Verso misure europee per il “Natale Covid”. Obiettivo: evitare gli errori dell’estate

L’accordo per evitare un nuovo “liberi tutti” come quello della bella stagione, che ha vanificato gli sforzi della primavera e fatto esplodere con forza la seconda ondata costringendo a misure che hanno danneggiato inevitabilmente l’economia, piace alla Germania, alla Francia e, in Italia, a Conte. Non sarebbero contrari né Zingaretti né Salvini. Questo mentre il Comune spinge per i mercatini natalizi e la Regione per la riapertura delle località sciistiche

Inutili e dannose le aperture a scacchiera: l’Europa pensa a un accordo generale per affrontare il Covid e non gettare via, come è accaduto tra la prima e la seconda ondata, i sacrifici delle chiusure. Il liberi tutti delle vacanze estive ha portato disastri e il Governo (ma non solo quello italiano) non intende ripetere l’errore o lasciare che lo ripetano le Regioni.
Uno dei punti in discussione è la riapertura degli impianti delle località sciistiche che alla prima apertura autunnale hanno mostrato scene da contagio sicuro, con code-assembramento e cabinovie al limite della capienza. Conte ha già detto “no”, il presidente francese Emmanuel Macron ha già parlato chiaro, definendo “impossibile” immaginare l’apertura di funivie e seggiovie per le feste. Su questa e altre misure si sta lavorando a un’intesa europea che coinvolta anche paesi non Ue che piace alla Germania e, in Italia, sia dal leader del Pd Nicola Zingaretti sia dal leader dell’opposizione Matteo Salvini. In soldoni, è inutile e dannoso per l’economia chiudere in Italia e in Francia se apre la Svizzera.
È una questione di filosofia dell’approccio all’equilibrio tra misure di prevenzione (e quindi salute) e aperture (e quindi di economia). Bisogna vedere, però, se le aperture “sguaiate” non danneggino, poi, ancora di più l’economia stessa. Meglio (nell’attesa dell’effetto dei vaccini, l’unico elemento che ci permetterà di superare la logica dell’emergenza) periodi di aperture sfrenate che, per esperienza, conducono alla necessità di misure draconiane in capo a poco, o la navigazione a vista mantenendo costante il livello di prevenzione con misure tiepide? L’esperienza dell’estate sembra far pendere l’ago della bilancia per questa seconda opzione.
In Europa, prima che delle libagioni natalizie e dei cotillon di San Silvestro, ci si preoccupa delle scuole: l’accordo punta a riaprirle prima di Natale e a non chiuderle subito dopo per una nuova ondata di diffusione del virus. Per questo saranno coinvolti a livello europeo i sindaci delle grandi città.
Sempre a livello europeo si sta ragionando su una stretta agli spostamenti tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, con il divieto di feste nelle case, nei locali e nelle piazze e cenoni a numero chiuso con, al massimo 6/8 partecipanti. Le misure restrittive, sembra ormai certo, saranno concordate a livello europeo. Per il coordinamento è già cominciato il dialogo tra il presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen e il premier Conte.
Questo mentre il Comune di Genova ha già messo in cantiere la progettazione dei mercatini di Natale in città e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti definisce la chiusura delle località sciistiche <un danno irreversibile all’economia della montagna dei nostri territori>.

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