Cronaca 

Non sono di Maria Imparato le ossa ritrovate a Casella. Potrebbero essere di anziani scomparsi o, addirittura, di partigiani fucilati nel 1944

L’analisi del Dna di quelle umane ritrovate nell’agosto del 2002 (mentre quelle trovate nel febbraio di quest’anno sono state catalogate come ossa animali) ha chiarito che si tratta dei resti di un uomo. Le figlie, che cercano la donna da 29 anni, chiedono che la Polizia riapra l’indagine sulla scomparsa della madre

Del caso si è occupata a più riprese la trasmissione “Chi l’ha visto”. Il ritrovamento vicino al letto dello Scrivia delle ossa nell’agosto del 2022 (una mandibola con protesi dentaria) aveva fatto pensare che si trattasse proprio dei resti della donna, di cui non si hanno più notizie da 1995, quando era uscita dalla sua casa di Casella e non aveva più fatto ritorno. Le figlie della donna, Sabrina e Daniela Roccu, avevano incontrato il procuratore Nicola Piacente e i resti erano stati affidati al Ris di Parma che attraverso le analisi del Dna hanno scoperto che si tratta di ossa di una persona di sesso maschile. Il risultato è stato comunicato al pm Valentina Grosso .

Potrebbero essere quelle di due anziani scomparsi nel 2007 e nel 2008, rispettivamente Giovanni Trucco (che all’epoca aveva 85 anni) e Riccardo Lorenzelli (93 anni) i cui corpi non sono mai stati ritrovati. L’Anpi avanza l’ipotesi che si si possa trattare dei resti di uno dei partigiani fucilati a Casella nel 1944 dai tedeschi e i cui corpi non sono mai stati ritrovati. In entrambi i casi devono essere i parenti a chiedere la comparazione del Dna con il proprio.

Al momento in cui i resti ritrovati erano stati inviati al Ris, le figlie della donna avevano detto: «Non scriveremo qua del dolore e della fatica nel cercare la verità, ma confidiamo in un celere aggiornamento sulle analisi di quei poveri resti che potrebbero appartenere a nostra madre. Se così dovesse essere, sarà un punto dolorosissimo, ma fermo, di cui ormai siamo convinti, ma non certi, e la mancanza di certezze non fa vivere bene. Successivamente le nostre energie si potrebbero concentrare sul capire il perché. Se la mandibola non dovesse appartenere a mamma, noi non smetteremo comunque di cercare la verità confidando nell’aiuto dello Stato».

Maria Imparato si era allontanata da casa il 14 febbraio del 1995, Indossava delle pantofole blu e una pelliccia di colore marrone e aveva con sé solo 200.000 lire e un documento d’identità scaduto. Secondo le testimonianze raccolte da “Chi l’ha visto” avrebbe preso il Trenino di Casella. L’indomani avrebbe acquistato un biglietto ferroviario per Genova alla stazione di Busalla (Genova). Nei mesi successivi erano state parecchie le segnalazioni dal centro di Genova, dagli utenti di una determinata linea di bus, dal Marcato Orientale. Una compagna di scuola di una delle figlie aveva detto di averla incontrata in piazza Colombo in compagnia di un’altra donna. Poi più nulla, fino al ritrovamento delle ossa che, però, non appartenevano a Maria.

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