Quartieri 

Sant’Ilario, la zona cantata da De André non è più un paradiso

Il Comitato per la Vivibilità di Sant’Ilario: <Il panorama? Un sogno, ma strade e muri cadono a pezzi, la rete idrica e di telefonia sono obsolete e quelle del gas è in recupero da 4 anni. E ci sono anche problemi di sicurezza>

La lettera aperta è firmata dal presidente Daniela Vecchio, dal vice presidente Massimo Ronchetti e dal segretario Marco Marsano. Punta ad attirare l’attenzione dell’amministrazazione comunale e dell’opinione pubblica su alcuni vecchi e nuovi problemi mai risolti.

Oggi Genova risponde a grandi sfide, quali quella della ricostruzione del Ponte Morandi o la realizzazione del Terzo Valico.
Tuttavia, noi cittadini di Sant’Ilario vogliamo lanciare un messaggio alle Autorità locali, al Sindaco, al Municipio Levante e agli Assessorati competenti: la vivibilità passa anche dalle piccole cose. Qui, dal quartiere cantato da De André, godremo pure di una magnifica vista, ma lamentiamo anche gravi, annosi e ormai intollerabili disagi: infrastrutture e servizi essenziali carenti, cura di strade, verde e muri inesistente, lavori e cantieri infiniti e, dulcis in fundo, ripetute incursioni di ladri d’appartamenti.
Oltre alla pressante necessità di una nuova viabilità, che ci viene promessa da qualunque partito ad ogni elezione, e la carenza di parcheggi, temi, questi ultimi, che richiedono sforzi concertati di ampia portata e studi di fattibilità economica, ci concentriamo in questa sede su quei problemi che potrebbero essere risolti semplicemente con una buona, ordinaria, amministrazione.
Andiamo con ordine:
1) Le infrastrutture: la rete idrica è obsoleta e spesso presenta perdite d’acqua che vengono riparate tardivamente e solo dietro ripetute sollecitazioni dei residenti, e quasi sempre in modo non risolutivo, visto che il problema tende a ripresentarsi con frequenza. La rete del gas è pure datata e da anni oggetto di interventi di ammodernamento. La rete telefonica di terra è tale per cui molto spesso le linee saltano, a prescindere dall’operatore, è chiaro che il proprietario dell’ultimo miglio (Telecom) non vuole intervenire in modo deciso (ovviamente qui la fibra è ancora scenario futuribile).
2) La manutenzione delle crose e dei muretti che le affiancano è assente in modo imbarazzante: ci sono pezzi di selciato e di muri crollati da anni, alcuni con grave nocumento alla sicurezza dei passanti, segnalati più volte al Municipio, ma mai sanati. Le erbacce imperversano incontrastate, alcune crose nella bella stagione sono impercorribili a meno di dotarsi di un machete, almeno laddove i residenti non intervengono personalmente.
3) La rete del gas, come anticipato, è oggetto di lavori di ammodernamento da ben quasi quattro anni! I tempi biblici non dicono però tutto, dato che l’opera procede secondo modalità sconcertanti: cantieri attivi a singhiozzo con sospensioni da diversi giorni o settimane fino a svariati mesi; incompiute varie mollate lì per mesi ed anni; tempistiche dichiarate negli incontri pubblici con il quartiere (organizzati su iniziativa dei residenti) sistematicamente disattese; impresa mandataria dei lavori che attua spesso e volentieri soluzioni tecniche diverse da quanto previsto da progetto o dalle buone prassi, talvolta con errori macroscopici; voragini lasciate aperte per mesi e mesi con grave pericolo per i pedoni in transito. Questo scenario di sbalorditiva inconcludenza e con il palese disinteresse dei Direttori Lavori e delle Autorità.
4) Ladri o aspiranti tali scorazzano liberamente nel quartiere, in taluni casi con successo, in altri comunque contribuendo a creare nei residenti un senso di insicurezza e impotenza; le segnalazioni e le denunce vengono accolte con serafica rassegnazione dalle forze dell’ordine che lasciano intendere di non poter intervenire con serie azioni preventive o investigative.
Ora, ci rivolgiamo dunque alle Autorità: siamo nella Genova che si vorrebbe efficiente e proiettata verso il futuro? O piuttosto in una landa dimenticata? Perché, se è risaputo che la strada per il Paradiso è lastricata di buone intenzioni, di strade nuove dalle nostre parti non se ne vedono, e quelle esistenti sono pure mal lastricate…

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