Domenica 30 marzo scatterà l’ora legale: lancette degli orologi un’ora avanti. Dormiremo un’ora in meno

L’ora legale, che consiste nel spostare le lancette un’ora in avanti, si attua in Italia alle 2:00 dell’ultima domenica di marzo, una pratica che punta a risparmiare energia

Nel 2025, questa scadenza cadrà il 30 marzo, giorno in cui le lancette dovranno, appunto, essere spostate in avanti, passando dalle 2:00 alle 3:00.

È importante sapere che il cambiamento all’ora legale può avvenire soltanto entro ill 31 marzo: negli ultimi 20 anni, questo è accaduto nel 2013, nel 2019 e nel 2024. Quindi nel 2025 il passaggio avverrà un giorno prima rispetto all’anno precedente, le lancette verranno spostate esattamente all’orario programmato.
Nei paesi dell’Unione europea l’ora legale ha inizio l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.
Negli anni recenti, l’ora legale è entrata in vigore prima del 30 marzo: il 26 marzo nel 2023, il 27 nel 2022, il 28 nel 2021 e il 29 nel 2020. Questa situazione si verifica anche in tutta Europa; secondo le direttive dell’UE, tutti i Paesi membri devono modificare le lancette alle 0:00 UTC (tempo coordinato universale), ciò che corrisponde alle 2:00 in Italia, nell’ultima domenica di marzo.
L’ora legale è diventata una prassi nel corso del 1900 nella maggior parte dei Paesi occidentali.
In Italia l’ora legale nacque come misura di guerra nel 1916, tramite il decreto legislativo luogotenenziale n. 631 del 25 maggio che modificò il precedente Regio Decreto n. 490 del 10 agosto 1893 relativo al meccanismo di calcolo dell’ora in vigore nel paese, rimanendo in uso fino al 1920.
Dal 1940 al 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della seconda guerra mondiale. In tale occasione si ebbe il periodo di massima durata dell’ora legale: dal 14 giugno 1940 al 2 novembre 1942. La creazione della Repubblica Sociale comportò per due anni la sfasatura dell’applicazione dell’ora legale fra il Nord e il Sud del paese. Durante l’occupazione jugoslava di Trieste l’esercito titino la vietò per allineare l’orario della città a quello della Jugoslavia. L’ora legale venne adottata definitivamente con la legge 503 del 1965.
L’ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre; in quell’anno specifico restò in vigore dal 22 maggio al 24 settembre. Tale durata venne estesa a sei mesi nel 1980 anticipando l’inizio alla prima domenica di aprile e poi dal 1981 all’ultima domenica di marzo. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme con il resto dell’Europa quando la fine fu spostata all’ultima domenica di ottobre.
La legge n. 1144/1966 delegò ad un decreto del Presidente della Repubblica il compito di decidere annualmente inizio e fine dell’ora legale rispettivamente nel periodo 31 marzo – 10 giugno e 20 settembre – 31 ottobre. Nel 1980 il decreto-legge n. 270 modificò tali periodi anticipando il possibile inizio al 28 marzo. Due anni dopo si anticipò il potenziale periodo di avvio dell’ora legale al 15 marzo.
Solo nel 2010 l’Italia con l’art. 22 della legge n. 96, recependo la direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo, fissò l’inizio dell’ora legale alle ore 2:00 del mattino dell’ultima domenica di marzo e il termine alle 3:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre, pratica comunque già di fatto in uso in Italia fin dal 1996.
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