Con l’arrivo di più vaccini i medici di famiglia chiamati a vaccinare nel fine settimana e di notte

Saranno sgravati dalle prenotazioni, che saranno effettuate tutte sul sito della Regione. Toti: «siamo sopra gli 11 mila 500 vaccini al giorno, se non arriveranno le dosi nei tempi promessi saremo costretti a rallentare un po’»

«Stiamo imprimendo una forte accelerazione alla campagna vaccinale: in Liguria siamo sopra gli 11 mila 500 vaccini al giorno, se non arriveranno le dosi nei tempi promessi saremo costretti a rallentare un po’. La campagna vaccinale non si fermerà durante le festività pasquali: le vaccinazioni proseguiranno su tutto il territorio ligure, i vari centri vaccinali si prenderanno un giorno di riposo a rotazione, tra sabato e lunedì. Sabato nell’imperiese aprirà il primo “drive through” vaccinale della Liguria, presso la stazione di Taggia e la settimana prossima aumenteremo ancora la nostra capacità vaccinale con l’apertura del primo hub fino alle 2 di notte, quello della torre Msc». Così il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità di Regione Liguria Giovanni Toti, che ieri sera ha fatto il punto sull’emergenza covid e sulla campagna vaccinale.
«Oggi siamo all’84% dei vaccini somministrati su quelli consegnati, in poco più di una settimana abbiamo sostanzialmente colmato il gap di vaccinazioni rispetto alle regioni più virtuose. Dalla seconda massimo terza settimana di aprile in Liguria arriveremo al 95 per cento delle dosi consegnate o somministrate e, per gli amanti delle classifiche – prosegue Toti – siamo la quinta regione in Italia per popolazione vaccinata sulla popolazione residente. In particolare, siamo al 13,79% di liguri vaccinati con la prima dose sulla popolazione complessiva rispetto ad una media italiana dell’11,95%, mentre la percentuale di liguri vaccinati con il ciclo completo (doppia dose) è del 6,88% della popolazione contro una media italiana del 5,45%».
In merito ai dati della settimana in corso, il presidente della Regione ha proseguito: «È stata una settimana complicata. Ieri ho firmato un’ordinanza che istituisce la zona rossa nel ponente fino all’11 aprile, aggiungendo restrizioni a quelle già previste dal governo su savonese e imperiese dove l’incidenza del Covid sta crescendo. Abbiamo ritenuto di agire nell’ottica della prevenzione, prima che potessero crearsi situazioni di allarme negli ospedali, per riportare rapidamente sotto controllo la curva dei contagi, che anche ieri era superiore ai parametri di allarme nazionali, anche in ragione del fatto che i territori limitrofi, in Italia e Oltralpe, continuano ad essere in una situazione peggiore della nostra. La Liguria nel suo complesso ha condizioni da zona gialla che tuttavia oggi e fino a fine aprile è stata sospesa a livello nazionale: siamo intervenuti nella convinzione che fosse più opportuno intervenire in questo momento di sacrifici, alla luce delle rigorose disposizioni del governo, per non trascinare lungamente una situazione che altrimenti rischierebbe di degenerare». E a chi lo accusa di aver assunto le misure sul troppo tardi, Toti risponde: «Le abbiamo prese quando era il momento di prenderle, dopo aver valutato tutti i dati. Ma è evidente che per alcuni se arriviamo prima siamo frettolosi mentre se arriviamo dopo siamo ritardatari. È il ruolo delle opposizioni ma ritengo che, talvolta, non sarebbe controproducente collaborare, visto che il Covid riguarda tutti e che anche il governo si adopera in tal senso».
Sul fronte dei dati quotidiani relativi ai contagi e alle ospedalizzazioni, il presidente Toti ha affermato che «continua ad esserci uno sbilanciamento sul ponente, con un numero di nuovi positivi maggiore rispetto al resto del territorio. È stabile la situazione degli ospedalizzati e questa è un’ottima notizia, a fronte dell’incidenza del virus sull’imperiese e sul savonese. Torna sotto le 10 persone il triste elenco dei deceduti. È evidente che la campagna vaccinale, in Liguria concentrata sugli anziani e sui soggetti più fragili, stia determinando una minore pressione sugli ospedali e un calo sensibile della mortalità. Senza contare l’effetto positivo, seppur limitato, delle cure domiciliari innovative con gli anticorpi monoclonali».
Il presidente Toti ha poi ricordato di aver “firmato oggi il decreto che consente l’impiego di medici specializzandi nella campagna vaccinale: le aziende del sistema sanitario ligure potranno assumere gli specializzandi e impiegarli nelle loro strutture vaccinali e in quelle della sanità privata autorizzata e convenzionata. Siamo la seconda regione in Italia a procedere in questa direzione, in applicazione che il governo ci ha messo opportunamente a disposizione. Inoltre da mercoledì prossimo ogni persona con disabilità (ai sensi della legge 104/92 art3 comma 3) che deve essere ancora vaccinata potrà prenotarsi tramite diversi canali: il portale dedicato, prenotovaccino.regione.liguria.it e il numero verde 800938818».
In vista dell’arrivo in Liguria, a fine aprile, di un numero significativo di vaccini, il presidente Toti ha spiegato che si stanno valutando alcune modifiche nelle modalità di prenotazione dei vaccini somministrati dai medici di medicina generale. «Leggo purtroppo spesso notizie non veritiere diffuse dai medici di famiglia: nessuno ha intenzione di cancellare alcun appuntamento – sottolinea l’assessore alla Sanità – e, anzi, aumenteremo la loro capacità vaccinale anche se non credo che sia una gara, come qualcuno sembra interpretare, tra loro e la sanità privata convenzionata o le farmacie. Non appena avremo quantità maggiori di vaccini chiederemo ai medici di medicina generale di vaccinare nei nostri hub anche nei fine settimana e nelle ore serali o notturne e auspico che raccoglieremo la loro disponibilità. E stiamo valutando di garantire maggiore efficienza al loro lavoro, sgravandoli dall’onere della prenotazione che vorremmo concentrare sul portale dedicato, esattamente come avviene per le farmacie e la sanità privata convenzionata, grazie al sistema informatizzato di Liguria Digitale che si è rivelato il più efficace ed efficiente d’Italia. In questo modo i medici di famiglia potranno vaccinare nei nostri hub tutti i cittadini, a prescindere dai loro assistiti e il sistema sarebbe più razionale, utilizzando al meglio la forza dei medici di medicina generale come vaccinatori. Questo sarà indispensabile – ha proseguito Toti – quando arriveranno le nuove consegne e occorrerà garantire una maggiore efficienza alla campagna vaccinale: non è un problema di prenotazioni ma di pianificare dell’utilizzo dei vaccini».

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