San Martino, nuova guida per la Chirurgia toracica: arriva Enrico Melis, specialista della robotica

Dal 1° maggio il Policlinico affida la direzione della Chirurgia toracica a Enrico Melis. La nomina rafforza un settore cruciale per il trattamento delle patologie polmonari e oncologiche e punta a sviluppare ulteriormente tecniche innovative e meno invasive


Dal 1° maggio sarà Enrico Melis il nuovo direttore della Chirurgia toracica dell’ospedale Policlinico San Martino, in un passaggio che segna un momento importante per una delle strutture più delicate e ad alta specializzazione dell’ospedale genovese. Si tratta di un incarico centrale dentro una disciplina che si occupa del trattamento chirurgico delle patologie polmonari e delle principali affezioni intratoraciche, ambiti nei quali esperienza, competenze tecniche e capacità di gestione dei casi complessi fanno la differenza in modo decisivo.

La nomina viene letta dalla Regione e dalla direzione dell’azienda ospedaliera come un tassello di rilievo nel rafforzamento dell’offerta clinica del San Martino. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò sottolinea infatti che la Chirurgia toracica rappresenta una branca strategica, soprattutto nella presa in carico di patologie complesse e in particolare oncologiche, e ringrazia allo stesso tempo Gian Luca Pariscenti per il lavoro svolto alla guida della struttura. Nelle parole dell’assessore c’è anche l’idea di una continuità con il percorso di crescita già avviato, che ora dovrà trovare nuovo impulso sotto la direzione di Melis.
Sulla stessa linea si colloca il direttore generale dell’azienda ospedaliera Monica Calamai, che definisce questa nomina la prima, sul fronte clinico, di una serie di incarichi destinati ad arrivare e la inserisce dentro una strategia più ampia di consolidamento dell’alta specializzazione del San Martino. Per la direzione, il settore toraco-vascolare resta essenziale sia per garantire cure di livello elevato ai pazienti sia per sostenere la ricerca, e l’arrivo di Melis viene considerato funzionale non solo al completamento dell’offerta del dipartimento, ma anche al potenziamento dell’oncologia polmonare.
Il profilo del nuovo direttore è legato in modo particolare alla chirurgia robotica, terreno sul quale il San Martino punta evidentemente a investire con decisione. Monica Calamai richiama infatti l’esperienza maturata dal chirurgo romano, evidenziando come, nonostante l’età relativamente giovane, abbia già eseguito oltre tremila interventi, di cui circa millecinquecento come primo operatore. Un bagaglio che, nelle aspettative dell’azienda, dovrebbe tradursi nella possibilità di offrire ai pazienti percorsi sempre più innovativi, meno invasivi, con minori complicanze e risultati migliori sul piano clinico. In prospettiva, la direzione ospedaliera guarda anche all’applicazione della robotica nel campo del trapianto di polmone, settore in continua evoluzione e considerato uno dei possibili fronti di sviluppo futuro.
Quanto al percorso professionale, Enrico Melis si è formato all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove si è laureato in Medicina e chirurgia e ha poi conseguito la specializzazione in Chirurgia toracica. Alla formazione universitaria ha affiancato un approfondimento specifico nel campo della chirurgia toracica avanzata e robotica, costruendo un profilo molto orientato alle tecnologie e alle tecniche più evolute.
Sul piano dell’esperienza sul campo, il nuovo direttore arriva a Genova dopo aver lavorato in contesti di primo piano della sanità romana. Ha svolto attività all’Istituto nazionale tumori Regina Elena, maturando una significativa esperienza nell’oncologia toracica, e successivamente ha operato all’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, uno dei principali poli ospedalieri della capitale, confrontandosi con casistiche complesse relative a patologie polmonari e intratoraciche.
Accanto all’attività clinica, Melis ha sviluppato anche un percorso accademico e scientifico. È docente di Chirurgia toracica e chirurgia robotica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e ha portato avanti attività di formazione e aggiornamento anche in ambito internazionale, tra cui un’esperienza alla Semmelweis University di Budapest. Un elemento che rafforza ulteriormente il profilo di un professionista chiamato non soltanto a dirigere una struttura ospedaliera, ma anche a contribuire all’innovazione, alla formazione e alla crescita complessiva del settore.
Per il San Martino, dunque, non si tratta soltanto di una sostituzione al vertice, ma di una scelta che punta a consolidare una linea precisa: rafforzare le aree di maggiore complessità clinica, investire sulle competenze specialistiche e spingere sull’innovazione tecnologica in un settore dove la qualità della chirurgia incide in maniera diretta sulle possibilità di cura e sulla qualità di vita dei pazienti.
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