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Capodanno a Genova, continua lo scontro istituzionale tra Comune e Regione. Chi racconta fandonie?

Beghin e Garzarelli: «Comunicazioni chiare e protocollate sul Capodanno». Piana e Lombardi: «La richiesta arrivata non riguardava il Tricapodanno». Tursi: «Il riferimento era chiaro, come riportato anche nell’oggetto della risposta di via Fieschi». La polemica continua dopo l’annuncio di una sola serata al posto del format a tre giorni

Tante parole, comunicati e smentite a mezzo stampa, una sola verità e una sola certezza: una delle parti racconta bugie a scopo di propaganda. Dopo l’annuncio del Comune di organizzare un unico grande evento per il Capodanno 2025, rinunciando al format del Tricapodanno per mancanza di contributi regionali, la polemica istituzionale si infiamma.

L’assessora al Turismo Tiziana Beghin aveva spiegato ieri in consiglio comunale che la scelta di ridurre a una sola serata derivava dal «budget più basso rispetto allo scorso anno, quando erano arrivati fondi dalla Regione». La decisione aveva sollevato critiche e aperto un confronto serrato con gli operatori economici, che avrebbero preferito una programmazione plurale e diffusa.

La Regione, però, replica seccamente. In una nota congiunta, il vicepresidente Alessandro Piana e l’assessore al Turismo Luca Lombardi precisano:
«La richiesta protocollata l’altro ieri dal Comune di Genova non riguarda in alcun modo il “Tricapodanno”. La comunicazione indicata dall’amministrazione comunale non era inerente al format in questione, ma ad altra tipologia di iniziativa. Usare quella richiesta per sostenere che la Regione Liguria avrebbe ignorato o, peggio, rifiutato il Tricapodanno è quantomeno fuorviante. È doveroso che le comunicazioni pubbliche siano corrette e non ingenerino confusione nei cittadini e negli operatori del settore».

Piana e Lombardi ribadiscono inoltre la disponibilità della giunta regionale a collaborare, ma «purché le interlocuzioni avvengano sulla base di fatti veri e verificabili». Infine, ricordano che «Regione Liguria ha già avviato un percorso per la realizzazione del Capodanno diffuso in Liguria, al quale potranno partecipare tutti i Comuni interessati, anche Genova».

Il Comune non ci sta e risponde con un secondo comunicato firmato dall’assessora Beghin e dal consigliere delegato Lorenzo Garzarelli:
«Le nostre comunicazioni sono chiare e trasparenti e, come già riferito in aula, nella sede istituzionale preposta, la decisione di non organizzare il “Tricapodanno” è dovuta alla mancata previsione di contributi da parte di Regione Liguria. Invitiamo gli esponenti della giunta regionale a prendere visione della richiesta protocollata – e della risposta ricevuta ieri da Agenzia in Liguria – che aveva già nell’oggetto “Capodanno 2025”, un riferimento esplicito all’evento di cui si faceva richiesta di contributo in base all’Accordo interistituzionale del 2023».

Beghin e Garzarelli sottolineano inoltre:
«Ci auguriamo che le note diffuse da Regione Liguria non vogliano essere un processo politico alle intenzioni: la nostra era chiara, ovvero poter contare sul supporto di Regione per gli eventi di fine anno, ma quest’anno, differentemente dal passato, ciò non ci è stato garantito, né formalmente né informalmente».

E concludono:
«Certamente parteciperemo al bando per il Capodanno diffuso quando sarà pubblicato, ma l’incertezza sui tempi di uscita non ci avrebbe consentito un’adeguata programmazione, come richiesto dagli operatori economici. Per questo il Comune, potendo contare solo sulle proprie risorse, ha bandito una gara europea per un grande evento unico di richiamo internazionale».

Il braccio di ferro tra Tursi e Regione Liguria sul Capodanno genovese sembra quindi destinato a proseguire, con il rischio che la querelle istituzionale finisca per pesare anche sulla promozione turistica e sulla programmazione degli operatori della città.


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