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Waterfront Mall, emergenza fantasma in Sala Rossa: quaranta minuti di fuoco politico per una sala d’azzardo che non c’è

L’opposizione scatena il caso, agita il fantasma dell’azzardo dentro il Waterfront Mall, ma inciampa su un dettaglio “minuscolo”: non si tratta di gioco con vincite in denaro, ma di semplice intrattenimento. Alla fine l’ordine del giorno di Pietro Piciocchi viene bocciato, mentre passa la mozione vera sul contrasto al gioco d’azzardo patologico, presentata da Avs. Sullo sfondo, la legge regionale contro l’azzardo approvata all’unanimità in Regione oltre 10 anni fa che le giunte di centrodestra tengono bloccata e non attuano da allora

L’opposizione ai tempi dello scontro politico più acceso e velenoso, senza esclusione di colpi, come è quello attuale a livello locale e nazionale: quaranta minuti di discussione in Consiglio comunale sul nulla. In sostanza: un supposto problema che non esiste, la presenza di un punto per il gioco d’azzardo nel Waterfront Mall che, però, non c’è. Il tutto, rubando la scena dell’assemblea settimanale in Consiglio comunale a un devastante e purtroppo realissimo problema sociale, quello della ludopatia.

Tutto è cominciato con un ordine del giorno di Pietro Piciocchi, attuale capogruppo di Vince Genova, ex vice del sindaco Marco Bucci, poi facente funzione dopo la decadenza dello stesso Bucci, oltre che, per 8 anni assessore con vari incarichi per l’intero mandato o per parte di esso, dal bilancio ai lavori pubblici, deus ex machina del Waterfront di levante, cosa che rivendica spesso con orgoglio. Nella discussione è intervenuta “pro Piciocchi” anche la leghista Paola Bordilli, ex assessora al commercio delle passate giunte di centrodestra, che come tale ha sovrainteso alle regole della parte commerciale, compreso il (bisogna dirlo, straordinariamente ampio) tematismo che, peraraltro, è stato imposto solo a una parte dell’area commerciale, mentre la restante parte è stata da subito aperta a tutte le merceologie, senza restrizioni.

L’ordine del giorno è stato presentato su una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, presentata a sua volta dal consigliere Lorenzo Garzarelli: “Contrasto al gioco d’azzardo patologico e tutela della salute pubblica”: un tema serissimo che pesa come un macigno sulle famiglie e sulla società a Genova e in Liguria, oltre che su tutto il territorio nazionale.

Proprio su questa mozione si è inserito Piciocchi, dichiarando, testualmente: «Nel condividere la sensibilità sottesa all’iniziativa di questa mozione ho accolto l’occasione per portare l’attenzione dell’Aula e dell’Amministrazione su quanto ho personalmente verificato venerdì scorso in occasione dell’inaugurazione della Waterfront Mall perché percorrendo quei corridoi, devo dire peraltro molto belli, un intervento credo riuscito molto bene, mi sono imbattuto in una sala giochi che evidentemente questa amministrazione ha autorizzato e devo dire che mi sono piuttosto stupito perché fino ad oggi giustamente ho sempre sentito rivendicare da parte vostra un particolare rigore nella verifica del tematismo, delle regole che sopprassiedono il (forse voleva dire “presiedono al” n. d. r.) rilascio delle licenze di quegli esercizi, quindi mi sono posto alcune domande anche al netto della questione del tematismo che caratterizza il distretto, in particolar modo il rispetto di tale insediamento del regolamento sul gioco d’azzardo del Comune di Genova adottato nel 2013 che, ricordo a me stesso, prevede che luoghi di questo tipo, come veniva ricordato dal collega Garzarelli, debbano essere tenuti a distanza da contesti sensibili tra cui si menzionano espressamente gli impianti sportivi. Vi ricordo, anche se non sembra essere la vostra priorità, che all’interno del Palasport c’è un impianto sportivo che peraltro sarebbe auspicabile aprire il prima possibile alla città, quindi con questo ordine del giorno vi chiediamo di verificare la situazione, perché io credo che poi agli impegni assolutamente condivisibili devono seguire i fatti e i fatti sono che questa amministrazione ha autorizzato l’apertura di una sala da gioco in un luogo oggettivamente sensibile limitrofo ad un impianto sportivo, quindi vi prego di assumere le vostre responsabilità, condurre le verifiche del caso e valutare se ci sono i presupposti per adottare i provvedimenti relativi. Quindi l’impegnativa al seguente oggetto, verificare con urgenza tramite gli uffici tecnici e la polizia locale se la collocazione della sala giochi all’interno del palasport rispetti rigorosamente la distanza di 300 metri dai luoghi sensibili presenti nell’area del waterfront, impianti sportivi, centri di aggregazione, luoghi di culto, ricordo oltre all’impianto sportivo anche la Casa della Vela che è proprio limitrofa al palasport che sarà un luogo di grande aggregazione, di grande attrazione nel mondo sportivo, valutare se l’attività di azzardo sia conforme al vincolo del tematismo previsto per il Mall del Palasport o se non rappresenta invece una violazione degli indirizzi urbanistici che prevedevano per quell’area esclusivamente funzioni legate allo sport e al commercio di eccellenza, a riferire in tempi brevi alla consulta permanente sul gioco e alla Commissione consigliare competenze circa la regolarità delle autorizzazioni concesse per tale apertura. Ad attivarsi anche che nel rispetto delle normative vigenti si scoraggi la proliferazione di zone dedicate all’azzardo in contesti nati per la promozione della salute e dei valori dello sport».

Tutto si gioca sull’equivoco tra “sala da gioco” e “sala giochi” (Piciocchi nel suo intervento in aula la chiama in entrambi i modi) e, cioè, tra un punto che prevede scommesse e premi in denaro (che, è bene dirlo, non esiste) e un’attività simile a quelle che erano in voga negli anni ’80 del Novecento, con videogiochi senza premi in denaro, aggiornata con le moderne tecnologie della realtà virtuale: questo è la sala giochi del Mall ed è facile appurarlo facendoci un giro, come il consigliere di opposizione ha detto di aver fatto nei giorni scorsi. Piciocchi, nel suo discorso, non chiede se la sala giochi sia una sala da gioco, ma se rispetti le regole (ad esempio la distanza dai luoghi sensibili) che si possono imporre solo alle sale scommesse e non sono applicabili ai luoghi ludici senza premi in denaro. L’attuale amministrazione non ha autorizzato alcuna sala da gioco, ma solo una sala giochi.

Dopo le risposte piuttosto nette delle assessore competenti, il capogruppo di Vince Genova ha detto di essersi limitato a chiedere di verificare che quel luogo fosse dedicato all’azzardo oppure no, rivendicando il diritto delle opposizioni a fare domande e chiedere controlli, difeso dagli interventi di diversi consiglieri di opposizione. Può, comunque, giudicare il lettore, avendo a disposizione la trascrizione di quanto da lui dichiarato con toni censori nei confronti della giunta, quale fosse il senso del suo intervento.

Hanno replicato in modo piuttosto duro (sia sull’inesistenza di una sala da gioco sia sul tematismo come è stato impostato dalle stesse giunte a cui Piciocchi ha partecipato) l’assessora al Commercio Tiziana Beghin (che si è trovata a gestire la partita Mall con le regole imposte in precedenza dalle giunte Bucci-Piciocchi) e l’assessora al Welfare Cristina Lodi.

Tiziana Beghin ha detto: «Risponderò immediatamente con la parte tecnica rispetto a questo ordine del giorno. Come giustamente lei ha poi rilevato nella sua replica, l’articolo 7 del regolamento prevede appunto che tutte quelle sale che prevedano giochi con vincite in denaro debbano essere poste ad almeno 300 metri da luoghi sensibili, con tutto poi l’elenco dei luoghi sensibili. Lo stesso articolo prevede che laddove non sia prevista la vincita in denaro, questo limite chiaramente non è dovuto. Questa è una sala giochi dove non ci sono vincite, non si tratta di un locale di vendita soggetto al tematismo a lei tanto caro e quindi il richiamo anche al tematismo è improprio. In definitiva non si tratta di gioco d’azzardo ma di intrattenimento e quindi la disciplina è completamente differente. Però comprendo la sua preoccupazione perché le devo dire la verità. Nella grande difficoltà di riempire i 15 mila metri quadrati del waterfront commerciali che forse sarebbe stato meglio preoccuparsi un pochino prima di quanti spazi commerciali sono stati lasciati in quello spazio piuttosto che quelli sportivi che avrebbero dovuto essere il tematismo vero e proprio. In realtà nella parte commerciale lei sa benissimo che lo sport è soltanto una delle parti: sport è tempo libero, vado a memoria, benessere è cura della persona, eccellenze enogastronomiche, moda anche intesa come attrazione turistica, cioè praticamente lo scibile umano. Per di più per metà dei 15 mila metri, 7.501 per la precisione, gli altri sfuggono al tematismo a lei tanto caro. Quindi nella difficoltà di riempire questi spazi sono balzata sulla sedia, io pure quando mi è stata richiesta una sala giochi perché mi ricordavo quella di altri Mall costruiti in questa città con un pochino di difficoltà magari a seguire. E non è questo, si tratta di una sala di intrattenimento, però siccome sono così preoccupata da quello che avrebbe potuto essere ho richiesto, preteso e ottenuto un atto unilaterale d’obbligo, che immagino che lei in virtù anche della sua professione conosca e sappia che cosa significa, affinché l’operatore sia impegnato a non aprire mai nessun tipo di quelle attività sala giochi comprese nel testo che lei ha richiamato. Quindi direi che come comune possiamo stare abbastanza tranquilli sia per oggi sia per il futuro. Sono state invece fatte alcuni richiami che visto che ho ancora qualche minuto ne approfitterei rispetto appunto alla difesa del tematismo. Ora questo sicuramente non rientra nello sport ma sicuramente rientra nel tempo libero che voi avete inserito nel tematismo di questa sala giochi. Peraltro non avrebbero dovuto nemmeno farne parte perché non è vendita. Però combinazione c’entra. Qualcuno ha parlato di Esselunga invece che Coop. Sarei molto felice di capire perché Esselunga ha rinunciato a questa operazione lasciandola peraltro in grandissime difficoltà. Magari prima o poi lo scopriremo. Devo dire che alla fine insomma sono contenta che almeno una attività commerciale della città abbia risposto all’appello degli operatori che si sarebbero ritrovati in grandissima difficoltà. Perché forse qualcuno non aveva spiegato che il tematismo era previsto per la parte alimentare e le eccellenze gastronomiche del territorio doveva essere rispettato. E probabilmente insomma io immagino che qualcuno avrebbe fatto un po’ di fatica a vendere soprattutto eccellenze del territorio Ligure arrivando da qualche altra regione e non avendo i fornitori in referenza. Comprendo la vostra preoccupazione mi sarai aspettata maggior preoccupazione per i negozi di vicinato che sentono l’apertura di questo Waterfront come una grande minaccia».

Deciso anche l’intervento di Cristina Lodi: «Anche per me è un’occasione per fare chiarezza e devo dire che sono anche molto contenta che la minoranza in quest’Aula esprima grande preoccupazione per il gioco di azzardo patologico e soprattutto per le politiche a difesa della sanità. Però do molto volentieri ma anche in maniera molto profonda il parere positivo a questa mozione che pone un problema. Perché da quando il centrodestra governa in questa regione è stata bloccata la legge, come riporta la mozione, di applicazione per esempio delle distanze necessarie per mettere in protezione le persone. E in più era il 2017 quando un all’epoca assessore che si occupava di queste questioni e oggi ha il governo come vice-ministro (Edoardo Rixi, all’epoca assessore alle attività produttive della Regione e oggi viceministro dei trasporti n. d. r.), disse “fermi tutti questa norma, non va bene”, bisogna implementarla, bisogna rilanciarla e allora invece che tanto applicare quella che c’era, di solito si fa così, applica la norma, la sospende dicendo “la faremo e la faremo meglio di questa”, quindi nel frattempo lasciamo andare le cose come vanno. Stiamo parlando del 2017, quasi 10 anni fa, in questi 10 anni quello che sappiamo è che in questa regione è aumentata in maniera esorbitante la spesa sulla sanità per prenderci cura delle persone che sono purtroppo cadute in questa situazione problematica di tipo sanitario molto complessa. Però uno dice, visto che c’è tutta questa tensione, la cosa sarà portata a livello governativo. Invece a livello governativo che peraltro continua a richiamare l’attenzione a queste norme, quasi delegittimando le regioni a non a questo punto legiferare perché ci penserà il governo, è tutto fermo. Questa mozione capita proprio in un momento di cambio amministrativo importante, dove a tutti i livelli, anche con la riattivazione della consulta, che se ricordiamo aveva avuto solo le nomine e poi non aveva avuto altro, nel senso che non aveva portato avanti il suo, e sappiamo che gli enti locali sono limitati nella possibilità di intervenire perché abbiamo norme nazionali, e poi soprattutto sappiamo che a noi non piace creare conflittualità, perché è vero, nella consulta ci sono anche gli esercenti, ci sono anche coloro che sono stati coinvolti da norme nazionali e quindi vedono nel loro esercizio anche questo tipo di prodotto di cui parlava prima l’assessora mia collega. Quindi l’atteggiamento nostro, e quindi io davvero mi auspico anche che rivedendo nella minoranza un’attenzione quasi concitata rispetto all’autorità della salute, questa attenzione arrivi a livello regionale, perché siete ancora in tempo, almeno finché governate voi, poi speriamo per poco. Allora la spiego questa mia riflessione, che non è politica guardate, ma è tutela della sanità, perché se in 8 anni non avete mai preso la decisione che le norme regionali a tutela delle persone della salute vengano applicate, allora è meglio che o le facciate applicare, o facciate una legge regionale o francamente non governiate, perché il tema della salute delle persone è stato fortemente danneggiato e compromesso rispetto a quello che voi come centrodestra non avete fatto responsabilmente per 8 anni. E stiamo parlando di famiglie distrutte, stiamo parlando di famiglie in ginocchio, stiamo parlando di persone che stanno male, e questo perché nessuno ha fatto sì che attraverso una norma regionale almeno si provasse a tutelare le persone. Allora io dico con grande attenzione che questa mozione apre uno scenario. Peraltro, sottolineo che grazie all’indicazione della Sindaca, è già partito il lavoro – a cui tutti gli assessori hanno già partecipato a rotazione – della consulta. Continuerà e però continueremo politicamente da questo Comune come amministrazione e come Consiglio Comunale a chiedere chi deve far applicare le leggi che peraltro ci sono già».

L’ordine del giorno di Piciocchi è stato respinto dall’aula con 23 voti contrari della maggioranza e 13 favorevoli dell’opposizione.

Quanto alla mozione di Alleanza Verdi e Sinistra, presentata da Garzarelli come primo firmatario, ha riguardato il “Contrasto al gioco d’azzardo patologico e tutela della salute pubblica” per impegnare la sindaca e la giunta «A esprimere formale contrarietà, nelle sedi istituzionali competenti, a qualsiasi meccanismo che colleghi strutturalmente le entrate regionali o locali alla crescita della raccolta derivante dal gioco d’azzardo; promuovere presso il Governo e il Parlamento iniziative normative che separino in modo netto le politiche di tutela della salute dalle logiche di gettito fiscale connesse all’azzardo; potenziare campagne di prevenzione e informazione rivolte in particolare a studenti, famiglie, giovani adulti ed esercenti, anche attraverso strumenti di comunicazione pubblica urbana e collaborazione con i servizi sociosanitari territoriali (Ser.D, Centri di Salute Mentale, Consultori, Centri per le famiglie); promuovere iniziative di sensibilizzazione sui rischi connessi alla gamification e ai meccanismi assimilabili al gioco d’azzardo presenti nelle piattaforme digitali; valorizzare e rilanciare l’iniziativa delle vetrofanie “Non azzardatevi”, quale campagna di sensibilizzazione e di pubblica valorizzazione degli esercizi commerciali “slot free”; attivarsi presso la Giunta di Regione Liguria al fine di sollecitare la piena e improrogabile entrata in vigore della legge regionale n. 17/2012 “Disciplina delle sale da gioco”, quale strumento necessario e complementare al Regolamento comunale vigente; prevedere che la Consulta permanente sul gioco con premi in denaro riferisca annualmente al Consiglio Comunale sullo stato del fenomeno nel territorio, sulle misure adottate e sui dati disponibili relativi alla presa in carico da parte dei servizi sanitari». Col parere favorevole della giunta è stata approvata con 23 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta (9 voti) salvo i due consiglieri della Lega che sono risultati presenti non votanti.

In sintesi, l’aula ha passato quasi tre quarti d’ora a discutere di un presunto punto d’azzardo dentro il Waterfront Mall che, nei fatti, non esiste. Alla fine è stato bocciato l’ordine del giorno costruito su questo equivoco, mentre è stata approvata la mozione di Alleanza Verdi e Sinistra sul contrasto vero al gioco d’azzardo patologico.

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