Legambiente, Genova tra le prime dieci città italiane per reati edilizi sul mare. In Liguria 593 infrazioni nel 2024

Nella top ten nazionale delle province più colpite. L’associazione lancia l’allarme: «Cemento e abusi mettono a rischio le coste italiane»
Le coste della Liguria finiscono sotto osservazione per il crescente numero di reati ambientali: secondo l’anteprima del report “Mare Monstrum 2025” di Legambiente, la provincia di Genova entra per la prima volta nella top ten delle province italiane per reati legati al mare e alla costa, con 593 illeciti gravi accertati nel 2024. Un dato preoccupante che riflette un trend nazionale in salita.


Il rapporto annuale dell’associazione ambientalista fotografa una realtà in cui cemento illegale, scarichi abusivi, pesca di frodo e occupazioni illecite di suolo demaniale stanno deturpando sempre più le coste italiane. A livello nazionale, nel 2024 si sono contati 10.332 reati ambientali nelle regioni costiere, con una media di 28 infrazioni al giorno e oltre 38.000 violazioni totali (tra reati penali e amministrativi), in netto aumento rispetto alle 25.319 del 2023.

Sebbene la Liguria non rientri tra le regioni ai vertici delle classifiche negative – dominate da Campania (1.840 reati), Puglia, Sicilia e Toscana – Genova si piazza all’ottavo posto nella graduatoria provinciale, superando città storicamente più esposte come Palermo, Sassari e Foggia. Tra le prime si collocano Napoli (1.890 reati, +39,1%) e Salerno (1.055 reati, +86,7%), seguite da Bari (724) e Roma (690).
Il dato ligure è frutto di un sistema di controlli sempre più esteso: sono stati 534.008 i controlli effettuati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto su tutto il territorio nazionale, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Ma se da un lato diminuiscono arresti e sequestri, dall’altro aumentano gli illeciti amministrativi, che in tutta Italia sono cresciuti dell’85,6% raggiungendo quota 27.960.
In parallelo cresce anche la forza dissuasiva delle sanzioni economiche, con 28.030 multe per un valore complessivo di oltre 53 milioni di euro, +46,2% rispetto al 2023.
“Il mare e le coste sono un bene pubblico da difendere – scrive Legambiente – ma il modello speculativo continua a prevalere, con costruzioni abusive, scarichi illeciti e aggressioni continue al paesaggio”.
La presenza della provincia di Genova tra le più colpite dai reati costieri è un campanello d’allarme: serve maggiore vigilanza e una vera strategia regionale per la tutela del patrimonio costiero ligure, troppo spesso oggetto di abusi edilizi e pressioni urbanistiche non sostenibili.
In copertina: foto di repertorio
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.