Piano del verde, le associazioni lasciano la commissione comunale. La giunta accelera per l’approvazione in aula, ma inciampa nel regolamento

L’opposizione contesta l’urgenza e chiede, a norma di regolamento, di motivare le decisioni prese in contrasto con la Consulta, che ha bocciato il piano. Il 2 aprile saranno auditi anche i presidenti di Municipio contrari, iter che era stato “dimenticato” e recuperato solo dopo una lettera di Francesca Ghio di Avs. Oggi in aula animato confronto proprio tra Ghio e l’assessore Mascia

La giunta sperava di cavarsela con la commissione di oggi, per poi portare il piano del verde in Consiglio comunale per l’approvazione, nonostante la bocciatura della Consulta. Il 20 marzo scorso era arrivata la convocazione della commissione consiliare per “L’adozione del piano del verde – linee guida per la realizzazione degli spazi aperti” nella successiva seduta di Consiglio.

Nel testo della Proposta di Giunta al Consiglio non si faceva alcun riferimento alla disposizione del “Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale” che all’art. 59 prevede che i Consigli Municipali debbano obbligatoriamente esprimere un parere tramite Delibera su alcuni provvedimenti comunali, tra i quali rientra il cosiddetto “Piano del Verde”, prima che questi provvedimenti vengano approvati dal Consiglio Comunale.
Francesca Ghio della Lista Rossoverde ha inviato una richiesta di chiarimenti alla Segreteria generale del Comune. Nello stesso giorno la Giunta ha fatto inviare a tutti i Municipi la richiesta del parere, concedendo solo 10 giorni per esprimerlo, motivando la scelta in ragione della situazione eccezionale, invece dei canonici 20 giorni indicati dal Regolamento. Difficile dire che linee guida sono urgenti, ma tant’è… I pareri ci sono e almeno due (quelli del Centro Ovest e della Valpolcevera) sono negativi. È quindi obbligatorio lo svolgimento di una commissione consiliare con l’audizione dei presidenti dei Municipi che hanno dato pare negativo, Solo allora sarà possibile calendarizzare l’approvazione del Piano del Verde in Consiglio Comunale.
«Come potevamo noi consiglieri svolgere un’istruttoria in commissione senza sapere cosa ne pensano i Municipi?» sbotta Ghio.
Alla commissione di oggi erano presenti i rappresentanti di Legambiente Polis, Italia Nostra, Nervi basta degrado, Circolo Nuova Ecologia, Genova contro il degrado, Ecoistituto Genova Reggio Emilia, Amici dei parchi di Nervi. Dichiarano: «Riteniamo quanto successo oggi in Commissione sul Piano del verde una forzatura da parte della maggioranza nei confronti delle associazioni ambientaliste e dei territori: ancora una volta i Municipi non sono stati ascoltati visto che i consiglieri di maggioranza hanno deciso di procedere con i lavori senza aspettare il loro parere vincolante, e non sono state prese in considerazione nemmeno le osservazioni critiche espresse come Consulta del Verde. Al rifiuto di farci intervenire e di rinviare i lavori che avrebbero dato l’opportunità ai territori di esprimersi, abbiamo deciso di abbandonare l’aula. Spiace constatare che ancora una volta questa Giunta abbia rifiutato il confronto democratico».
«Hanno motivato l’urgenza dicendo che nell’Iter hanno già coinvolto i municipi e quindi non c’era bisogno di fare tutto in tempi normali – spiega Francesca Ghio -, ma qui siamo in pieno disallineamento con l’articolo 59 del regolamento, perché i pareri dovevano essere legati alla delibera. Infatti oggi non abbiamo votato in aula perché alla fine della commissione noi avremmo dovuto votare se passare la pratica all’aula del Consiglio oppure no». E invece vanno auditi i presidente dei municipi contrari. Così il presidente della Commissione, il pentastellato Fabio Ceraudo, ha annunciato che sarà convocata un’altra riunione di commissione. I tempi, però, sono stati mantenuti quelli minimi di legge: ai Municipi vengono concessi solo 10 giorni (quelli della procedura d’urgenza) e non i 20 della normale procedura. La commissione si terrà il prossimo 2 aprile per poi portare il piano del verde all’approvazione del consiglio prima dell’ultima riunione prima delle elezioni. Una volta in consiglio, se la maggioranza non perderà ulteriori pezzi e riuscirà a far intervenire tutti in aula (se così non sarà, la minoranza-non più minoranza farà mancare il numero legale, come è già successo), il piano passerà a maggioranza.
Oggi in commissione cìè stato uno scontro verbale tra Francesca Ghio e l’assessore Mario Mascia. «È stato detto che l’opposizione avrebbe messo il bastone tra le ruote in modo immotivato – dice la consigliera di Alleanza Verdi Sinistra – e anche che il piano è urgente per i recenti eventi che hanno dovuto registrare la morte di Francesca Testino», la donna schiacciata da una palma crollata al suolo in piazza Paolo da Novi.
Che l’opposizione ha messo i bastoni tra le ruote con ragioni immotivate per bloccare questo lavoro, che è urgente anche per i recenti eventi che hanno visto la morte nella nostra città. Mascia ha detto queste robe qua, io sono impazzita. I punti principali sono il tema che ho sollevato io nell’email, la risposta che è arrivata oggi alle 14.26, 4 minuti prima dell’inizio del consiglio, i 10 giorni che giustificano l’eccezionalità solo quando è effettiva urgenza e non è questo il caso. A quel punto, Ghio ha vigorosamente protestato. «C’è anche il fatto che non è stata data risposta, che è obbligatoria da regolamento, al parere della consulta. Parere non vincolante, ma la risposta alla Consulta è obbligatoria».
Intanto Mascia fa sapere che «Il percorso di condivisione con i Municipi una scelta che rivendico con orgoglio: in altre città il documento è stato approvato con una semplice delibera di Giunta senza un confronto preventivo con il territorio. È molto importante l’inserimento del Piano di gestione del rischio arboreo»
«Il Piano del Verde – dice l’assessore all’Urbanistica Mario Mascia, che racconta tutto un altro film rispetto alle associazioni e all’opposizione – è stato oggetto di un importante percorso di condivisione con i Municipi e di partecipazione di ordini professionali, associazioni e cittadini, che ho voluto personalmente e che rivendico con orgoglio (per inciso, questi soggetti, riunioni tranne i Municipi nella Consulta hanno bocciato il piano degli uffici comunali n.d. dr.). Anche il Piano del Verde del Comune di Genova contiene non norme prescrittive ma linee guida strategiche, esattamente come gli analoghi strumenti approvati da altre numerose medie e grandi città in giro per l’Italia quali Torino, Vercelli, Bolzano, Padova, Rovigo, Parma, Bologna, Forlì, Livorno, Avellino, Abano Terme, Bergamo, Cagliari, Cremona, Milano, Mantova, Monza, Novara, Vicenza, Lucca, Pisa, Perugia, Prato, Reggio Emilia, Sondrio e Varese. Comuni che peraltro, nella maggior parte dei casi, hanno approvato il Piano del Verde senza il piano di comunicazione e condivisione capillare che abbiamo seguito a Genova. Riteniamo prioritario procedere, entro la fine del nostro mandato amministrativo, all’approvazione in Consiglio Comunale di questo importante strumento di programmazione urbanistica. Difatti il Piano del Verde – prosegue Mascia – oltre a recepire le indicazioni e proposte che abbiamo ricevuto negli ultimi mesi da Municipi, cittadini e associazioni, contiene anche il Piano comunale di gestione del rischio arboreo redatto da Aster, che approfondisce gli aspetti legati al monitoraggio e gestione delle aree a rischio arboreo. Inoltre, nelle componenti di progetto, ampio spazio è dedicato alla manutenzione quotidiana con particolare riguardo alla salvaguardia delle radici in sede di piantumazione lungo le strade, al recupero delle acque di prima pioggia, alla manutenzione e alla sostituzione degli alberi malati o pericolosi, fino a come scegliere le specie di alberi più adatte alle condizioni del sito di impianto e a come utilizzare corretti interassi di impianto. Tornando al confronto con gli stakeholder – prosegue Mascia – voglio sottolineare l’importante contributo dato dalla Consulta comunale del Verde che, malgrado abbia espresso un parere “non favorevole”, quindi né “favorevole” ma neanche tecnicamente “contrario”, ha evidenziato in maniera positiva tutta una serie di osservazioni e controdeduzioni che, su mia indicazione, sono state prontamente recepite all’interno del Piano del Verde da parte dei nostri uffici, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto: tra queste mi piace citare ad esempio l’istituzione della figura del curatore dei parchi storici pubblici comunali e l’avvio di un percorso di divulgazione nelle scuole sui temi del verde e della biodiversità. Inoltre, riguardo alle schede degli spunti progettuali ipotizzati per i singoli Municipi, il Piano non necessita di individuare immediatamente i finanziamenti per la realizzazione degli interventi previsti, perché ha una funzione strategica e programmatica, piuttosto che esecutiva. Tuttavia, l’amministrazione ha già inserito nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici i primi undici interventi ritenuti prioritari tra i quali voglio ricordare il Parco tecnologico dell’IIT e il Parco lineare di via Ardoino. Infine voglio sottolineare l’importanza di un efficace coordinamento tra i vari servizi comunali, i partner privati e i cittadini, per la creazione di solide strutture di governance, essenziali per garantire la coerenza e l’efficacia delle azioni intraprese».
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