Falso trading online, stangata da 85 mila euro: due denunciati dalla polizia di Stato

Promesse di guadagni facili, conti svuotati e piattaforme trappola: due inchieste della polizia di Stato hanno fatto emergere perdite pesantissime per le vittime. L’indagine della Postale

Negli ultimi mesi il fenomeno del “falso trading online” si è confermato una minaccia concreta per risparmiatori e cittadini, con truffe costruite attorno a presunti investimenti finanziari in rete e a piattaforme solo in apparenza affidabili. In questo contesto la polizia di Stato ha rafforzato le attività di monitoraggio, prevenzione e contrasto, puntando su competenze specialistiche per individuare chi sfrutta la promessa di facili guadagni per mettere in piedi raggiri sempre più sofisticati. A Genova le ultime due attività concluse dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica hanno portato alla denuncia di due persone e hanno fatto emergere un danno economico complessivo di oltre 85 mila euro.


Il meccanismo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era sempre lo stesso. Le vittime, attirate da annunci online che prospettavano profitti rapidi e senza rischi, venivano invitate a contattare determinati numeri di telefono. Da lì partiva il contatto con sedicenti trader, pronti a offrire assistenza passo dopo passo nell’apertura di conti e nell’esecuzione di bonifici. Il punto più delicato dell’inganno era proprio il rapporto di fiducia che i falsi broker riuscivano a creare: una presenza continua, capace di orientare le scelte delle vittime, spingerle verso piattaforme talvolta autentiche e talvolta clonate, convincerle a consegnare documenti di identità o perfino credenziali di accesso per delegare tutte le operazioni.
Per rendere la truffa ancora più credibile, i responsabili mostravano grafici dall’aspetto realistico, con guadagni in realtà inesistenti. In alcuni casi arrivavano persino a disporre bonifici verso le vittime, presentandoli come i primi frutti degli investimenti e alimentando così l’illusione di un sistema davvero redditizio. In realtà, secondo gli accertamenti, si trattava di somme sottratte ad altri soggetti già raggirati.
Le indagini del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Liguria hanno accertato nel primo episodio una perdita di oltre 41 mila euro, con parte del denaro convogliata verso una nota piattaforma di scambio di criptovalute e parte trasferita su altri conti correnti italiani. Nel secondo caso, invece, la vittima è stata convinta a eseguire cinque bonifici su conti esteri per dare seguito a un investimento rivelatosi del tutto fittizio, per una somma complessiva di circa 47 mila euro.
Attraverso approfondite analisi delle blockchain, effettuate con software in grado di seguirne i flussi nonostante i tentativi di anonimizzazione, gli investigatori della polizia postale sono arrivati a identificare e denunciare una donna di 53 anni residente a Padova e un uomo di 49 anni residente a Milano. Il procedimento penale, va precisato, è ancora nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.
L’attività investigativa conferma ancora una volta quanto le proposte di investimento presentate con rendimenti altissimi e rischio zero siano, nella grande maggioranza dei casi, prive di fondamento e riconducibili a condotte fraudolente. Il consiglio resta sempre lo stesso: diffidare dalle promesse troppo facili, verificare con attenzione l’affidabilità delle piattaforme e controllare che siano autorizzate da organismi ufficiali come la Commissione nazionale per le società e la borsa, evitando di affidarsi a presunti esperti che contattano telefonicamente e insistono per gestire direttamente ogni operazione.
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