Traghetti, utilizzate per la continuità territoriale navi senza requisiti ambientali. Maxi confisca decisa dalla procura

In particolare, alcuni componenti dei motori principali e dei diesel generatori di corrente si ritiene siano stati manomessi, alterati o sostituiti con pezzi di ricambio non originali e, pertanto, non conformi a detta normativa. Tali operazioni, ritenute di natura fraudolenta, sono state occultate mediante attestazioni mendaci riportate sui registri o attraverso la contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione

Nella giornata di oggi il Servizio Sicurezza della Navigazione della Guardia Costiera di Genova e il Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Genova hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente, emesso-su richiesta della Procura della Repubblica di Genova- nei confronti della società Compagnia Italiana di Navigazione (CIN, già Tirrenia) dal Giudice per le Indagini Preliminari di Genova, per un ammontare di 64.313.897,70 euro Il reato di frode in pubbliche forniture cui inerisce il provvedimento di sequestro riguarda il contratto tra la CIN ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la linea Genova – Porto Torres stipulato per garantire la continuità territoriale a fronte del quale la società di navigazione percepisce risorse pubbliche. In base alla prospettazione accusatoria, la compagnia di navigazione CIN, nell’esecuzione del contratto, ha impiegato alcune navi della propria flotta prive dei requisiti previsti dalla normativa internazionale in materia ambientale.

«In particolare – spiega il procuratore Nicola Piacente -, alcuni componenti dei motori principali e dei diesel generatori di corrente si ritiene siano stati manomessi, alterati o sostituiti con pezzi di ricambio non originali e, pertanto, non conformi a detta normativa. Tali operazioni, ritenute di natura fraudolenta, sono state occultate mediante attestazioni mendaci riportate sui registri o attraverso la contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione e hanno consentito alla compagnia di navigazione di mantenere attive le certificazioni previste dalla normativa convenzionale di settore e di evitare il fermo della navigazione da parte degli enti preposti».
«Gli accertamenti – prosegue Piacente – sono stati effettuati soprattutto a bordo di alcune motonavi della flotta della compagnia di navigazione e hanno consentito di accertare varie irregolarità ed ipotesi di falso e contraffazione che hanno determinato anche la mancata osservanza di specifiche clausole previste nel contratto col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari è stato eseguito mediante l’iscrizione, sui registri appositi, della misura cautelare fino alla concorrenza della somma sopra indicata».
Sono risultate oggetto del provvedimento tre navi. Si sottolinea che il sequestro non impedisce il regolare servizio delle navi indicate le quali, nel frattempo, risultano essere state riportate ad una condizione regolare che ne consente la navigazione.
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