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Ilva, Municipio e Comitati di Cornigliano: “Non siamo la controparte dei lavoratori”

Di Michela Serra – Nessuno osi mettere i comitati di Genova Cornigliano contro i lavoratori dell’Ilva. Il messaggio di Giuseppe Spatola, presidente del municipio Medio Ponente è chiaro: un rifiuto netto alla logica di essere la controparte dei lavoratori e la denuncia che qualcuno voglia presentarli in questo modo. Al centro della polemica la bonifica delle aree di Cornigliano e la richiesta di non deviare le risorse destinate alla riqualificazione per integrare il reddito dei lavoratori Ilva.
L’obiettivo della polemica è quanto detto dal vicesindaco e assessore all’Urbanistica di Tursi Stefano Bernini, che, a seguito del rpolungamento dei  lavori socialmente utili per lo stabilimento Ilva di Cornigliano, da pagare con i fondei della Società per Cornigliano, ha detto: <È il contrario di quello che chiedono i corniglianesi che non vogliono che siano intaccate le risorse destinate alla riqualificazione del quartiere come prevede l’accordo di programma. È una guerra fra poveri assurda. Sono assolutamente contrario e se dovrò votare, voterò contro>.

<I lavoratori fanno giustamente la loro lotta perchè l’accordo di programma deve essere rispettato per quanto riguarda la loro parte che prevede la salvaguardia di lavoro e reddito – dice Spatola – ma l’accordo di programma per i cittadini di Cornigliano prevede una riqualificazione che si aspetta da decenni, da cui è partita la decisione di chiudere gli impianti a caldo. I lavoratori sono di cancro e le donne di Cornigliano sono scese in strada. I patti vanno rispettati, ma noi rifiutiamo la logica della guerra tra poveri che qualcuno sta scatenando>. L’invito rivolto ai sindacati è quello di “non cadere nella trappola”. Le risorse non si toccano – ha ribadito Paolo Collu, Coordinatore del tavolo di lavoro – siamo solidali con i lavoratori, ma questa è un’altra partita. Se non si arriverà a una soluzione condivisa, faremo manifestazioni e convocheremo un’ assemblea pubblica invitando istituzioni e parlamentari liguri. Nessuno nega che in questi anni molto si sia fatto per il quartiere, dalla strada a mare all’acquisto di Villa Bombrini, ma in virtù di questi interventi il Municipio e i comitati chiedono che si vada avanti. Ci sono priorità che, se messe in atto, porteranno alla continuità delle opere positive già fatte: <Serve riqualificare l’area intorno a villa Bombrini e le istituzioni devono dirci se faranno l’ospedale di ponente e quale sarà la collocazione>.

Inoltre si dovrà capire dove sarà costruito l’impianto di smaltimento rifiuti: <Realizzarlo nell’area del quartiere ci sembra vagamente fuoriluogo – continua Spatola – sarebbe a poche decine di metri dal depuratore più nauseabondo mai concepito>. Insomma, quello che chiedono Municipio e comitati è una linea precisa sulla quale si possa discutere. Ma la riqualificazione di Cornigliano passa anche per il commercio: molte sono le saracinesche abbassate o che stanno per abbassarsi. Non è solo un problema del quartiere, questo è chiaro, ma il tessuto commerciale di Cornigliano ha subito una lacerazione profonda. <E uno dei punti cruciali – sottolinea Collu – la riqualificazione associata a una desertificazione commerciale non ha senso e non porterebbe alcun risultato positivo>. Spatola cornigliano

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