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La Resistenza torna nei vicoli della Maddalena: nove giorni di eventi, libri, musica e memoria al femminile

Dal 11 al 19 aprile Genova accende il sestiere della Maddalena con una rassegna diffusa che unisce partigiane, diritti, quartiere e nuove lotte delle donne

Dal 11 al 19 aprile 2026 il sestiere della Maddalena ospiterà “La Resistenza è viva, viva la Resistenza”, una rassegna che mette al centro le resistenze al femminile e prova a cucire insieme passato e presente, memoria storica e impegno civile, racconto della Liberazione e battaglie quotidiane che ancora oggi attraversano la vita delle donne. Il progetto nasce in occasione di un anniversario simbolicamente potentissimo, quello degli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia, e sceglie di leggere quella conquista non come un fatto chiuso nei libri di storia, ma come il frutto concreto di un percorso costruito anche dal coraggio delle partigiane e delle staffette, donne che nella Lotta di Liberazione hanno avuto un ruolo decisivo e troppo spesso raccontato in secondo piano. La rassegna, invece, capovolge proprio questo sguardo e restituisce centralità a voci femminili che ieri hanno contribuito a cambiare il Paese e oggi continuano a tenere aperti spazi di libertà, partecipazione e giustizia sociale.

Il senso profondo dell’iniziativa sta tutto qui: non una semplice sequenza di appuntamenti culturali, ma un’azione diffusa di riappropriazione dello spazio pubblico e della memoria. Il filo conduttore è quello delle “resistenze al femminile”, intese in una doppia dimensione. Da una parte c’è il riconoscimento del contributo delle donne alla Resistenza e alla conquista dei diritti civili e politici; dall’altra c’è il presente, con le nuove forme di resistenza portate avanti ogni giorno da attiviste, lavoratrici, madri, insegnanti, cittadine, donne che nei territori e nelle relazioni difendono diritti, dignità e comunità. In questo quadro la scelta della Maddalena non è soltanto logistica, ma profondamente politica. Il quartiere, troppo spesso raccontato con stereotipi di marginalità, viene qui riconosciuto come un laboratorio vivo di resistenza quotidiana, un luogo in cui restare, costruire relazioni e prendersi cura dello spazio comune è già di per sé un gesto politico. Portare la rassegna nei vicoli del centro storico significa allora valorizzare questa energia e trasformare il quartiere in un luogo aperto di confronto, partecipazione e memoria condivisa.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio e il sostegno finanziario del Municipio 1 Centro Est del Comune di Genova, in collaborazione con l’Associazione nazionale partigiani d’Italia sezione Teresa Mattei, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia sezione Azienda mobilità e trasporti F. Cerofolini, 52 Gomitoli, Associazione Il Limone Lunare, Libera Genova presidio Francesca Morvillo, Associazione Scuola Daneo, Liberi Cittadini della Maddalena e Women Bike Ride. Il programma attraversa l’intera settimana con appuntamenti letterari, laboratori, racconti urbani, performance, musica e momenti di socialità pensati per fare della memoria una pratica collettiva, viva e condivisa.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 11 aprile con “Ruote di Libertà”, una pedalata civile nei luoghi della Resistenza delle donne a Genova. La partenza è prevista alle 17 da piazza De Ferrari con direzione Sampierdarena, nel ricordo degli scioperi del 1944, mentre l’arrivo è fissato alle 21 in via della Maddalena. L’iniziativa, a cura di Women Bike Ride in collaborazione con la Federazione italiana ambiente e bicicletta, apre la rassegna con un gesto che è insieme fisico, simbolico e politico: attraversare la città ripercorrendo luoghi e memorie femminili della Resistenza, rimettendo in movimento storie troppo a lungo rimaste ai margini della narrazione pubblica.

Domenica 12 aprile alle 17, in piazza della Posta Vecchia, spazio invece alla parola e alla memoria biografica con la presentazione del libro “Chicchi la resistente. Teresa Mattei. Dalla Resistenza alle battaglie per i diritti delle donne e dei bambini” di Anita Ginella, che dialogherà con Carla Cappanera. L’appuntamento, a cura di Ama in collaborazione con il circolo dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia Teresa Mattei, porterà al centro una figura straordinaria della storia italiana come Teresa Mattei, partigiana, politica e protagonista di una lunga battaglia per i diritti, capace di tenere insieme l’antifascismo, la partecipazione democratica e l’attenzione ai più fragili.

Da lunedì 13 a venerdì 17 aprile, ogni giorno dalle 11.30 alle 14.30 in piazza della Meridiana, la rassegna entrerà anche nel vivo della partecipazione diffusa con laboratori, canti e performance a cura della scuola primaria Daneo, della scuola primaria Garaventa e dell’Associazione Daneo. Saranno giornate pensate per coinvolgere bambine, bambini, famiglie e residenti, con una presenza costante nello spazio pubblico che darà forma concreta all’idea di una memoria che non si conserva soltanto, ma si pratica e si trasmette. La scelta di affidare questa parte del programma anche al mondo della scuola è coerente con l’impianto complessivo del progetto: ricordare la Resistenza significa infatti mettere in moto linguaggi, corpi e relazioni capaci di parlare al presente e alle nuove generazioni.

Martedì 14 aprile, dalle 17 alle 19 in via della Maddalena 48A rosso, è in programma un laboratorio di maglieria sociale dedicato alla costruzione di spille “angurie” Free Palestine e papaveri di stoffa, a cura del gruppo 52 Gomitoli. Anche in questo caso il gesto artigianale diventa gesto politico e collettivo, un modo per fare comunità e per tradurre in segni condivisi temi come la pace, la solidarietà internazionale e la memoria delle lotte. La scelta di intrecciare fili, simboli e manualità dentro il quartiere risponde perfettamente allo spirito della rassegna, che vuole riportare nei vicoli pratiche di partecipazione semplice ma profondamente significativa.

Giovedì 16 aprile alle 18, in piazza delle Vigne, l’attenzione si sposterà sul rapporto tra territorio, legalità e beni comuni con un racconto dedicato al quartiere e ai beni confiscati, a cura del presidio Francesca Morvillo di Libera. Sarà un momento importante per riflettere su un’altra forma di resistenza, quella che si misura con il contrasto alle mafie e con la restituzione alla collettività di spazi e patrimoni sottratti alla criminalità. Inserire questo appuntamento nel cuore della Maddalena significa anche ricordare che la difesa dei quartieri passa dalla consapevolezza civica, dalla conoscenza dei luoghi e dalla capacità di immaginare usi diversi, più giusti e più aperti, degli spazi urbani.

Venerdì 17 aprile alle 18 in piazza Cernaia il programma proseguirà con un Drum Circle a cura dell’Associazione Il Limone Lunare. La musica e il ritmo entreranno così nella rassegna come forma di espressione comunitaria e di partecipazione aperta, in un appuntamento che porterà nella piazza un’energia condivisa e inclusiva. Anche questo momento si inserisce nel disegno complessivo della manifestazione, che non vuole limitarsi al ricordo istituzionale ma costruire occasioni vive di presenza, incontro e riconoscimento reciproco.

Sabato 18 aprile alle 18, davanti all’asilo di vico Rosa, si parlerà invece delle nuove resistenze con Tiziana Ronzio, presidente dell’associazione Tor Più Bella, e con Mara Fonti, insegnante e testimone della lotta alla ’ndrangheta. L’iniziativa, a cura dell’associazione Ama, sarà moderata da Carla Cappanera e Mariapia Cavani. È uno degli appuntamenti che più chiaramente rende esplicito il ponte tra il titolo della rassegna e il presente: la Resistenza non viene evocata come patrimonio chiuso del Novecento, ma come una grammatica ancora attuale per leggere le sfide di oggi, dal presidio dei territori al contrasto delle mafie, dalla cittadinanza attiva al coraggio civile di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

La chiusura sarà domenica 19 aprile alle 18 in piazza Cernaia con un aperitivo antifascista accompagnato da canti e musica, a cura di Liberi Cittadini della Maddalena. L’invito è semplice e diretto: portare qualcosa da condividere, trasformando la conclusione della rassegna in un momento comunitario e aperto. All’interno dell’appuntamento troverà spazio anche il laboratorio mobile “Pane e libertà”, con composizioni dedicate proprio al tema della libertà. Sarà una chiusura coerente con tutto il percorso della settimana, costruita non sulla celebrazione formale ma sulla partecipazione concreta, sulla convivialità e sulla convinzione che la memoria democratica abbia senso solo se riesce ancora a creare incontro, parola e responsabilità collettiva.

Nel complesso, “La Resistenza è viva, viva la Resistenza” si presenta come una delle iniziative più significative della primavera genovese perché sceglie di non separare il ricordo dall’azione, la storia dalla vita quotidiana, le partigiane di ieri dalle donne che oggi continuano a lottare nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi del lavoro e nei movimenti civici. Nel sestiere della Maddalena, quartiere che per vocazione resiste e si rigenera, la rassegna prova così a costruire una bussola per leggere il presente attraverso lo sguardo femminile, ricordando che la democrazia non è mai un bene acquisito una volta per tutte, ma una pratica quotidiana fatta di scelte, presenza e coraggio. Ed è forse proprio questo il messaggio più forte della manifestazione: la Resistenza è viva davvero, se continua a camminare nelle strade di oggi.


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