Cronaca 

Corsa alle mascherine, ma rifornimenti solo a ospedali e Asl

Tante persone le chiedono alle farmacie, che però non vengono rifornite dai grossisti che a loro volta, non le ricevono da chi le fabbrica ed è obbligato dal ministero della Salute a riservarle a strutture pubbliche.
Intanto si svuotano i negozi cinesi a Genova, anche se un cinese che è qui da mesi non è pericoloso come invece lo è potenzialmente un italiano appena tornato dalla zona della Cina più colpita

Anche a Genova è cominciata la corsa alle mascherine per coprire naso e bocca e cercare di evitare il coronavirus. <Le maggiori richieste vengono dai quartieri più popolati da professionisti e trasfertisti – dice il presidente dell’Ordine dei farmacisti Giuseppe Castello -. Con i colleghi stiamo cercando di contattare anche fornitori diversi da quelli abituali o direttamente i produttori per vedere se riusciamo a trovare qualcosa>. Non sarà facile perché la caccia alle mascherine è cominciata in tutta Italia e in tutta Europa.
Il presidente dei farmacisti, intanto sta preparando un manifestino con tutti i consigli del ministero da appendere nelle varie rivendite di medicinali. È lo stesso che è già appeso negli aeroporti. <In realtà – dice Castello – il reale problema contingente di questi giorni è l’influenza che sta raggiungendo il piccolo>. Moltissime sono le persone malate e, spiega il farmacista, non ci sono distinzioni d’età. <Chi non ha fatto il vaccino rischia> dice. E si sa che quella di quest’anno non è un’influenza “leggera”. Inutile tentare di vaccinarsi adesso. <Probabilmente – conclude Castello – non si trovano nemmeno più i vaccini>.

Abbiamo cercato le mascherine su Amazon e pare ce ne siano ancora: 20 scatole da 50 pezzi costano 71 euro. 50 pezzi di un’altra marca, in propilene, costano 39,90 euro mentre quella che viene definita filtrante costa 99 euro. Consegne garantite anche in pochi giorni, almeno sulla carta.

Intanto i cinesi a Genova vivono momenti di disagio. Soprattutto quelli che gestiscono negozi e pubblici esercizi. Una donna che ha una bottega nei carruggi, che chiede di rimanere anonima, spiega che non entrano più clienti. <Lei è la prima persona che entra da stamattina – ci dice -. Addirittura quando arrivano all’altezza della porta del negozio passano dall’altra parte della strada>. Eppure un cinese in Italia da mesi non può contagiare nessuno, semplicemente perché non può essere stato contagiato, mentre potrebbe potenzialmente farlo un italiano che tornasse dalle aree in cui sta infuriando l’epidemia. I cittadini cinesi nella nostra città sentono purtroppo già il disagio di essere guardati da lontano, persino indicati proprio come gli untori di manzoniana memoria. È utile ricordare che il contagio avviene solo attraverso il contatto diretto e ravvicinato e che il virus non può essere trasmesso dagli oggetti né dal cibo.


Picco psicosi uno dei mom topici Anziani vaccino. éiù perso nn vaccinate.
Dott Giuseppe castello

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