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Truffe agli anziani, l’organizzazione smantellata dalla Squadra Mobile aveva uno staff di telefonisti e sette squadre che andavano a casa delle vittime

L’operazione ha consentito di smantellare una rete criminale dedita alle truffe ad anziani. Sono 77 le persone arrestate per aver compiuto 103 truffe ad anziani in tutta Italia. Le misure cautelari sono state eseguite per la maggior parte in Campania ed è stato arrestato il vertice dell’organizzazione che operava prevalentemente con la tecnica del finto incidente stradale

Una vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato, con la direzione della Procura della Repubblica di Genova, ha portato allo smantellamento di una vasta rete criminale gravemente indiziata della commissione di 103 truffe ai danni di anziani in tutta Italia.

«Le vittime venivano tratte in inganno e raggirate facendo leva sul timore di cosa poteva accadere al famigliare coinvolto nel falso incidente se non avessero dato al truffatore soldi e oggetti preziosi – spiega il dirigente della Squadra Mobile, il primo dirigente Carlo Bartelli -. Le indagini sono avviate nel 2023 grazie alla denuncia di un’anziana vittima che aveva subito una truffa a Genoa e ha avuto il coraggio di raccontarci cosa le era successo. L’organizzazione era composta da telefonisti che erano il vertice dell’organizzazione criminale e avevano il compito principale di contattare le vittime mentre circa sette pattuglie operative composta da due elementi si muovevano sul territorio nazionale avendo il compito di andare nelle case delle vittime per portare al termine la truffa e impossessarsi di denaro e preziosi».

«Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati preziosi e denaro per il valore complessivo di 1.700.000 euro ed effettuati 75 arresti in flagranza. Indagini come queste evidenziano ancor di più quanto sia importante segnalare al numero unico di emergenza qualsiasi telefonata sospetta” conclude Bartelli.

Dopo mesi di intense indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Genova, con la fondamentale collaborazione della Squadra Mobile di Napoli e l’ausilio operativo degli omologhi uffici di Bari, Benevento, Campobasso, Caserta, Frosinone, Isernia, Potenza e Salerno nonché del Reparto Prevenzione Crimine, gli investigatori della Polizia stanno dando esecuzione, dalle prime ore del mattino, a 77 misure cautelari di cui 22 custodie in carcere e 55 obblighi di dimora ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre a numerose perquisizioni nelle città di Napoli e Caserta, colpendo i vertici e i membri operativi di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni di anziani, smantellando la struttura gerarchica dell’organizzazione.

IL MODUS OPERANDI DELLA TRUFFA

La rete criminale operava con la tecnica del “finto incidente”, contattando telefonicamente, spesso fingendo di essere appartenenti alle forze dell’ordine, le vittime per ingannarle con falsi allarmi su presunti incidenti o problemi giudiziari riguardanti i loro familiari. Con abili strategie psicologiche e senza alcuno scrupolo, i truffatori convincevano gli anziani, ormai sfiniti e terrorizzati, a consegnare denaro e oggetti di valore, facendoli credere necessari per risolvere le situazioni simulate. Le indagini hanno permesso di accertare che il gruppo utilizzava telefoni intestati a prestanome, mezzi a noleggio e basi logistiche diversificate per eludere i controlli.

INIZIO E SVOLGIMENTO DELLE INDAGINI

Le indagini hanno avuto inizio a giugno 2023 a seguito di una truffa consumata a Genova e sono poi proseguite con indagini tecniche, che hanno consentito di delineare i presunti ruoli di ogni singolo partecipante al sodalizio criminale, radicato nel comune di Napoli e con una base logistica ad Aversa, ed impegnato quotidianamente nell’organizzare su tutto il territorio nazionale svariate truffe con la nota modalità del “finto incidente” avvenuto ai danni di parenti di vittime anziane.

Gli accertamenti hanno permesso di appurare che il gruppo era composto da telefonisti esperti, incaricati di raggirare le vittime, e da “trasfertisti”, addetti al ritiro del denaro e dei beni, spesso preziosi, sottratti agli anziani.

Nello specifico i vertici della struttura, utilizzando appartamenti adibiti a call center, si occupavano di effettuare tra le 600 e le 1200 chiamate giornaliere per ognuno (operando contestualmente in 4/5 nel ruolo di “telefonisti”) per poi utilizzare tra le 5 e le 7 pattuglie di “operativi” (addetti alla riscossione dei soldi dalle vittime) dislocate in svariate province italiane.

L’organizzazione forniva persino, attraverso sodali “intermediari” dedicati a questo aspetto, supporto logistico ed assistenza legale in caso di intervento delle Forze dell’Ordine.

Nel corso dell’indagine, con la collaborazione delle Squadre Mobili di quasi tutta Italia, sono stati arrestati in flagranza di reato 75 soggetti con il recupero di refurtiva dal valore di svariate centinaia di migliaia di euro. Nel complesso quindi, oltre alle 77 odierne esecuzioni, i provvedimenti restrittivi adottati nei confronti degli autori delle odiose truffe ai danni di persone anziane, sono stati 152.

Nel corso delle numerose truffe in cui i c.d. “trasfertisti” sono stati tratti in arresto in flagranza di reato, sono stati posti in sequestro denaro e monili per un valore di oltre 1 milione e 700 mila euro, a riprova di quanto l’attività criminale dell’associazione fosse particolarmente fiorente.

La Polizia di Stato invita tutti i cittadini, in particolare gli anziani e le loro famiglie, a prestare la massima attenzione a telefonate sospette e a segnalare immediatamente tentativi di truffa al Numero Unico di Emergenza 112. Si invita inoltre a sporgere sempre denuncia alle forze di polizia, infatti, le denunce, costituiscono un elemento prezioso, anche a distanza di tempo, per individuare i responsabili di odiose condotte come quelle delle truffe agli anziani. Infine, si vuole ricordare che le forze dell’ordine non chiedono, per nessun motivo, di fornire denaro contante o beni preziosi ai cittadini.

Giova evidenziare che la fase in cui si sta operando è quella delle indagini preliminari e che l’eventuale responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo nel caso dell’emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.


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