Palazzo Nicolosio Lomellino riapre con la mostra “5 famiglie 5 storie 1 dimora affascinante”

Un viaggio di storia, arte e costume attraverso le cinque famiglie genovesi che hanno abitato il Palazzo: Lomellini, Centurione, Pallavicino, Raggi, Podestà in più di 20 opere, alcune inedite, accompagnate da pannelli che ne raccontano l’influenza artistica e architettonica. Ad arricchire la mostra, un programma di iniziative ed eventi collaterali

Promossa dall’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova Onlus e curata da Valentina Borniotto, con la collaborazione di Daniele Sanguineti, l’esposizione sarà visitabile fino al 31 ottobre 2021.

Ingresso a piccoli gruppi e misure di sicurezza adeguate a proteggere la salute dei visitatori.

Palazzo Nicolosio Lomellino, gioiello di proprietà privata di Via Garibaldi 7, tra i più affascinanti Palazzi dei Rolli di Genova, riapre al pubblico il 9 maggio 2021 con “5 famiglie 5 storie 1 dimora affascinante”: la nuova esposizione dedicata alle grandi famiglie genovesi che lo hanno abitato nei secoli dalla sua fondazione.

Più di 20 opere, di cui alcune inedite, unite a pannelli espositivi, propongono un viaggio nella storia, nell’arte e nel costume delle famiglie Lomellini, Centurione, Pallavicino, Raggi e Podestà, con la loro influenza sugli artisti, sugli sviluppi decorativi, sui temi iconografici e gli ampliamenti architettonici del Palazzo.

“In quest’ultimo anno di pandemia e distanziamento sociale, ci siamo trovati a riscoprire alcuni valori e legami che tante volte vengono dati per scontati. Quello più importante è sicuramente la famiglia. Proprio alla famiglia, in questo caso alle famiglie, abbiamo deciso di dedicare questa nuova esposizione, che vedrà di nuovo i visitatori varcare le porte del Palazzo per conoscere chi l’ha reso quello che è oggi, con aneddoti storici ma anche chicche di costume – ha commentato Matteo Bruzzo, proprietario del Palazzo e presidente dell’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova Onlus. – Ci tengo a ringraziare le famiglie genovesi che hanno accolto con entusiasmo questo progetto e hanno deciso di sostenerlo a conferma non solo del desiderio di ripartire insieme, ma anche del valore e l’importanza di Palazzo Nicolosio Lomellino nel panorama culturale di Genova.”

«Genova è finalmente ripartita riaprendo al pubblico i luoghi della cultura. Oggi questo meraviglioso palazzo propone alla città un viaggio attraverso la storia delle famiglie genovesi, che lo hanno abitato nel secolo d’oro della Superba – ha aggiunto Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova – Palazzo Lomellino è da anni un cuore pulsante delle iniziative culturali cittadine, una realtà in costante rapporto con tutti gli attori, pubblici e privati, che raccontano Genova attraverso i documenti più belli del mondo: le opere d’arte. Ringrazio di cuore Matteo Bruzzo, proprietario del Palazzo, e le famiglie genovesi che hanno supportato questo progetto, nel segno di una sempre più proficua sinergia tra pubblico e privato».

«Il cinque è ben più di un numero ricorrente in questo evento espositivo, dove il protagonismo è equamente condiviso tra le cinque famiglie genovesi che abitarono, nel tempo, le sale di palazzo. Non una mostra tradizionale, quindi, ma piuttosto un racconto, che si snoda tra gli spazi espositivi, ricostruendo cinque storie in altrettanti secoli di vita del palazzo e della città, dall’edificazione cinquecentesca fino alla realtà contemporanea, simbolicamente rappresentata dall’anno 2000, quando gli affreschi di Bernardo Strozzi furono riscoperti dopo il lungo oblio – ha affermato Valentina Borniotto, curatrice della mostra. “Una mostra dossier – aggiunge il curatore Daniele Sanguineti – che narra al pubblico, attraverso dipinti, sculture, documenti, inventari, fotografie, le cinque proprietà, le cinque famiglie che si sono succedute nei due straordinari appartamenti. Un evento che volutamente esclude, perciò, un’accezione monografica, privilegiando la pluralità e l’eterogeneità delle testimonianze artistiche e documentarie».

Palazzo Nicolosio Lomellino accoglie il pubblico in totale sicurezza, garantendo il rispetto di tutte le misure previste e necessarie: dal ridotto numero dei gruppi al distanziamento tra i singoli visitatori, entrate dilazionate, sanificazione degli spazi e adozione dei necessari dispositivi di protezione personale.

L’ESPOSIZIONE

“5 famiglie 5 storie 1 dimora affascinante” propone un percorso che per tutti gli spazi del Palazzo, dall’atrio alle quattro sale del Primo Piano Nobile e il Giardino Segreto, ripercorre le articolate vicende che ne segnarono profondamente la storia. Partendo dalla metà del Cinquecento che ne vede la genesi con la famiglia Lomellini, celebre per il commercio del corallo sull’isola di Tabarca, e la decorazione a stucco di Marcello Sparzo, si prosegue nel primo ventennio del Seicento con il grande affresco di Bernardo Strozzi, voluto dal nuovo proprietario Luigi Centurione.

L’esposizione continua con la famiglia Pallavicino, che nel 1711 avvia una trasformazione significativa dell’edificio grazie ad artisti di spicco come Marcantonio Franceschini, Giacomo Antonio Boni e Domenico Parodi, artefice tra l’altro dello scenografico Ninfeo nell’atrio. Nell’Ottocento la proprietà passa alla Marchesa Caterina Pallavicino Raggi, una figura di rilievo nel panorama cittadino, tanto che le fu dedicata una composizione da Niccolò Paganini, e successivamente al Barone Andrea Podestà, sindaco della Genova postunitaria che apporta significativi interventi architettonici e promuove importanti eventi all’interno del Palazzo, tra cui la grande festa per il matrimonio tra Umberto e Margherita di Savoia (1868) o la celebrazione del centenario colombiano del 1892.

Per ciascuna delle cinque famiglie, le vicende della committenza, le notizie genealogiche e l’impatto sul palazzo vengono raccontate affiancando ai pannelli e alle iconografie alcune opere di rilievo, per i cinque periodi storici narrati: tra queste i dipinti di grandi dimensioni raffiguranti l’isola di Tabarca – importante proprietà dei Lomellini – le straordinarie tele di Bernardo Strozzi (autore anche del ciclo decorativo delle stanze) e del Grechetto, come le opere di Marcantonio Franceschini, parte della scenografica “Sala di Diana” nel secondo piano nobile del Palazzo. Appartengono alla storia della dimora, inoltre, i sei magnifici acquerelli di Giovanni David, raffiguranti le storie di Achille, o la veduta del ninfeo dipinta da Pasquale Domenico Cambiaso. Una significativa selezione di ritratti, per lo più inediti, illustra infine la famiglia Podestà, dalla quale l’immobile pervenne, in via ereditaria, agli attuali proprietari.

Tra i principali obiettivi dell’Associazione Palazzo Nicolosio Lomellino vi è il perseguimento di una attività espositiva rivolta al panorama artistico della città di Genova, con particolare attenzione ai protagonisti attivi, nel corso dei secoli, nella sede di Strada Nuova. In una consolidata linea di continuità – che ha visto, in anni recenti, il susseguirsi di mostre monografiche (Luca Giordano 2009; Domenico Piola 2017; Bernardo Strozzi 2019) ad approfondimenti su specifici temi (ad esempio, Il Salotto del Cavalier Tempesta 2018) – questo evento focalizza per la prima volta l’attenzione sulla complessità della committenza.

Acquistato da Nicolosio Lomellino alla metà del Cinquecento, il palazzo divenne dimora di cinque diverse famiglie genovesi che – succedendosi nel tempo – influirono direttamente sulle scelte degli artisti, sugli sviluppi decorativi, sui temi iconografici e gli ampliamenti architettonici dell’edificio.

Alla fase cinquecentesca, che vide la genesi del palazzo e la straordinaria decorazione a stucco di Marcello Sparzo, seguì il momento del grande affresco di Bernardo Strozzi, voluto dal nuovo proprietario Luigi Centurione nel primo ventennio del Seicento. In seguito, il passaggio di proprietà alla famiglia Pallavicino nel 1711 diede avvio a una trasformazione significativa dell’edificio, con il coinvolgimento di artisti di rilievo quali Marcantonio Franceschini, Giacomo Antonio Boni e Domenico Parodi, artefice tra l’altro dello scenografico ninfeo.

Anche le fasi ottocentesche risultano di notevole interesse, dapprima con il passaggio alla Marchesa Caterina Pallavicini Raggio – figura di rilievo nel panorama cittadino, alla quale il grande Niccolò Paganini dedicò una composizione – e, quindi, con l’acquisto del palazzo da parte del Barone Andrea Podestà, sindaco della Genova postunitaria. Quest’ultimo si fece artefice di significativi interventi architettonici – come le modifiche al collegamento col vicino Palazzo Tursi – ma anche promotore di grandiosi eventi che coinvolsero direttamente la dimora, come la festa per il matrimonio di Umberto e Margherita di Savoia (1868) o la celebrazione del centenario colombiano del 1892.

Cinque famiglie, dunque, che con le loro articolate vicende segnarono profondamente la storia di Palazzo Lomellino di Strada Nuova.

Le sezioni

Con un’inedita attenzione a chi realmente abitò la dimora tra il Cinquecento e il pieno Ottocento, il percorso di visita accompagnerà il fruitore a ripercorrere le varie epoche storiche, con approfondimenti mirati sulle singole famiglie, comunicati al pubblico attraverso i pannelli collocati nell’atrio, nello scalone monumentale e nelle sale del primo piano nobile. Per ciascuna delle cinque famiglie, le vicende della committenza, le notizie genealogiche e l’impatto sul palazzo saranno comunicate ai visitatori non soltanto tramite i testi, ma anche con il supporto iconografico, grazie alla riproduzione di alcuni soggetti significativi per la storia delle stesse. Verranno inoltre esposte opere pittoriche di rilievo che fecero negli anni parte della collezione di Palazzo Lomellino, ad esempio lo straordinario acquerello di Pasquale Domenico Cambiaso, raffigurante l’atrio e il ninfeo di Domenico Parodi, che fissa nel tempo un istante della vita a palazzo nel pieno Ottocento, o due delle cinque tele che Franceschini dipinse nel 1720 per uno dei salotti in facciata al secondo piano nobile. Alcune tele di Strozzi e di Grechetto evocheranno la committenza di Vincenzo Spinola, marito di Orietta Centurione, restituita da un inventario del 1689.

L’allestimento è appositamente pensato per mettere in evidenza le diverse fasi della storia del palazzo: ogni sezione si aprirà con un pannello recante lo stemma araldico della famiglia e proseguirà con approfondimenti tematici sulle molteplici realtà delle famiglie considerate, con focus sui protagonisti, le loro attività, i loro possedimenti sul territorio e le committenze che coinvolsero Palazzo Lomellino.

Tra i temi considerati, sviluppati nel percorso di visita, si citano in particolare: 1. La diffusione delle cinque famiglie sul territorio della Repubblica di Genova 2. La storia del palazzo in riferimento alle vicende socio-culturali della città
3. Il Palazzo Lomellino nel sistema dei Palazzi dei Rolli

4. I Lomellini corallieri a Tabarca, l’edificazione del palazzo e la decorazione di Marcello Sparzo 5. La fase Centurione e la nuova decorazione ad affresco di Bernardo Strozzi
6. La committenza Pallavicini e la trasformazione del palazzo
7. Il passaggio ai Raggi e la figura della Marchesa Caterina Pallavicini Raggio

8. Andrea Podestà: modifiche strutturali e grandi feste a palazzo

Catalogo

L’evento di valorizzazione prevederà la pubblicazione di un catalogo scientifico volto ad analizzare in modo più approfondito le tematiche presentate. Il prodotto editoriale sarà realizzato grazie alla solida collaborazione con l’Università di Genova e con il prezioso supporto dell’Archivio Storico del Comune di Genova. Una serie di saggi, affidati a studiosi specialisti delle singole tematiche, darà conto – anche attraverso l’indagine archivistica – delle questioni genealogiche dei protagonisti, dell’attività delle singole famiglie nel contesto socio-politico di riferimento, della diffusione delle stesse sul territorio (con particolare attenzione alla Riviera Ligure e all’Oltregiogo), nonché delle modifiche architettoniche e decorative che interessarono il palazzo nelle diverse fasi della committenza, degli artisti coinvolti e dei soggetti iconografici privilegiati.

Curatori

Valentina Borniotto ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Culturali, Artistici e Architettonici, presso l’Università di Genova, nel 2016. Già assegnista di ricerca, collabora attivamente da anni con il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo dello stesso Ateneo, per svariati progetti di ricerca. I suoi campi di studio si concentrano in particolare sull’iconografia sacra e sui temi di identità civica e alterità religiosa tra Cinquecento e Settecento, con specifica attenzione alla realtà genovese. Su questi argomenti ha pubblicato due monografie e diversi contributi scientifici per riviste accademiche nazionali e internazionali.

Daniele Sanguineti è professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova. Le sue ricerche hanno approfondito molteplici aspetti della scultura e pittura genovese di Sei e Settecento, indagando alcune personalità di spicco (come Francesco Fanelli, Bernardo Strozzi, Giovanni Bernardo Carbone, Domenico Piola, Filippo Parodi, Giovanni Enrico Vaymer, Anton Maria Maragliano, Giovanni Maria Delle Piane) in rapporto alle esigenze della committenza.

Completano il percorso approfondimenti dedicati alla diffusione delle cinque famiglie sul territorio della Repubblica di Genova, alla storia del Palazzo in relazione alle vicende socio-culturali della città e al sistema dei Palazzi dei Rolli.

Come da tradizione, Palazzo Nicolosio Lomellino proporrà eventi e iniziative collaterali, tra conversazioni, degustazioni e concerti, confermandosi polo artistico pienamente integrato nel contesto culturale della città. La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2021.

I PROMOTORI

Promossa dall’Associazione Palazzo Nicolosio Lomellino di Strada Nuova Onlus, la mostra è curata da Valentina Borniotto con la collaborazione di Daniele Sanguineti, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Genova, Assessorato alla Cultura, del Museo Navale di Pegli, Galata Museo del Mare, Gabinetto Disegni di Palazzo Rosso. Vanta il sostegno di Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Camera di Commercio Genova, Fondazione Carige, Consorzio Tutela del Gavi e la collaborazione di Università degli Studi di Genova, Archivio Storico di Genova, Biblioteca Universitaria di Genova e Biblioteca Civica Berio.

“5 famiglie, 5 storie, 1 dimora affascinante”, per il suo valore culturale e per l’attenzione all’importanza delle famiglie storiche genovesi nel panorama artistico ed economico della città e del territorio, ha raccolto un grande interesse e partecipazione da parte di aziende familiari dalla solida storia imprenditoriale. Hanno dato il proprio contributo: Alifood, Amico & Co, Attilio Carmagnani “AC” Spa, Boero Bartolomeo Spa, Duferco Energia Spa, Grimaldi Holding Spa, Madiventura Spa, Officinanove, Antica Confetteria Romanengo Saar Depositi Portuali Spa, Sogeco Italia Srl.

INFORMAZIONI UTILI PER LA VISITA ALLA MOSTRA

L’ingresso è solo su prenotazione telefonando al numero 3938246228.

Orari:

Martedì – venerdì : dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Sabato – domenica e festivi: dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Biglietti:

INTERO: € 10,00

RIDOTTO: € 8,00

STUDENTI/INSEGNANTI: € 6,00

Riduzioni per soci COOP, FAI,TCI, Associazione Culturale GIANO, studenti e insegnanti.

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