Cittadini ancora in piazza contro i fumi delle navi: “100 morti precoci l’anno per inquinamento”

Il Comitato tutela ambientale: <Secondo Apal, le sorgenti che emettono la maggior quantità di NOx in atmosfera sono le attività marittime (62%), prioritariamente le navi in stazionamento, seguite dal trasporto su strada (26%)>

Una nuova manifestazione contro i fumi delle navi in porto. <Nonostante i nostri sforzi per limitare i danni, le navi che stazionano importo producono sempre molto fumo dannoso per la salute per l’ambiente e nei quartieri intorno al porto ed anche in collina>. Lo dice il Comitato tutela ambientale Genova a cui oggi si sono uniti gli abitanti di molte zone della città. <Ogni anno ci segnalano a Genova circa 100 morti precoci ed altrettanti ricoveri a causa dell’inquinamento – dicono gli organizzatori dell’iniziativa che si è tenuta questo pomeriggio -. Genova è stata sanzionata per violazione delle norme comunitarie ambientali con molte dispendiose a carico della collettività. Secondo Apal, le sorgenti che emettono la maggior quantità di NOx in atmosfera sono le attività marittime (62%), prioritariamente le navi in stazionamento, seguite dal trasporto su strada (26%). Chi pagherà? Noi cittadini, ovvio, pagheremo in soldi e salute>.
Quali sono le zone più esposte? Secondo il comitato quelle intorno al Porto Antico nel centro ovest e, anche in collina, zone in cui vivono poco meno di 50.000 persone. Il Comitato chiede controlli più numerosi ed efficace sulle navi in arrivo con multe salatissime per chi non rispetta i limiti di legge; l’allontanamento dei traghetti più obsoleti e rumorosi, causa di inquinamento sia chimico sia sonoro; monitoraggio della qualità dell’aria più mirato al porto con centraline dedicate; regole ambientali più stringenti per garantire salubrità dell’aria dell’ambiente pur; elettrificazione delle banchine per consentire alle navi di spegnere i motori durante lo stazionamento; riconoscimento di tutto il Mediterraneo come area SECA: questo obbligherebbe gli armatori how temperare a regole ambientali finalmente adeguate in tutti i porti del Mediterraneo ed anche in navigazione. <Cadrebbe, così, la minaccia più o meno esplicita degli armatori – concludono al Comitato – di spostare i loro traffici verso porti più tolleranti nei confronti delle missioni e dei rumori e del rumore>.

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