebbe da entrate gonfiate o inesistenti e da costi non imputati correttamente, elementi che alimentano preoccupazione e rabbia tra i dipendenti. La conseguenza immediata, paventano le sigle, è il rischio di pesanti ricadute sui salari, in un contesto in cui il potere d’acquisto è già messo a dura prova.
Ma la questione economica non è l’unico fronte aperto. Slc Cgil e Snater sottolineano come, ad oggi, non si siano viste azioni concrete per il rinnovo dei contratti dei lavoratori precari, né per un percorso chiaro di stabilizzazione, nonostante l’apporto essenziale di queste figure alla vita del teatro. A questo si aggiunge un forte malcontento sulle relazioni sindacali, giudicate carenti e lacunose: troppo pochi confronti strutturati, troppe decisioni percepite come calate dall’alto.
Nel mirino dei sindacati c’è anche la mancanza di trasparenza nelle procedure concorsuali per il reclutamento del personale. I lavoratori lamentano bandi poco chiari e percorsi selettivi che non sempre appaiono leggibili dall’esterno, con il risultato di alimentare sospetti e sfiducia in una realtà che, per il ruolo pubblico e culturale che ricopre, dovrebbe essere un modello di correttezza e apertura.
«I lavoratori aspettano risposte concrete – è il messaggio contenuto nel volantino – e pretendono che venga fatta luce sulle responsabilità dell’attuale situazione economica». Il presidio di oggi, spiegano le sigle promotrici, non è solo un momento di protesta, ma anche un invito al dialogo: l’obiettivo è che le istituzioni si assumano l’impegno di affrontare i nodi strutturali che riguardano la gestione economica, i rapporti di lavoro, la trasparenza e la partecipazione.
Mentre il Carlo Felice continua a rappresentare un punto di riferimento per la vita culturale della città, chi ci lavora ogni giorno chiede che lo spettacolo non poggi più su numeri incerti e promesse non mantenute, ma su conti chiari, diritti tutelati e un confronto reale tra direzione, istituzioni e personale. Solo così, sostengono i sindacati, il teatro potrà guardare al futuro con la stessa dignità con cui ogni sera sale sul palcoscenico.
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