Movida, disastro totale. Aggredito un agente. Alcuni locali chiudono in anticipo per paura

A cinque giorni dal caos di lunedì sera, ieri la totale mancanza di gestione della movida del centro storico ha mostrato la sua faccia peggiore. Alcuni locali aperti con casse acustiche alle 3 di notte e sciami di persone anche quelli con le casse portatili mentre alle Erbe i gestori corretti hanno “governato” grazie agli steward pagati da loro: una bolla di proporzioni limitate mentre San Donato era invivibile già alle 22:30 e in salita Pollaiuoli alcuni pubblici esercizi “positivi” hanno dovuto chiudere all’una perché la situazione era totalmente ingovernata. Ora i gestori che stanno alle regole temono di dover pagare con chiusure anticipate l’incapacità delle istituzioni di affrontare il problema. Come al solito l’unica strada percorsa è quella “muscolare”, ma per quanto personale venga impiegato non può bastare. Municipio e Fipe chiedono da tempo un piano movida e una risposta sociale. Ma inutilmente.
Ieri sera c’è stata anche una rissa in piazza Dante.

Articolo in aggiornamento

A sinistra l’ambiente tranquillo di piazza delle Erbe, con gli steward pagati dai gestori, a destra, oltre l’ombrellone dell’ultimo locale della piazza dove tutto si svolgeva regolarmente, sui gradini e sulla piazzetta retrostante era il delirio.

Di fatto, la situazione è controllata solo dove c’è un buon numero di operatori positivi che attuano una politica di controllo e pagano steward. Dove i positivi sono pochi, questi sono vittima dei clienti dei locali scorretti e sono costretti a chiudere per non subire conseguenze. In San Donato e Canneto, in via delle Grazie, in Salita Pollaiuoli ieri la situazione è totalmente sfuggita al controllo. Un’altra volta.

Gli abitanti non hanno dormito fino al mattino perché anche molto dopo la chiusura dei locali sciami di ubriachi battevano sulle saracinesche, gridavano, ascoltavano musica a tutto volume. L’Amministrazione, sorda a tutte le proposte, sorda alle richieste di intervento di tipo sociale, insiste un modo miope a puntare tutto e solo sui controlli, mettendo, a questo punto, anche a rischio l’incolumità degli operatori: cosa possono fare 10, 20, anche 30 uomini in divida contro una moltitudine di ubriachi? Tanti sono i residenti che sono costretti a trasferirsi nel fine settimana. Molti abitanti chiedono la chiusura di tutto e a rimetterci, al solito, sarebbero i locali virtuosi. Questo perché il livello politico è totalmente incapace di affrontare la situazione col corretto approccio. Non sarebbe né facile né veloce nemmeno così, ma provarci sarebbe già qualcosa.

Articolo in aggiornamento.

La situazione tranquilla a Erbe e dintorni

Il caos di San Donato

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