Edicole del centro storico: dopo il recupero, al via le visite guidate

Venerdì alle 16:30 parte il primo tour dedicato alla scoperta delle edicole votive del centro storico. La data di partenza iniziale era fissata per domani 8 dicembre, poi slittata a venerdì per l’allerta meteo

“Regina di Genova” è il titolo del tour che porterà i genovesi alla scoperta delle prime sei edicole votive ristrutturate e illuminate, nell’ambito del Piano Integrato Caruggi sull’asse del Turismo, nel progetto di valorizzazione realizzato con la Facoltà di Architettura-Dipartimento Architettura e design dell’Università di Genova, Iscum e di concerto con la Soprintendenza delle Belle Arti di Genova.

Il tour “Regina di Genova”, di circa due ore, comprende si snoda nel percorso tra la Basilica delle Vigne (cappella dell’Incoronata) e comprende le edicole di: via San Lorenzo 48r, di vico di Scurreria la Vecchia, di San Pietro alla Porta-Conservatori del mare, piazza Lampadi 19, via San Luca 23r, piazza san Luca (angolo vico San Luca-via San Luca), via di Fossatello 26r, via Lomellini, via Prè, tra piazza Banchi e ponte Reale, piazza Raibetta.

Nell’ambito del progetto di restauro e valorizzazione sono stati ultimati gli interventi sulle edicole di piazza dei Truogoli di Santa Brigida 8, via di Scurreria la Vecchia 12 rosso, via Canneto il lungo 97 rosso, via del Colle 58, via di Mascherona 19 e via del Molo 54 rosso. Entro dicembre saranno completati gli interventi anche sulle edicole di via del Prione 26 e via Prè 96 rosso, mentre nel prossimo anno i restauri riguarderanno anche le edicole di: salita san Giovanni di Prè, piazza della Nunziata 4, via delle Fontane 36 rosso, vico Boccanegra, tra via degli Orefici e via Banchi, via Tommaso Reggio, Porta Soprana.

«Per la prima volta grazie al lavoro in stretta sinergia con Soprintendenza e Università – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico turistico e marketing territoriale Laura Gaggero – offriremo ai genovesi e ai turisti un tour dedicato alle edicole votive con tre percorsi differenziati che comprenderanno anche altre tappe, tutte da scoprire, del nostro patrimonio architettonico, con la visita anche di luoghi religiosi uniti dal filo rosso della natività di Gesù e del culto mariano. Con questo progetto siamo andati incontro a un sentiment già diffuso tra i turisti che venendo a visitare la nostra città e il nostro centro storico rimanevano rapiti dalla bellezza delle nostre edicole anche quelle più nascoste. Per i turisti che verranno a Genova ci sarà un’offerta a 360 gradi di tour, con nuove insegne che ne indichino i percorsi, con l’obiettivo di rendere sempre più fruibile ogni angolo della città antica, invitando i visitatori a goderne ogni scorcio, anche alzando i propri occhi, come nel caso delle edicole votive».

I tre percorsi dei tour dedicati alle edicole votive sono supportati dalla App Loquis con audio guide e dalla geolocazzazione sul geoportale.

L’investimento complessivo per il restauro delle prime 15 edicole votive da parte del Comune di Genova nell’ambito del piano integrato Caruggi è di 150.000 euro e comprende anche l’illuminazione da parte della direzione Ambiente. A eseguire i lavori, restauratori individuati di concerto con la Soprintendenza e scuola di restauro della facoltà di Architettura dell’Università di Genova.

La ricognizione delle edicole votive del Centro Storico è stata avviata dal Dad-Dipartimento architettura e design dell’Università di Genova. Nel proprio report Rita Vecchiattini, docente della facoltà di Architettura, sottolinea come “per la città di Genova le edicole votive hanno un significato più importante di quello legato alla sola devozione popolare, sono il simbolo di una città indipendente e fiera che, nel 1637, proclamò la Madonna Regina di Genova per non cadere sotto le mire espansionistiche dei Savoia”. “La mancanza di una monarchia – prosegue Vecchiattini – sembrava essere un elemento di debolezza per Genova che rispose proclamando regina della città colei contro la quale nessuno avrebbe potuto combattere. Fu una risposta politica più che religiosa che rivela tutta l’astuzia e la diplomazia dei vertici della Repubblica”.

Le edicole votive furono un modo per consacrare la città alla Madonna e per questo tra XVII e XVIII secolo furono costruite in ogni strada, vico, piazza tanto che la città nell’Ottocento arrivò a contarne ben 849. Alcune particolarmente ricche e scenografiche con opere rilevanti di artisti locali, altre più semplici, espressione di una devozione popolare che ha radici lontane, sono oggi un patrimonio unico e identitario della città che merita di essere conservato e conosciuto.

Edicole votive nel Centro storico: stato dell’arte e premesse al progetto. Esiste una grande quantità di informazioni sulle edicole votive che l’Università (Dipartimento DAD, responsabile scientifico professoressa Rita Vecchiattini) sta mettendo a sistema per renderla fruibile attraverso il GeoPortale del Comune di Genova.

Il censimento più recente è stato realizzato dalla Facoltà di architettura (oggi DAD) negli anni Novanta e in tale occasione furono eseguiti e pubblicati anche 50 rilievi delle edicole votive più scenografiche.

Articolazione del progetto. Il Dipartimento DAD (Restauro) ha già realizzato: un database con informazioni derivate dai tre censimenti per 210 edicole del centro storico; geolocalizzazione di 58 edicole, di cui 23 edicole presenti nel sito UNESCO e 32 nella Buffer Zone, collegate alla Mappatura culturale della città vecchia e al Repertorio CIVIS; una campagna fotografica relativa alle 58 edicole per valutarne l’attuale stato di conservazione. Sono in corso di realizzazione di: una campagna fotografica delle rimanenti edicole del centro storico; geolocalizzazione delle rimanenti edicole del centro storico; realizzazione di tabelle di corrispondenza tra gli identificativi delle edicole da inserire nel GeoPortale del Comune e gli identificativi dei diversi censimenti, ognuno dei quali ha una propria numerazione e, in alcuni casi, differenze di toponimi e numeri civici rispetto all’oggi. Si prevede la realizzazione di un database geografico con le informazioni raccolte sulle edicole del centro storico.

Il coinvolgimento della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia nel progetto di tutela e conservazione delle edicole del centro storico di Genova nell’ambito del “Piano Caruggi” ha preso avvio sotto la dirigenza dell’architetto Manuela Salvitti, ora Segretario Regionale, ed ha avuto continuità e pieno appoggio con il nuovo Soprintendente architetto Cristina Bartolini.

Nella prima riunione all’inizio di agosto sono stati presentati gli obiettivi generali e i percorsi di valorizzazione delle edicole secondo diverse tematiche. Hanno partecipato all’incontro: i funzionari della Soprintendenza responsabili per il Centro Storico arch. Carla Arcolao e dott. Massimo Bartoletti, l’Assessore allo Sviluppo Economico Turistico e Marketing Territoriale dott.ssa Laura Gaggero, la dott.ssa Sandra Torre dello stesso assessorato e l’arch. Cristina Giusso della Direzione Urbanistica per il Comune di Genova, l’arch. Rita Vecchiattini per il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova,.

Nei mesi successivi il progetto ha avuto evoluzione rapidissima, tanto che a partire dall’inizio di settembre hanno iniziato a pervenire le prime richieste di intervento, per le quali la Soprintendenza di Genova ha emesso autorizzazione con tempi prioritari, mediamente inferiori ai 15 giorni.

«Le nove edicole individuate per il primo lotto di restauri sono ubicate in via del Molo, via del Colle, via Canneto il Lungo, via di Scurreria la Vecchia, Truogoli di Santa Brigida, via Mascherona, via delle Fontane, via Prè e salita del Prione; per le prime cinque si è già provveduto a dichiarare la fine lavori, dopo un’intensa attività di alta sorveglianza che ha previsto numerosi sopralluoghi organizzati di concerto tra i funzionari della Direzione Facility Management del Comune arch. Alice Adavastro, Direttore dei Lavori, e arch. Stefano Ortale, RUP, e quelli della Soprintendenza, dott. Massimo Bartoletti, Storico dell’Arte, e dott.ssa Angelita Mairani, chimico del Laboratorio di Restauro e Diagnostica, insieme ai restauratori incaricati Axel Nielsen, Francesca Olcese, Francesca Saitta, Marialuisa Carlini e Emilia Bruzzo; le restanti quattro sono in corso di avanzamento» a spiegarlo è il funzionario architetto Carla Arcolao

«L’esito di questa prima fase di interventi, da un punto di vista dei risultati di tutela e di conoscenza, è stato notevole, avendo interessato manufatti di epoche diverse con differenti problematiche conservative e tutti bisognosi di manutenzione talora urgentissima – prosegue Arcolao -. Per prestanza scenografica si segnalano le edicole barocchette, settecentesche, di devozione mariana di piazza dei Truogoli di Santa Brigida e di via di Scurreria la Vecchia, l’edicola di via del Molo, dedicata al Battista ha evidenziato invece una natura composita ottocentesca, con pezzi di reimpiego tardomedievale, ed elementi neoclassici, tra i quali una elaborata griglia di ferro battuto. Carattere ugualmente composito, ma con pezzi databili a Seicento avanzato e chissà se tratti da strutture marmoree smembrate con diversa destinazione d’uso originaria, ha rivelato l’edicola di via del Colle, mentre sembrerebbe avere una provenienza chiesastica la bella edicola classicheggiante in calcare marnoso di via Canneto il lungo che si direbbe la più antica tra quelle prese in considerazione, essendo a prima vista databile almeno agli inizi del Cinquecento. Per quanto riguarda le scelte metodologiche degli interventi, e le prescrizioni espresse nel merito dalla Soprintendenza, l’indirizzo è stato quello della minima invasività e della massima compatibilità: sono state evitate operazioni di pulitura con mezzi meccanici o con soluzioni e reagenti eccessivamente aggressivi, al fine di salvaguardare al massimo i materiali costitutivi. Per la scelta dei consolidanti e dei protettivi, si è optato di lavorare con prodotti a base di nanocalci e ossalati artificiali su supporti calcarei, e a base di silicati e silossani su supporti silicei, mentre l’uso di resine polimeriche è stato escluso, se non in bassissima percentuale, limitandone l’applicazione ai punti in cui era necessario riconferire un certo potere adesivizzante, così da garantire i giusti criteri di compatibilità, durabilità, non alterazione della traspirabilità e ritrattabilità dei substrati lapidei. Il progetto, tuttavia, è solo all’inizio, e sono previsti una serie di approfondimenti ed un ampliamento del numero di edicole che verranno restaurate, per la cui individuazione potrà essere coinvolta ancora la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università degli Studi di Genova, nella persona dell’architetto Rita Vecchiattini. Sarà possibile attivare tavoli di lavoro condivisi, finalizzati all’individuazione sia dei manufatti su cui operare nel prossimo futuro, sia dei criteri di intervento, anche con particolare riferimento a scelte di valorizzazione e comunicazione che potranno implicare l’individuazione di specifici percorsi urbani e l’apposizione di segnaletica ad hoc. Inoltre, come discusso proprio in occasione degli ultimi sopralluoghi con i funzionari del Comune di Genova e con i restauratori coinvolti, tutta la documentazione verrà fornita in modo da poter confluire all’interno dell’archivio del Laboratorio di Restauro della SABAP-MET-GE, non solo quale documentazione fondamentale per la conoscenza dei beni e degli interventi su di essi realizzati, ma anche come possibile base per costruire uno specifico data-base sulle edicole liguri”.

Per entrambi gli aspetti, la Soprintendenza è disponibile a collaborare attivamente in ogni occasione di divulgazione dei risultati attraverso l’organizzazione di incontri scientifici (seminari, workshop etc) e attraverso iniziative editoriali.

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