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Il 174º anniversario della polizia di Stato, a Genova nel 2025 oltre un milione di persone identificate e centro storico sotto stretta osservazione

Nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale la cerimonia per il 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato. Dal bilancio illustrato dal questore Silvia Burdese emerge un forte aumento dell’attività operativa, con controlli, arresti, misure di prevenzione e un’attenzione speciale al centro storico e ai giovani

Genova ha celebrato questa mattina il 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato con una cerimonia nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, uno dei momenti più solenni dell’anno per un corpo che ha scelto ancora una volta di racchiudere la propria missione nel motto “Esserci sempre”. Una formula che richiama il ruolo svolto ogni giorno nella difesa dei diritti, della sicurezza e delle libertà dei cittadini e che quest’anno, nel capoluogo ligure, è stata accompagnata da un bilancio operativo particolarmente denso, segnato da numeri in crescita e da un’attenzione sempre più marcata verso il controllo del territorio, la prevenzione e i contesti urbani più delicati.

La giornata si era aperta con la commemorazione dei caduti della polizia di Stato. Nell’atrio della Questura il prefetto della provincia di Genova, accompagnato dal questore, ha deposto una corona d’alloro davanti alla lapide commemorativa, alla presenza di dirigenti, funzionari, rappresentanti dei commissariati e delle specialità e di una delegazione dell’Associazione nazionale della polizia di Stato. Poi il trasferimento a Palazzo Ducale, dove alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, esponenti del mondo economico e associativo, studenti, referenti delle istituzioni e del terzo settore e numerosi ospiti legati alla polizia di Stato.

Nel suo intervento il questore Silvia Burdese ha messo al centro soprattutto l’attività svolta sul campo nel corso del 2025 da tutte le articolazioni della polizia di Stato della provincia, dalla Questura ai commissariati, passando per polizia stradale, polizia ferroviaria, sicurezza cibernetica, polizia di frontiera marittima e aerea e reparto prevenzione crimine. I numeri restituiscono la dimensione del lavoro svolto: 1.006.155 persone identificate, di cui 221.408 sul territorio e 784.747 in frontiera, 838 arresti, 249 persone sottoposte a misure cautelari non detentive, 5.169 denunciati, 54.142 veicoli controllati e oltre 138 mila grammi di sostanze stupefacenti sequestrati.

Il dato che più colpisce è la crescita di diversi indicatori operativi rispetto all’anno precedente, crescita che la Questura collega all’aumento del 10 per cento delle pattuglie su strada e a una riorganizzazione dei servizi mirata a rafforzare il presidio del territorio. In parallelo è aumentata in modo sensibile anche l’attività della divisione anticrimine, con 276 ammonimenti del questore, di cui 198 per violenza domestica, 76 per atti persecutori e 2 per bullismo, 179 avvisi orali e 98 fogli di via obbligatori. Sono cresciuti anche i provvedimenti legati al contrasto del degrado urbano, con 75 notifiche tra divieti di accesso alle aree urbane ed esercizi pubblici e 117 allontanamenti dal centro urbano.

Particolarmente forte resta l’attenzione sul fronte delle manifestazioni sportive, dove nel 2025 sono stati emessi 137 divieti di accesso alle manifestazioni sportive, con durate comprese tra 1 e 10 anni, per un totale di 318 anni complessivi. Si tratta di provvedimenti adottati nei confronti di tifosi locali e ospiti in relazione a episodi violenti avvenuti durante partite disputate a Genova, Chiavari e Sestri Levante. Nello stesso quadro di prevenzione si colloca anche l’aumento degli allontanamenti dal territorio nazionale, triplicati rispetto al 2024, nei confronti di persone considerate pericolose o già coinvolte in reati.

Tra i passaggi più delicati del bilancio illustrato dal questore c’è quello che riguarda i minori stranieri non accompagnati. Nel 2025 la polizia di Stato ha assicurato prima accoglienza, identificazione e affidamento a 545 minori, in aumento del 22 per cento rispetto ai 449 dell’anno precedente. Un dato che, insieme ai numeri relativi agli interventi per liti familiari, devianza giovanile, abuso di alcol e sostanze stupefacenti e tutela delle fasce più vulnerabili, restituisce l’immagine di un’attività che sempre più spesso si muove su un terreno complesso, dove alla risposta di polizia devono affiancarsi competenze sociali, sanitarie ed educative.

Uno dei focus principali è stato dedicato al centro storico, descritto come un osservato speciale dell’attività quotidiana. I servizi ordinari e straordinari svolti 24 ore su 24 nei carruggi hanno permesso di identificare 12.772 persone, arrestarne 126, denunciare 561 soggetti, sottoporne 58 a misure cautelari non detentive, emettere 63 avvisi orali, 23 ammonimenti, 33 fogli di via e 35 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane. Anche qui il confronto con il 2024 è netto, con aumenti molto consistenti in quasi tutti i parametri. E secondo la Questura il primo bimestre del 2026 mostrerebbe già un’ulteriore crescita dell’operatività.

Nel suo discorso Silvia Burdese ha voluto anche sottolineare il valore della collaborazione quotidiana con carabinieri, guardia di Finanza, polizia penitenziaria, vigili del fuoco, capitaneria di porto, esercito e polizia locale, nel quadro del coordinamento affidato al prefetto, ma anche con il mondo della scuola, della sanità, dello sport, del lavoro e del terzo settore. Un modello, quello richiamato dal questore, che punta a una sicurezza sempre più integrata e condivisa, soprattutto nei contesti in cui il disagio sociale e le fragilità personali si intrecciano con il rischio di reati.

La cerimonia è stata anche l’occasione per premiare il personale che si è distinto in operazioni di polizia giudiziaria, soccorso pubblico e ordine pubblico, ma non si è esaurita nella parte istituzionale. In piazza De Ferrari è stato allestito il “Villaggio della legalità”, dove l’Ufficio relazioni con il pubblico della Questura ha accolto oltre 600 studenti negli stand organizzati dalle diverse specialità della polizia di Stato. L’iniziativa si inserisce in un lavoro più ampio di promozione della legalità che nel solo 2025 ha portato gli operatori a incontrare 12.141 studenti in 159 eventi tra scuole primarie, secondarie e università.

Nel villaggio i ragazzi hanno potuto confrontarsi con i rischi legati alla guida sotto effetto di alcol grazie alla campagna della polizia stradale “Vai per la tua strada”, scoprire i pericoli delle stazioni e dei treni con la polizia ferroviaria e la campagna “Train to be cool”, approfondire i temi della sicurezza online e del cyberbullismo con gli specialisti della sicurezza cibernetica e riflettere sulla violenza di genere attraverso la campagna permanente “Questo non è amore”, affiancata dal lavoro della divisione anticrimine con medici e psicologi della polizia di Stato. Non sono mancati gli spazi dedicati alle truffe agli anziani e a quelle online, alle tecniche della polizia scientifica sulla scena del crimine e alle dimostrazioni delle unità cinofile impegnate nella ricerca di esplosivi e droga.

A completare il percorso aperto al pubblico c’erano anche i mezzi della polizia di Stato, tra veicoli operativi ed esemplari d’epoca, oltre a una mostra fotografica allestita nell’atrio porticato di Palazzo Ducale e intitolata “La persona oltre la divisa”. Dodici scatti per raccontare donne e uomini della polizia di Stato prima in uniforme e poi in abiti civili, nel tentativo di mostrare non solo il ruolo, ma anche il volto umano, le passioni e le motivazioni di chi ha scelto di dedicare la propria vita al servizio degli altri.

Nel finale, il questore Silvia Burdese ha rivolto un ringraziamento a tutte le donne e a tutti gli uomini della polizia di Stato e dell’amministrazione civile dell’Interno per il lavoro svolto in un contesto che ha definito sempre più complesso, sul piano locale e internazionale, ribadendo l’impegno a fare ancora di più per la sicurezza della provincia di Genova. Un messaggio che, insieme ai numeri snocciolati durante la cerimonia, consegna l’immagine di una polizia di Stato che vuole mostrarsi presente, capillare e sempre più immersa nelle contraddizioni della città.


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