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Violenza ultras, 10 misure cautelari. Inchiesta della polizia di Stato su scontri e agguati nel derby

Colpiti tifosi genoani e doriani per i disordini del derby di Coppa Italia e l’assalto al pullman della Sampdoria. Un arresto in carcere, cinque ai domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini della Digos proseguono


Nella mattinata di lunedì 14 luglio 2025, la Polizia di Stato ha eseguito un’importante operazione nei confronti di dieci ultras, emettendo misure cautelari su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli indagati, provenienti sia dal capoluogo ligure che da fuori provincia, sono ritenuti responsabili – a vario titolo – del reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, compiuta con l’uso di armi e a volto coperto. Le ricerche di un undicesimo soggetto, attualmente irreperibile, sono ancora in corso.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e condotta dalla DIGOS della Questura di Genova, ha preso in esame un gruppo di circa 50 ultras delle tifoserie genoana e doriana, di età compresa tra i 19 e i 60 anni, molti dei quali già sottoposti a provvedimenti di Daspo. I fatti contestati riguardano i violenti disordini avvenuti in occasione del derby di Coppa Italia del 25 settembre 2024 e l’assalto al pullman della U.C. Sampdoria al termine della partita contro il Frosinone dello scorso 29 marzo.

In entrambe le circostanze, gruppi di facinorosi travisati e armati con bastoni, bottiglie e altri oggetti contundenti hanno cercato di forzare i cordoni di sicurezza delle Forze dell’Ordine, mettendo in atto atti di violenza coordinata. L’attività investigativa, resa complessa dall’ambiente e dalla volontà degli aggressori di nascondere la propria identità, si è basata sull’analisi incrociata delle immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private e delle riprese della Polizia Scientifica.

Le misure cautelari emesse comprendono una custodia cautelare in carcere, cinque arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico e quattro obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Tali provvedimenti si aggiungono a un bilancio già corposo che comprende 6 arresti in flagranza differita, 2 in flagranza, 13 denunce a piede libero, 5 allontanamenti dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico e numerosi provvedimenti di Daspo.

La Divisione Anticrimine della Questura sta attualmente valutando l’adozione di ulteriori misure di prevenzione nei confronti degli indagati.


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