Ambiente 

Giornata mondiale dello squalo, al via la sperimentazione dei palangari a basso impatto

14 luglio si celebra la Giornata Mondiale dello squalo: si sperimenta uno strumento di pesca (da noi più conosciuto come palamito) che ha l’obiettivo di ridurre la pesca accidentale (e la morte) accidentale degli elasmobranchi, razze comprese

Il progetto LIFE ELIFE per la conservazione degli elasmobranchi – squali e razze – nel Mar Mediterraneo ha iniziato un’importante nuova fase: l’attività dimostrativa che prevede l’utilizzo del palangaro pelagico a basso impatto, uno degli attrezzi da pesca sperimentali che, insieme alle buone pratiche nella pesca professionale, hanno l’obiettivo di ridurre il bycatch – ovvero, cattura accidentale – e la mortalità degli elasmobranchi.

Questa attività fa seguito a quella di un altro strumento, il SED (Shark Excluder Device/dispositivo di esclusione per squali) – una griglia posta nelle reti a strascico che impedisce agli squali di essere catturati accidentalmente. I test della griglia si sono conclusi con successo nel Mar Adriatico, mentre sono in corso nel Mar Ionio con i pescatori di Cirò Marina (Crotone) e Catania.

Il palangaro o palamito  è costituito da una lunga lenza, con inseriti ad intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo.

Il palangaro pelagico a basso impatto è armato di ami circolari (C-hooks) che sostituiscono i tradizionali ami a forma di J (J-hooks) e ne costituiscono una valida alternativa che consente di perseguire la pesca delle specie bersaglio – in questo caso il pesce spada (Xiphias gladius) – e al contempo rende facile e sicuro il rilascio di altre specie catturate accidentalmente.

L’attività dimostrativa con il palangaro pelagico a basso impatto coinvolge diverse imbarcazioni attive non solo nel mar Ionio, ma anche nello Stretto di Sicilia (Lampedusa e Mazara del Vallo), nel Tirreno Centro-Meridionale (Vibo Marina e Porto Torres) e in Mar Ligure (Albenga).

Già dalle prime uscite, l’uso del nuovo strumento ha confermato la sua validità: in una delle uscite di pesca al largo di Cirò Marina, sono stati infatti pescati due esemplari di trigone viola (Pteroplatytrygon violacea) che sono stati subito rilasciati senza subire danni.

Il trigone viola è un elasmobranco, frequentemente oggetto di cattura accidentale nella pesca con il palangaro pelagico tradizionale.  Benché considerato a basso rischio di estinzione dall’IUCN sia in Europa sia nel Mediterraneo, agevolare anche il suo rilascio permette non solo di conservarne la popolazione ma di perseguire quell’approccio precauzionale alla gestione delle risorse marine fortemente raccomandato dall’UE

Il 14 luglio si celebra la Giornata mondiale degli Squali, dedicata a questi predatori all’apice della catena alimentare, che si trovano oggi in uno stato di conservazione molto precario a causa dell’uomo. Nel Mar Mediterraneo sono fortemente a rischio circa la metà delle 48 specie di squalo presenti.

In occasione di questa giornata, le famiglie in visita all’Acquario di Genova potranno scoprire i contenuti e gli obiettivi del progetto LIFE ELIFE grazie alle speciali animazioni organizzate lungo il percorso espositivo, nell’ambito del progetto.

Un biologo esperto coinvolgerà i partecipanti con un gioco a quiz, mettendoli alla prova su alcuni aspetti specifici legati alla biologia degli squali. Ad ognuno verrà consegnato un opuscolo e il poster del progetto.

L’attività, compresa nel biglietto d’ingresso dell’Acquario di Genova, è prevista nelle fasce orarie 11-13 e 14-16.

Queste attività sono azioni previste dal progetto LIFE ELIFE, co-finanziato del programma LIFE dell’Unione Europea, che mira a migliorare la conservazione di alcune specie di elasmobranchi (squali e razze) nel Mar Mediterraneo, promuovendo pratiche di conservazione nel contesto della pesca professionale, in alcuni porti italiani, greci e ciprioti, e nelle aree marine protette di Tavolara e delle isole Pelagie attraverso una corretta informazione su queste specie e l’applicazione di strumenti alternativi di pesca, che consentano di limitare le catture accidentali e aumentare la sopravvivenza degli squali pescati.

Il progetto

Il progetto LIFE ELIFE ha una durata di 5 anni e coinvolge dieci partner in Italia, Grecia e Cipro: la Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore del progetto, l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie (Lampedusa e Linosa) e quella di Tavolara-Punta Coda Cavallo (Sardegna), Costa Edutainment, con particolare riferimento agli Acquari di Genova e Cattolica, il Consorzio Mediterraneo, il Consiglio Nazionale delle RicercheLegambiente Onlus, il Marine & Environmental Research (MER) LabAlgowatt e l’Università degli Studi di Padova.

Le azioni pilota e dimostrative si svolgeranno in diverse marinerie, come Chioggia, Porto Garibaldi, San Benedetto del Tronto, Monopoli, Lampedusa, Cirò Marina, Vibo Marina, Nord Sardegna, Catania, Mazara del Vallo, Loano ed in alcuni siti a Cipro e in Grecia.

Le specie prioritarie considerate a rischio o fortemente minacciate inserite nel progetto sono: lo spinarolo (Squalus acanthias), lo squalo smeriglio (Lamna nasus), lo squalo volpe (Alopias spp), lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) interessato anche da fenomeni di pesca illegale all’interno dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, lo squalo elefante (Cethorinus maximus) e lo squalo zigrino (Dalatias licha). Altre specie vulnerabili che potranno essere oggetto delle azioni di conservazione di LIFE ELIFE sono il palombo (Mustelus spp), la verdesca (Prionace glauca) e lo squalo mako (Isurus oxyrinchus).

Tutte le informazioni e le iniziative del progetto sono disponibili su www. ELIFEproject.eu.

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