Genova e Liguria in prima linea contro la tratta, presentato a Genova il nuovo Rapporto HTH sulla prostituzione latinoamericana

A Palazzo Tursi il confronto tra istituzioni, esperti e operatori: «Servono percorsi di inclusione e strumenti di conoscenza per fermare sfruttamento e violenze»

La Liguria rinnova il suo impegno nella lotta contro la tratta di esseri umani. Oggi, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, è stato presentato il nuovo Rapporto di ricerca del progetto “HTH Liguria: Hope this Helps – Il sistema Liguria contro la tratta e lo sfruttamento minorile”, intitolato “La prostituzione latinoamericana tra permanenze ed evoluzioni”.

Il lavoro, realizzato da Anci Liguria con il contributo scientifico del Centro Studi Medì e la direzione di Emanuela Abbatecola dell’Università di Genova, offre una fotografia aggiornata del fenomeno nel centro storico cittadino, dove da oltre vent’anni la scena è dominata in gran parte da donne provenienti da Colombia e Santo Domingo.
Il rapporto evidenzia come la prostituzione latinoamericana a Genova resti circoscritta ai vicoli, con caratteristiche di residualità e libertà di movimento, pur in presenza di gerarchie e sfruttamenti economici, ma distanti dalla concezione classica di tratta.
Un progetto di rete
Il progetto HTH Liguria, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, ha l’obiettivo di costruire percorsi di inclusione e autonomia per le vittime, rafforzando il “Sistema Liguria” come modello pubblico-privato di governance. A esso partecipano Regione Liguria (capofila), il Comune di Genova, il Comune di Ventimiglia e l’ATS In.con.tra.re, insieme alle équipe operative sul territorio.
Dal 2019, HTH ha prodotto quattro rapporti di ricerca:
- Cambi di rotta (2019), sul mutamento dei racket albanesi e nigeriani;
- Lo sfruttamento lavorativo in Liguria (2021), con focus sul lavoro nero e i migranti;
- La nuova frontiera dello sfruttamento sessuale (2022), sull’evoluzione online e indoor del fenomeno;
- Il rapporto 2025, che analizza il quadro latinoamericano.
Le attività si intrecciano con il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290, attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo.
Le istituzioni: «Non possiamo abbassare la guardia»
Alla presentazione sono intervenuti la sindaca di Genova Silvia Salis, gli assessori regionali Simona Ferro (Pari opportunità) e Massimo Nicolò (Politiche socio-sanitarie), l’assessora comunale al Welfare Cristina Lodi, la dirigente regionale Maria Luisa Gallinotti e il direttore di Anci Liguria Pierluigi Vinai.
Salis ha ribadito l’impegno del Comune: «Contrastare la tratta è una priorità del nostro mandato. Non possiamo tollerare che nel 2025 ci siano ancora vittime ridotte in condizioni di sfruttamento».
Ferro ha sottolineato il ruolo della Regione come capofila del progetto: «HTH Liguria ha rafforzato la nostra rete regionale, capace di garantire protezione immediata e percorsi di inclusione».
Nicolò ha ricordato l’importanza del raccordo con le strutture sanitarie e i consultori per accompagnare le vittime non solo nella protezione, ma anche nella cura.
L’assessora Lodi ha illustrato i dati della progettualità conclusa a luglio: oltre 200 persone seguite in 17 mesi, tra cui molti minori stranieri. «Il fenomeno si sta spostando dal lavoro di strada al digitale – ha spiegato – e serve un sistema capace di adattarsi a questo cambiamento».
Una sfida culturale e sociale
Il direttore generale di Anci Liguria, Pierluigi Vinai, ha evidenziato la necessità di «fare rete tra istituzioni e terzo settore», sottolineando che solo un approccio condiviso può offrire risposte mirate ed efficaci.
Il progetto HTH non si limita alla protezione delle vittime ma punta a percorsi di autonomia, con corsi di formazione, inserimenti lavorativi e azioni di sensibilizzazione. Nel 2024, inoltre, sono state pubblicate le Linee guida operative per gli operatori della rete e avviati 31 corsi di formazione tra il 2018 e il 2025.
La presentazione di oggi non rappresenta solo un momento di analisi, ma anche un appello collettivo: la lotta contro la tratta e lo sfruttamento richiede risorse, competenze, collaborazione e soprattutto coraggio politico e sociale per restituire dignità e diritti a chi ne è stato privato.
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