viabilità 

Via Polonio, le associazioni: «Basta fake news sul traffico: la ciclabile è parte della soluzione»

FIAB Genova, #Genovaciclabile e Legambiente smontano l’idea che la pista crei code: i rallentamenti derivano da due colli di bottiglia (semaforo a monte e rotatoria a valle). Pressing su Trasporto Pubblico Locale, parcheggi di interscambio, più verde e prolungamento del tracciato fino alla Fiumara

Il confronto sulla ciclabile di via Polonio, acceso nell’ultimo consiglio municipale della Valpolcevera, si sposta sul terreno dei dati. FIAB Genova, #Genovaciclabile e Legambiente Liguria contestano la narrazione secondo cui la pista avrebbe aggravato il traffico: «La coda non nasce dalla ciclabile — spiegano — ma da due nodi che saturano la capacità della strada: il semaforo a monte, all’incrocio con via Antonietta Massuccone Mazzini (strada per Murta), e la rotatoria a valle, collegata al futuro centro logistico Sogegross».

«Anche con due corsie piene nel tratto centrale — osserva Romolo Solari, presidente di FIAB Genova — il flusso resterebbe “strozzato” a monte e a valle: la coda si sposta, non scompare». Secondo le associazioni, la ciclabile ha reso più ordinata e sicura la via, portando alla luce criticità già esistenti e accompagnandosi alla riqualificazione del marciapiede e al recupero dello spazio pedonale.

Sul tavolo c’è soprattutto il Trasporto Pubblico Locale (TPL). «Le cause vere del traffico stanno altrove — sottolinea Alessandra Repetto, fondatrice di #Genovaciclabile —. Bus 63 e treno risultano spesso sottoutilizzati anche nelle ore di punta. Finché non si investirà davvero su TPL e mobilità sostenibile, vedremo code a prescindere dalla larghezza della carreggiata. Servono parcheggi di interscambio e una visione di rete: contare i ciclisti oggi, senza una rete sicura, non ha senso».

Le associazioni ricordano la dinamica della domanda indotta: aumentare la capacità stradale genera nuovo traffico nel medio periodo, riportando la congestione ai livelli iniziali. La strategia, perciò, deve puntare a un riequilibrio modale: più TPL, ciclabilità e pedonalità, zone 30 diffuse e gestione intelligente della domanda.

Il confronto istituzionale, assicurano, resta aperto. «Con il presidente Michele Versace, dopo il dibattito in municipio, abbiamo trovato punti di convergenza per migliorare la qualità urbana senza rinunciare a sicurezza e sostenibilità», aggiunge Repetto.

Per Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, la trasformazione dello spazio pubblico deve proseguire: «Non si tocchino le aiuole che porteranno alberi e ombra in un viale finora grigio. Aiuole e ciclabile sono il segno di un quartiere che vuole cambiare. Ora chiediamo di prolungare la pista fino alla Fiumara, per evitare una “cattedrale nel deserto” e completare il collegamento con i principali poli di attrazione».

L’obiettivo, concludono FIAB, #Genovaciclabile e Legambiente, è una Valpolcevera più vivibile, in cui le alternative all’auto siano affidabili, continue e sicure: solo così le code non saranno semplicemente spostate altrove, ma ridotte.


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