Oggi a Genova 

Ex Latteria Occupata, non è vero che Unige non aveva sporto denuncia. Lo dimostra un documento del 2011

L’allora prorettore Martelli aveva anche sostituito una prima volta la serratura, ma gli attivisti l’avevano cambiata a loro volta. Tre giorni dopo gli operai erano tornati per murare tre dei 4 accessi e ricambiare la serratura, ma i lavoratori erano stati minacciati. Il 10 ottobre del 2011, secondo la denuncia di Unige presentata all’epoca, l’Università era stata costretta a rimandare l’intervento, sentita la Digos, «non potendo garantire l’incolumità degli operai». In questi tredici anni trascorsi non è mai stato trovato il modo per consentire l’intervento in sicurezza per i lavoratori

L’occupazione della Ex Latteria, all’angolo tra stradone Sant’Agostino e piazza Sarzano, nel centro storico, risale a diversi anni fa. Si è detto, nei giorni scorsi, che i Carabinieri, a seguito delle indagini messe in atto dopo gli arresti del 4 maggio scorso in seguito a un diverbio tra una pattuglia di militari dell’Arma e uno dei frequentatori dello spazio occupato e della baraonda che ne era scaturita, terminata con l’arresto di otto ragazzi che erano poi stati accusati a vario titolo di resistenza e lesioni, avevano chiesto di iniziativa il sequestro al sostituto procuratore Giuseppe Longo, atto poi firmato dal gip Giorgio Morando. Questo perché l’occupazione Unige non avrebbe mai presentato denuncia. Questo non è corretto e a testimoniarlo è un atto che risale all’ottobre 2011.

Nell’atto dell’Università, firmato dal prorettore dell’epoca, professor Maurizio Martelli, si legge che il 7 ottobre di quell’anno il dirigente della gestione tecnica del patrimonio immobiliare di Unige e il caposervizio delle manutenzioni, venuti a conoscenza dell’occupazione, avevano fatto sostituire nell’immediatezza il nottolino della serranda della porta accesso, ripromettendosi di tornare i lunedì successivo per murare gli altri tre accessi, le cui chiusure metalliche non davano garanzia di resistenza.

E, infatti, il lunedì successivo il capo delle manutenzioni era tornato con gli operai, ma non era uscito a entrare nel locale in quanto gli occupanti avevano sostituito a loro volta il nottolino. Mentre il personale Unige e della ditta edile chiamata per eseguire il lavoro era sul posto erano arrivati alcuni occupanti che avevano aperto la porta con le chiavi. In quell’occasione, il capo delle manutenzioni era stato minacciato.

Per eseguire il lavoro, Unige aveva contattato la Digos chiedendo aiuto e protezione per i lavoratori che dovevano murare tre dei quattro accessi e, a quel punto, sostituire la serratura del quarto. Non avevano potuto farlo e aveva dovuto rimandare perché non era stato possibile garantire l’incolumità dei lavoratori.

Il prorettore Martelli, nel documento indirizzato al Procuratore della Repubblica e al Questore del tempo aveva dichiarato «sin d’ora, con il presente atto, di sporgere formale denuncia/querela nei confronti di tutti coloro che verranno ritenuti responsabili in relazione ai reati che nei fatti esposti potranno essere ravvisato» e anche «di essere informato in caso di eventuale archiviazione».

Che una denuncia ci fosse stata lo sapeva anche il presidente del Municipio Andrea Carratù che, sette anni dopo, aveva chiesto informazioni a Unige perché voleva assegnare il locale a diverse associazioni della zona. Carratù ricorda che in quell’occasione aveva parlato con il rettore, all’epoca Paolo Comanducci e con l’allora preside della Facoltà di Architettura, nel cui contesto è inserito l’immobile e da loro era venuto a conoscenza di quanto accaduto nel 2011 e del fatto che nel frattempo non era mai stato possibile organizzare l’intervento in sicurezza per gli operai.

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