Cus Genova, progetto “SpinAbility” per unire sport e solidarietà

Le attività si ispirano alla conformazione geografica del territorio genovese, considerabile come una “palestra a cielo aperto”. Il mare del golfo e i monti che circondano la città diventeranno il setting dove le persone coinvolte potranno sperimentare e giocare, apprendere tecniche e gareggiare attraverso l’utilizzo delle canoe, dei kayak e delle barche a vela sul mare e attraverso la messa in gioco del proprio corpo, delle proprie forze, delle proprie fantasie e della propria intelligenza sui sentieri montani

Visti i numeri molto positivi del progetto “CUSeS: Come unire Sport e Solidarietà”, il Cus Genova annuncia che a breve prenderà il via il nuovo progetto “Siamo Sport”, iniziativa che abbraccia le proposte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sempre sotto il coordinamento generale del Cusi nell’ottica del progetto “SpinAbility”.

«Questa proposta – dicono al Cus -, oltre che sportiva, vuole avere una valenza culturale perché, sia nella pratica di esperienze marine sia in quella di montagna, la città di Genova apparirà in una dimensione diversa da quella alla quale si è abituati vivendola nella quotidianità. Le uscite in mare sui vari mezzi a disposizione avranno inizialmente la forma di un “corso” per accompagnare i partecipanti all’acquisizione degli elementi base. Le uscite in collina e montagna inizieranno come brevi passeggiate sino ad arrivare a sessioni di trekking e orienteering di un’intera giornata, nelle quali i partecipanti acquisiranno anche la capacità di utilizzo di materiale cartografico, della bussola e di altri strumenti tecnici utili all’orientamento».

Nel progetto, che parte a fine maggio, saranno coinvolte circa 40 persone nelle attività di orienteering, trekking, vela, canoa e kayak, con l’inclusione di persone con disabilità. I partecipanti saranno raggiunti e coinvolti tramite proposta condivisa tra il Cus e le agenzie assistenziali, riabilitative e socio-educative in rete con il progetto ma anche contattando singoli individui e/o famiglie.

Il progetto inizierà con le attività di orienteering per proseguire poi con il trekking e le attività legate al mare. Nel suo insieme avrà il suo termine, salvo eventuali indicazioni relative all’emergenza sanitaria, nel mese di ottobre con una restituzione pubblica delle attività svolte.

«Lo sport per me è sempre stato motivo di felicità ispirazione e libertà», afferma Matteo Sericano, testimonial del progetto, studente dell’Università degli Studi di Genova (Lettere e Filosofia) nonché velista d’altura impegnato nella preparazione della Minitransat, la storica e celebre regata transatlantica della classe Mini 650 che si svolge ogni due anni.

«Trovo spesso incredibile come lo sport possa essere in grado di smuoverci, spronarci e trasmetterci valori che si rispecchiano all’interno del nostro quotidiano», aggiunge il velista. «Sfidare i propri limiti e mettersi in gioco in uno spirito di inclusione e divertimento. Questo per me è sport e poter sostenere progetti di inclusione così belli è per me motivo di grande orgoglio».

«Sport e disabilità, un connubio in cui il Cus Genova crede fermamente. Perché sport faccia sempre rima con inclusione» dicono all’associazione sportiva.

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