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Commemorazione degli eroi della Resistenza, ma il presidente di Municipio Falcidia non c’è. Polemiche

Questa mattina si è svolta a Sampierdarena la commemorazione di Ernesto Jursé e Giuseppe Spataro, eroi della Resistenza trucidati dai fascisti il 16 gennaio 1945 nel corso dell’efferato eccidio diventato tristemente famoso come strage del panino e della mela (*Leggi sotto cosa accadde). L’iniziativa, com ogni anno, è stata organizzata dall’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani che dalla fine della guerra raccoglie prima chi collaborò alla Liberazione, poi coloro che, indipendentemente dal credo politico, si riconosco nel valore dell’antifascismo libertà guadagnata anche al costo della vita dalla Resistenza. I partigiani non erano per forza comunisti, ma anche socialisti e democristiani e del Partito d’Azione, dopo il 1947 in parte andato a costituire il Partito Repubblicano.
Furono tredici le persone uccise nella strage del panino e della mela, di cui due di loro rimasti senza nome. A Sampierdarena ogni anno si celebra il sacrificio di questi uomini. Per la prima volta, oggi. è mancato il presidente del  Municipio. Era, infatti, assente il leghista Renato Falcidia.
Il Pd attacca: <Falcidia chieda scusa per questo affronto alla memoria. Il presidente del Municipio non rappresenta la sua comunità>. Il comunicato è firmato dal gruppo regionale dei democratici, insieme a quelli comunale e municipale, oltre che dalla segreteria provinciale di Genova. <Consideriamo scandaloso che il presidente del Municipio Falcidia, benché invitato formalmente dalla locale sezione dell’Anpi, abbia deciso di non partecipare e di non inviare alcun rappresentante della giunta municipale – dicono al Pd -. Si tratta di una assenza vergognosa, che urta contro i principi e la sensibilità di una comunità come quella di Sampierdarena da sempre legata ai valori della Resistenza e della lotta partigiana contro il nazi-fascismo. Chiediamo al presidente Falcidia di chiedere scusa innanzitutto ai partigiani ancora in vita, ai loro famigliari, all’Anpi di Genova e di Sampierdarena e a tutti i cittadini della comunità sampierdarenese per questa totale mancanza di sensibilità democratica e questo affronto alla memoria e alle tradizioni democratiche della nostra città. È la seconda volta in pochi giorni che la comunità di Sampierdarena va da una parte e il presidente del Municipio da un’altra. Era successo già pochi giorni fa di fronte alla sacrosanta protesta dei cittadini che abitano ai confini della zona rossa, scesi in piazza senza il conforto o almeno la presenza del presidente del Municipio. Un rappresentante delle istituzioni che non rappresenta la sua comunità in momenti fondamentali della propria vita pubblica farebbe bene ad andarsene per non indebolire ancora la credibilità delle pubbliche istituzioni. Nei prossimi giorni, il gruppo consiliare municipale chiederà la convocazione della commissione competente per chiedere al presidente Falcidia di fare chiarezza. In quella sede sono invitati tutti i democratici della città>.
Falcidia risponde con un post su Facebook: <Il Pd oggi ha gridato allo scandalo e ha lanciato accuse nei miei confronti solo perché non mi sono recato alla commemorazione di due partigiani uccisi nel 1945 a Sampierdarena – scrive -. Democrazia significa essere liberi di scegliere se partecipare o meno anche a tali eventi. Inoltre, non mi risulta affatto che oggi la maggioranza della comunità di Sampierdarena, come sostenuto dal Pd, fosse presente all’evento organizzato dagli Antifa e dall’Anpi>.
In realtà l’iniziativa di oggi è stata organizzata solo dall’Anpi Sezione Martiri del Turchino che, tra l’altro, nell’occasione, dopo il corteo da via Cappello (Casa di Spataro) fino alla Ciclistica e la deposizione di corone al voltino del Campasso, svolge tradizionalmente il tesseramento annuale. Certo ovviamente Anpi rappresenta da sempre i valori dell’antifascismo, ma l’iniziativa non è stata patrocinata da altre realtà associative o comitati di sorta. Le orazioni sono state tenute da Massimo Bisca, presidente di Anpi, e da Giuliana Parodi, responsabile della Cgil della Valpolcevera. In occasione di altre commemorazioni di caduti partigiani, non di rado le istituzioni, seppur di centrodestra, non sono mai mancate, inviando anche oratori ufficiali quali lo stesso Sindaco, ma anche assessori o consiglieri anche della Lega o di Fratelli d’Italia. Proprio ieri, ad esempio, l’orazione ufficiale dell’Eccidio di San Martino, è stata tenuta dal vice sindaco Fdi Stefano Balleari.
Tuttavia, per Falcidia, chiamato in causa non come privato, ma come rappresentante istituzionale del Municipio che in tale veste, seppur invitato, ha rifiutato di partecipare, <Il Pd e la sinistra non hanno altri argomenti con i quali attaccare la giunta municipale di centrodestra, che sta lavorando proficuamente nell’interesse del territorio e della cittadinanza di Sampierdarena e SanTeodoro>.

Anpi: <Al sindaco Bucci chiediamo una volta per tutte: se la sua maggioranza e i suoi rappresentanti, anche nei Municipi, si riconoscono nei valori della Costituzione>

<La mancata presenza, senza spiegazioni plausibili, del presidente del Municipio Centro ovest alla commemorazione di Spataro e Jursé rilancia i dubbi sulle reali convinzioni della maggioranza comunale> dicono all’Anpi.
<Il ricordo dei partigiani Giuseppe Spataro ed Ernesto Jursé, due sampierdarenesi uccisi nel corso delle stragi cosiddette “del panino e della mela” nel gennaio 1945, ha suscitato anche ieri la partecipazione convinta di molta gente di Sampierdarena, una zona molto attenta alle memorie proprie e dell’intera città; tanto più oggi dopo la tragedia del Ponte Morandi che li ha visti coinvolti – proseguono all’Anpi -. Ebbene, il presidente del Municipio Centro Ovest  Renato Falcidia, esponente della Lega, ha ritenuto di non partecipare alla manifestazione, conclusa dal presidente dell’Anpi provinciale Massimo Bisca, senza spiegazioni e senza mandare nessun rappresentante municipale. Peraltro Falcidia ha ribattuto alle critiche  asserendo che, a suo vedere, democrazia è anche non andare a questo genere di eventi. Ma è qui che sbaglia: il ruolo che ricopre gli è garantito dalla Costituzione che lui, in questa maniera, irride>.
<La domanda che Anpi pone è diretta al sindaco di Genova, Marco Bucci: le posizioni di Anpi e di tutti i cittadini genovesi che si riconoscono nei valori antifascisti custoditi nella Costituzione, è chiara – proseguono all’Anpi provinciale -. Lo è meno quella di una maggioranza comunale che, diversamente da quanto asserito con il voto anche dal sindaco stesso e dal consiglio comunale, sembra avere nei confronti dell’antifascismo e della memoria collettiva della città un atteggiamento a corrente alternata, con presenze ufficiali, come durante la commemorazione al Forte San Martino, solo sabato mattina, e assenze inspiegate e inspiegabili. La scelta di Falcidia è ancora più discutibile, se si pensa che  a capogruppo leghista in Comune (Lorella Fontana n. d. r.)  ha partecipato convintamente alle commemorazioni di Barbagelata e di via De Cavero, organizzate esclusivamente da Anpi, votando anche a favore al documento sull’antifascismo portato in Sala Rossa dal sindaco. Non vorremmo che ci si preparasse a garantire nuovamente spazi di cosiddetta “libera iniziativa” ad esponenti della maggioranza comunale più avvezzi a trovarsi d’accordo con chi ancora oggi esalta i repubblichini della Rsi e va a celebrarli con la fascia tricolore, utilizzando anche le contraddizioni di un partito come la Lega, all’interno del quale notoriamente non mancano posizioni variegate rispetto alla Resistenza. Peccato che il Falcidia di turno non ricordi gli impegni presi dal suo collega di partito Francesco Bruzzone che da presidente del consiglio regionale si era adoperato per il recupero della casa di Sandro Pertini a Stella, ad esempio. Ma, in conclusione, la scelta dell’equidistanza, magari giocata sulle sensibilità personali dei diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale e dei partiti che la sostengono, non è accettabile. Al sindaco Bucci chiediamo una volta per tutte: se la sua maggioranza e i suoi rappresentanti, anche nei Municipi, si riconoscono nei valori della Costituzione, non possono farlo nei confronti di chi ha avversato e spesso massacrato quelle stesse persone che l’hanno voluta. Non si tratta di appoggiare “atteggiamenti divisivi”, ma di prendere posizioni chiare e definitive. Come Anpi fa e ha sempre fatto>.

*La strage del panino e della mela (dal sito Anpi)

Tra 14 e 16 gennaio 1944 fu rappresentata una macabra messinscena, per acuire il clima di tensione e di paura (forse pensando di riuscire ad evitare che venissero identificati i responsabili dell’esecuzione) i fascisti avevano abbandonato in diversi punti di quartieri popolari come Sestri, Sampierdarena, San Fruttuoso e Marassi, i cadaveri di numerosi partigiani uccisi, che furono trovati senza alcun documento di identificazione e con un panino e una mela in tasca.
Quest’ultimo particolare, sul quale non si ebbe mai alcuna spiegazione ufficiale, anche perché le autorità fasciste insistettero sulla loro estraneità a queste morti (che, pure, riguardavano persone risultanti da tempo certamente in loro mani), può essere spiegato col fatto che fornendo alle vittime predestinate un pasto, sia pure modesto, da consumare nel corso di un ipotetico viaggio, si rendeva più credibile l’ipotesi di un trasferimento, che avrebbe indotto alla calma le vittime stesse, almeno sino al momento e luogo dell’esecuzione .
I morti rinvenuti piazza baracca Sestri Il mattino del 16 erano Rinaldo Bozzano, Giuseppe Canepa, Alfonso Ferrari e Alessandro Maestri 2 giorni prima il 14 in piazza Terralba era stato trovato il corpo di Efisio Atzeni, in Corso Galliera il corpo di Attilio Firpo quello di Giuseppe Biscuola in via Bonifacio, quelli di Giuseppe Spataro e Ernesto Jursè al Campasso e quello di Giovanni Meloni a San fruttuoso tutti con in tasca un panino è una mela .
La brillante operazione invernale delle polizie tedesche e fasciste, che erano riuscite a colpire i vertici stessi delle strutture militari clandestine della città, creò non pochi problemi alle direzioni politiche e militari della Resistenza: la sostituzione degli elementi catturati e la ristrutturazione delle organizzazioni colpite richiese tempo ed impegno in una situazione che l’aumentata  pericolosità rendeva oltre modo delicata e precaria.

Elenco delle vittime:
Atzeni Efisio (Moretto) nato il 25/11/1925 a Iglesias (CI),  Div. Cichero, Brg.Jori, Dist. Prigionieri;
Biscuola Giuseppe (Milan) nato il 28/05/1904 a Ferrara, Sap Mirolli – Pinetti;
Bozzano Rinaldo nato il 21/04/1926 a Voltri (Ge), Sap Piva;
Canepa Giuseppe nato il 07/07/1921 a Borzoli (Ge), Sap Longhi;
Ferrari Alfonso;
Firpo Attilio (Attila) nato il 09/03/1916 a Genova, Sap Mirolli – Pinetti;
Jursè Ernesto nato il 02/05/1903 a Pola, sapista;
Maestri Alessandro nato il 17/02/1925 a Sestri Ponente (Ge), gapista;
Meloni Giovanni (Leone) nato il 05/10/1918 a Libianis (Ao), Sap Mirolli – Pinetti;
Tronfi Antonio nato il 21/03/1926 a La Spezia;
Spataro Giuseppe nato il 18/03/1925 a Rocella Jonica (Rc) sapista;
2 sconosciuti

Fonte: “Cronache militari della Resistenza in Liguria” Giorgio Gimelli
“Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia” Web

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