Cronaca 

Nel mirino dei neonazisti, la sede dell’Anpi: “Lanciamo una molotov”

Volevano avviare la strategia della tensione. Le intercettazioni svelano i dialoghi tra i soggetti indagati, che stavano costituendo un partito filonazista, razzista e antisemita che chiamavano “Partito Nazionalsocialista italiano dei lavoratori”

<Potremmo lanciare una molotov all’Anpi> dice uno dei neonazisti. E l’altro risponde che sarebbe stato opportuno farla lanciare <magari a un marocchino per depistare>. Questo si sente nelle intercettazioni della polizia. I primi obiettivi erano Genova e Milano. Le persone indagate dall’inchiesta “Ombre nere” (avviata dalla Procura di Enna e che coinvolge diverse città italiane in svariate regioni, tra cui la Liguria) sono 19. L’ipotesi è associazione eversiva e istigazione a delinquere. A legare i soggetti, dicono alla procura, è il <medesimo fanatismo ideologico>.
Tra gli indagati un pluripregiudicato, ex membro di spicco della ‘ndrangheta, già collaboratore di giustizia, già vice responsabile di Forza Nuova per l’Imperiese: Pasquale Nucera, detto “Leone”, un passato da uomo d’onore di Montebello nell’orbita della ‘ndrina Iamonte e oggi al lavoro in un agriturismo nella zona di Dolceacqua. Secondo gli investigatori era l’addestratore di quelle che dovevano diventare le “milizie”.

Tre gli indagati genovesi, a cui ieri la Digos ha sequestrato un campionario di volantini, croci celtiche, calendari, busti di Mussolini, coltelli e armi replica (non in grado di sparare). Sono Alessandro Piga, 65 anni, Claudio Testa, 58 anni e Olga Giorgi, 66 anni, tutti e tre incensurati. I tre non avrebbero legami con organizzazioni di estrema destra a Genova, ma dalle bacheche social di due di loro si evince piuttosto l’adesione all’ideologia di Fratelli d’Italia e in particolare a quella parte del partito che porta avanti la campagna per la “Famiglia tradizionale”.
La bacheca Facebook della donna è chiusa, senza foto reali. Quella dei due uomini rivela il contatto social con esponenti locali del partito, oltre all'”amicizia Facebook” anche tag e foto. Uno di loro scriveva a settembre che <sarebbe opportuno […] passare ai fatti>, raccomanda di non <cedere alle provocazioni sui social> e aggiunge che i social e le messaggerie <sono sotto osservazione per vedere le reazioni delle persone che hanno a cuore questa nazione>. Conclude la necessità di <boicottare i social> e <rispolverare i vecchi sistemi di comunicazione come il passaparola>.
Sulla bacheca si sprecano le condivisioni che riguardano quella che viene definita “lobby sionista” e sui fatti di Bibbiano e compare pure un evento-invito a un corso di tiro sniper (gli sniper sono i cecchini) con l’immagine di un fucile di precisione.

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