Raccolte Frugone, esterni al posto dei lavoratori del Comune, Fp-Cgil: «Tursi non mantiene gli impegni. Pronti alla contestazione»

Il segretario generale Infantino: «Nonostante le rassicurazioni confermate al tavolo sindacale del 20/11/2024, dove veniva garantito che non erano in previsione forme di ulteriore esternalizzazione di servizi museali se non per la parte inerente la biglietteria. Dopo poco più di 1 mese ci viene comunicato, invece, che già dai primi giorni di febbraio l’erogazione dei servizi al pubblico di un importante museo cittadino viene affidata a terzi, con conseguente spostamento dei dipendenti del Comune di Genova in altre sedi»

«La Funzione Pubblica Cgil di Genova condanna la scelta dell’Amministrazione del Comune di Genova di procedere alla
esternalizzazione della gestione del Museo Raccolte Frugone di Nervi, sebbene dichiarata “temporanea”. Da sempre la nostra organizzazione sindacale si è opposta alle procedure di esternalizzazione e affidamento a terzi, spesso e volentieri foriere di peggioramenti, tanto dei servizi resi agli utenti, tanto delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni degli operatori. Alla luce delle esperienze passate, siamo poco fiduciosi sulla dichiarata temporaneità di una simile misura, piuttosto consapevoli che tale misura possa diventare definitiva». Lo dicono Luca Infantino, segretario generale Fp Cgil Genova, e Paola Notari dellasegretaria provinciale Fp Cgil Genova.

«Da sempre abbiamo contrastato questa condotta, frutto di politiche occupazionali e assunzionali dell’Ente poco attente alla programmazione, alla garanzia e al mantenimento di determinati servizi al cittadino, in favore di scelte assunzionali più funzionali alle campagne elettorali e alla spendibilità mediatica, sacrificando servizi essenziali e core business delle Amministrazioni locali» proseguono al sindacato.
«Ci eravamo già opposti alla esternalizzazione del Museo di Sant’Agostino, avvenuto in seguito ad una precedente rassicurazione
della Direzione di Area Politiche Culturali che alla sua riapertura, in seguito ai lavori di ristrutturazione, ci sarebbe stato il rientro dei dipendenti dell’Ente – aggiungono Infantino e Notari -. Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione con il Museo Raccolte Frugone, nonostante le rassicurazioni confermate al tavolo sindacale del 20/11/2024, dove veniva garantito che non erano in previsione forme di ulteriore esternalizzazione di servizi museali se non per la parte inerente la biglietteria. Dopo poco più di 1 mese ci viene comunicato, invece, che già dai primi giorni di febbraio l’erogazione dei servizi al pubblico di un importante museo cittadino viene affidata a terzi, con conseguente spostamento dei dipendenti del Comune di Genova in altre sedi».
«Come FP-CGIL riaffermiamo la nostra contrarietà, lasciandoci lo spazio per agire le forme di contestazione sindacale previste e possibili in accordo con i lavoratori e le lavoratrici – concludono al sindacato – Al tempo stesso richiamiamo, di nuovo, la Giunta, l’Amministrazione e la Dirigenza dell’Ente ad un maggior rispetto delle procedure e delle relazioni sindacali per poter considerare realistici ed affidabili gli accordi e gli impegni assunti dalla controparte».
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