Campostano, salta la commissione: Nervi chiede chiarezza. Commercianti e cittadini in campo contro il nuovo supermercato

Sconvocata a 48 ore dall’appuntamento la seduta congiunta su “Polo Urbano San Siro”. Il Civ Nervi Mare reclama condivisione e trasparenza; il gruppo “Nervi basta degrado” e il Circolo Nuova Ecologia Genova consegnano in Comune 1.650 firme contro l’ipotesi di vendita e parcheggi in area verde

La partita su Campostano si infiamma mentre la politica rallenta. La commissione congiunta V e VI (Territorio e Sviluppo economico), attesa per fare il punto sul “progetto del nuovo polo urbano di San Siro”, è stata sconvocata con appena 48 ore di preavviso. Uno stop che ha lasciato nel limbo associazioni, operatori economici e residenti, da mesi in attesa di un confronto pubblico sulla possibile costruzione di un supermercato e relative pertinenze nell’area verde.

I commercianti: “Nervi è satura di GDO, servono parcheggi e verde”
«Nervi è già satura di grande distribuzione; al quartiere servono parcheggi e aree verdi attrezzate», afferma Tiziana Ravano, presidente del Civ Nervi Mare. «Aspettavamo questa commissione per avere un quadro chiaro e invece restiamo nell’incertezza».
Ravano denuncia anche il mancato invito formale dei Civ e dei rappresentanti di categoria: «Un fatto grave: le scelte che impattano sul lavoro degli esercenti vanno condivise con chi ne subirà gli effetti». La presidente ringrazia però l’assessora Beghin per il «riscontro tempestivo» sull’annullamento e per l’impegno a coinvolgere Civ e associazioni nei prossimi passaggi. «Ora ci aspettiamo che l’amministrazione mantenga l’impegno e chiarisca la sua posizione sul futuro di Campostano: il nuovo supermercato verrà davvero scongiurato o si intende aprire una trattativa con la proprietà privata? E, comunque, quali progetti ci sono per il rilancio di un’area tanto pregiata quanto inutilizzata?».
Le firme dei cittadini: “Tutela del paesaggio, traffico e norme europee”
In parallelo, il gruppo Facebook “Nervi basta degrado”, in sinergia con il Circolo Nuova Ecologia Genova, ha trasmesso a Comune (sindaca Salis, assessora Coppola) e Municipio Levante i moduli firmati da 1.650 cittadini contrari alla realizzazione del “Polo Urbano San Siro – CDS 5002/2025” nell’area Campostano.
Le osservazioni depositate mettono in fila tre capitoli principali:
- Impatto paesaggistico. L’area è ricondotta dai proponenti alle “strutture urbane qualificate” del Piano territoriale di coordinamento paesistico e al Sistema del Verde del PTCP, oltre che a vincoli paesaggistici. A loro giudizio, nuove volumetrie «comprometterebbero l’identità del contesto nerviese» e la leggibilità dell’assetto storico.
- Viabilità e sosta. La previsione di una struttura di vendita con due piani di parcheggi comporterebbe «forte incremento di traffico» su strade «già gravate», con rischio di code, incidenti e potenziali criticità per i mezzi di soccorso; impatto negativo anche su qualità della vita e valori immobiliari.
- Quadro europeo. Richiamato il Regolamento UE sul ripristino della natura (2024): per i promotori della petizione la scelta coerente sarebbe la conservazione del verde esistente e la definizione di piani di ripristino, non nuova impermeabilizzazione del suolo.
I firmatari contestano inoltre la «catena di rinvii» delle commissioni su Campostano e sollecitano una chiusura rapida della Conferenza dei Servizi, chiedendo all’amministrazione di accogliere le osservazioni e puntare su obiettivi di qualità urbana «senza sacrificare il patrimonio storico e ambientale della comunità».
Un confronto da riaprire
La sconvocazione della seduta, per molti l’occasione per sciogliere i nodi tecnici e politici del progetto, ha riacceso la richiesta di un percorso trasparente e partecipato. Da un lato i commercianti che temono l’ennesimo polo di vendita in un quartiere «già saturo» e chiedono parcheggi e verde fruibile; dall’altro una mobilitazione civica che porta in Comune numeri e argomentazioni e chiede una decisione coerente con la tutela paesaggistica e gli indirizzi europei.
In mezzo, la scelta politica: fermare l’iter del supermercato o negoziare con la proprietà privata per una diversa configurazione, definendo al contempo un progetto di rigenerazione per Campostano. La partita resta aperta; il quartiere chiede tempi certi, condivisione e una visione sul futuro di uno degli ultimi cunei verdi di Nervi.
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