Quartieri 

Cornigliano, Avagnina delusa dal sì di Salis al forno elettrico: «Se si modifica l’accordo di programma salteranno i vincoli sanitari e ambientali»

La cofondatrice delle Donne di Cornigliano, dal 1985 nel comitato Difesa Salute e Ambiente, racconta la sua amarezza dopo l’incontro in prefettura: «Nessun monitoraggio, nessuna risposta sui rischi per la salute». Poi, a proposito del Pd che ha portato in consiglio comunale l’intitolazione del centro civico a Leila Maiocco, sua compagna di battaglie fino alla chiusura della cokeria: «Ora si è schierato per il forno elettrico, mi chiedo che valore hanno allora le parole spese per ricordarla»

Patrizia Avagnina non nasconde delusione e amarezza all’uscita dall’incontro in prefettura con il ministro Adolfo Urso, Regione, Comune e sindacati sul futuro dell’ex Ilva. Al centro del confronto, il possibile arrivo a Cornigliano di un forno elettrico entro il 2029, con una produzione stimata di due milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Sì incondizionato di Bucc. Sì, ma con «approfondimenti ambientali» per la sindaca Silvia Salis.

«Ah, le sfumature… – commenta amara Avagnina –. Il sì deciso della sindaca Silvia Salis mi ha colpito. Capisco che la sua coalizione l’abbia lasciata con questo cerino in mano, ma su una questione così grande non si può andare di fretta. Noi non siamo economisti, non ci interessa la produzione: chiediamo soltanto che ciò che viene fatto non faccia male né a noi né ai nostri figli. Questo era il messaggio che volevamo fosse accolto. Invece, niente».

«Non c’è monitoraggio ambientale»

Secondo Avagnina, il problema principale è la mancanza di dati concreti e aggiornati: «Abbiamo chiesto più volte di prendere tempo, di avviare un monitoraggio ambientale serio. Non c’è nulla. Questa è la cosa che fa più male, perché dopo quarant’anni non ci aspettavamo una fine così per Cornigliano».

La presidente ricorda come il comitato abbia sempre cercato di tenere unito il fronte dei cittadini e quello dei lavoratori: «Abbiamo fatto di tutto per non essere mai contrapposti: cittadini da una parte, operai dall’altra. Invece oggi si è voluto lo scontro. Come se quarant’anni di battaglie comuni non fossero mai esistiti. La chiusura dell’altoforno e le garanzie per i lavoratori erano conquiste ottenute insieme. Oggi sembra che non valgano più nulla».

Dubbi sul piano industriale

Avagnina solleva interrogativi anche sul percorso proposto dal ministero: «Perché tutta questa fretta? Cosa dobbiamo aspettarci, un rinnovo della cassa integrazione? Molti lavoratori non hanno ancora l’età per il prepensionamento. Ho pensato dall’inizio che ci fosse bisogno di uno strumento per avviare una cassa integrazione in deroga. Nel frattempo si parla di forno elettrico e, parallelamente, di gas naturale liquefatto a Genova e Cornigliano. Allora vuol dire che domani la nuova energia sarà quella?».

La presidente racconta di aver chiesto spiegazioni in prefettura anche su un altro punto delicato: «Ho domandato chiarimenti riguardo alla notizia secondo cui per due volte sarebbero stati forniti dati sbagliati sull’Autorizzazione Integrata Ambientale. Mi hanno risposto solo che la notizia era stata smentita. Ma è difficile credere che l’Unione Europea abbia sbagliato due volte, arrivando persino a minacciare una procedura di infrazione. Io prendo atto di ciò che scrive Bruxelles».

«In prefettura non mi sarei neppure presentata»

L’attivista non nasconde la delusione: «Per sentire quello che ho sentito oggi, non mi sarei neanche scomodata. Mi sono ricordata di quando lasciavo mio figlio e mio marito, anche alla sera, per partecipare alle battaglie per la salute del quartiere. Mi dicevano di non preoccuparmi, di andare avanti. Quarant’anni buttati via così, insieme all’impegno di tante altre persone».

Il comitato favorevole e le accuse

Durante l’incontro era presente anche un gruppo di cittadini favorevoli al forno elettrico. Per Avagnina, però, la loro posizione è superficiale: «Dicono di essere di Cornigliano, ma dov’erano in questi quarant’anni? Parlano di piano di risanamento senza sapere nulla. Intanto la bonifica è ancora a metà. E come sono stati spesi i soldi in questi ultimi 8 anni? Sono finiti in opere che con Cornigliano c’entrano poco, come lo svincolo autostradale o il rifacimento di viale Canepa. Al posto del mare dietro ai voltini, oggi, c’è solo cemento, un parcheggio per tir».

Avagnina, in Prefettura, si è rivolta direttamente ai presenti: «Ho detto loro che auguro salute a loro e alle loro famiglie. Ma quando un giorno si ammaleranno, ricordino cosa hanno fatto, ricordino che non hanno voluto sapere nulla. Abbiamo lottato anche per difendere i lavoratori, non solo i cittadini. A loro dico che se un domani accadrà qualcosa, il territorio non sarà più con loro a sorreggerli».

Il ricordo di Leila Maiocco e la delusione per il suo messaggio dimenticato

Poi Avagnina ricorda la compagna delle lunghe battaglie per Cornigliano, Leila Maiocco, scomparsa recentemente, a cui era stata negata dal municipio di centrodestra, guidato da un’altra donna che ha partecipato alle battaglie dell’epoca, Cristina Pozzi, l’intestazione del centro civico di Cornigliano, struttura che Leila aveva fortemente contribuito a creare e sostenere. Soltanto col cambio di giunta a Tursi e in Municipio, il Pd ha potuto portare in Consiglio comunale l’intitolazione e ora, finalmente, il centro civico di viale Narisano porterà il nome della Maiocco. «Oggi, però, vedo il Partito Democratico di Sestri-Cornigliano schierarsi per il forno elettrico e mi chiedo: che valore hanno allora le parole spese per ricordarla?», commenta, amara, Avagnina.

«Salis ha aperto la strada»

Infine, Avagnina critica ancora la posizione della sindaca Salis: «Se modifica l’accordo di programma, sarà il via libera per fare tutto quello che vogliono, senza più vincoli ambientali o sanitari. Spero che in futuro introduca paletti molto più severi, ma intanto la botta l’ha data. E per Cornigliano questa è una ferita che pesa».


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